Storie di bambini e bambine non convenzionali

Si presentano simili nell’aspetto (stesso formato quadrato, stesso rosso che percorre il dorso della copertina e dà corpo al titolo) i due recenti titoli della collana Sottosopra che la casa editrice EDT Giralangolo dedica ai libri rivolti alle bambine e ai bambini “liberi di agire, pensare e comportarsi senza vincoli legati al proprio sesso biologico di appartenenza”.

Entrambi sono libri italiani al 100%, ideati e progettati da autori nostrani:  “Il principino scende da cavallo” di Irene Biemmi e Antongionata Ferrari, e “Amelia che sapeva volare” di Mara Dal Corso e Daniela Volpari.

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Ma andiamo con ordine, riservando a ciascuno il giusto spazio.

Il principino scende da cavallo

copertina de Il principino scende da cavallo

Il tratto umoristico e gentile di Antongionata Ferrara (con tante pubblicazioni all’attivo e riconoscimenti di rilievo, tra cui il Premio Andersen come miglior illustratore) riesce a rendere immediatamente simpatico e umano il protagonista della vicenda. Un principe bambino che non si sente per nulla a suo agio nei suoi panni e mal digerisce le imposizioni che il suo ruolo richiede: imparare le buone maniere, indossare abiti scomodi, andare a caccia di volpi, non lasciar trapelare mai paure o fragilità…

il principino sopra Fulmine

Ma più di ogni altra cosa, il principino si vergogna ad andare in giro per il regno sul suo enorme cavallo nero Fulmine, che i genitori gli hanno regalato per farsi rispettare dai sudditi. Sopra quel bestione è goffo, timoroso e appare ancora più piccolo e insicuro di quanto non sia veramente.

Più di una volta il Principe Bambino cade rovinosamente da Fulmine… particolare che ci viene svelato sin dai risguardi dell’albo (le prime due pagine che succedono la copertina) e le passeggiate in groppa al cavallo si trasformano in esperienze terrorizzanti e incontri minacciosi con gli animali del bosco (lupi, avvoltoi, civette astiose…). Per non parlare dell’accoglienza che gli riservano le persone, indispettite dal suo atteggiamento altero e spaventate dal cavallo gigantesco.

Il Principino non scende mai da Fulmine, rimane lassù, solo, silenzioso, minuscolo, separato dagli altri. Finché un giorno, inaspettatamente, una ragazzina dalla lingua tagliente e un gatto spelacchiato appollaiato sulla spalla lo scuote: “Ehi, lassù! Senti un po’, ma chi ti credi di essere?! Perché non scendi giù da quel bestione?“.

il principe e la bambina

Finalmente qualcuno gli rivolge parola! Seppur in maniera brutale… Qualcuno lo degna di attenzione! Il piccolo principe, con molte difficoltà, scende da cavallo e si sente subito più leggero. Inizia a chiacchierare con quella ragazzina esuberante e schietta. Di colpo diventa un semplice bambino che scopre quanto è bello fare le cose che fanno i bambini: ridere, correre, impiastricciarsi con la cioccolata. Senza pensare a differenze di classe sociale o altro.

Grazie alla bambina col gatto e alla sua amicizia, tutto gli appare più divertente, curioso, sorprendente. Basta costrizioni e ruoli predeterminati! Persino Fulmine comincia a godersi la nuova libertà acquisita e niente, da lì in avanti, risulterà pesante e angosciante come prima.

Il bambino si toglie la coroncina e sale in sella a una bicicletta: così può filare veloce e contento, senza porre distanze con gli altri. Fulmine galoppa selvaggio e felice.

ultime pagine del libro

Il testo è descrittivo, abbastanza lungo, accompagna minuziosamente le immagini, spiega e sottolinea ciò che risulta evidente e chiaro già dalle illustrazioni. Queste ultime risultano particolarmente espressive, dinamiche, scattanti e spesso vengono inserite a mo’ di vignette nelle pagine, inframezzate alle righe di testo.

Una storia positiva, snella, semplice, che rimane su un piano giocoso ma vuole veicolare temi particolarmente sentiti negli ultimi anni. Cominciano a essere numerose, infatti, le pubblicazioni per bambini che si concentrano sul tema della parità di genere e della ribellione a ruoli precostituiti e a stereotipi.

In questo caso è un maschietto la figura più fragile e delicata, mentre la bambina è risolutiva, forte, sfacciata.

Amelia che sapeva volare

copertina di Amelia che sapeva volare

Stavolta è una lei al centro della scena e il tono del racconto, affidato a due giovani artiste, si fa più evocativo e sognante. Amelia non è una bambina qualunque, ma Amelia Earhart, colei che da grande sarebbe diventata la prima donna aviatrice ad attraversare in solitaria l’Oceano Atlantico, nel 1932.

Un esempio di determinazione, ambizione e grinta per chiunque.

biografia di Amelia Earhart

Nell’albo viene narrata con brevi passi e immagini pittoriche, morbide e piene, la sua infanzia, quando già il desiderio di volare era urgente e vitale. Una bambina anticonformista che ha progetti grandi per il futuro, adora stare all’aria aperta, arrampicarsi sulle rocce, aprire le braccia al vento, scovare topi nelle pianure, imbracciare un fucile e fare il cowboy, volare sulle montagne russe.

Pur mantenendo uno stile aggraziato e curato (Amelia Earhart è ricordata anche per la sua femminilità, per la sua figura elegante che comparve spesso sulle riviste di moda del tempo), fin da piccola vuole indossare pantaloni e tenere i capelli corti.

Amelia e il vento

A sette anni sperimenta il suo primo “viaggio” aereo in una cassetta di legno che scivola giù dal tetto del capanno degli attrezzi… Spingersi in alto, annusare le nuvole sono sensazioni che le procurano immensa gioia e benessere. Anche se capita di sbucciarsi le ginocchia e farsi male.

Amelia prova a volare

Vede il primo aeroplano della sua vita a 10 anni, durante una fiera, e ne rimane incantata.

Le aspirazioni di Amelia non hanno limiti, sono immense e luminose come i paesaggi sconfinati che la circondano. Aria, vento, nuvole, cielo sono centrali e onnipresenti nelle illustrazioni della giovane illustratrice Daniela Volpari, che coglie in pieno lo spirito e il senso della storia.

Le allusioni al tema del volare sono numerose: le tende smosse dal vento, una gabbia aperta da cui fuoriesce un uccellino, foglie e chiome che fluttuano, rondini, mulini a vento, una lunga sciarpa intorno al collo di Amelia che non sta mai ferma, aeroplanini di carta, palloncini…

Amelia vede un aereo

Scopriamo dalla biografia di Amelia Earhart, riportata nelle pagine finali dell’albo, che scomparve nel 1937 mentre era in volo per la sua ultima impresa: il giro del mondo.

Anche questo libro può essere proposto dai 3 anni.

Altre storie contro gli stereotipi:

Piccole pesti

Va bene se…

I libri della principessina

Se i due libri ti piacciono, puoi comprarli anche qui:

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