La bellezza imperfetta di Beatrice Alemagna

Le storie che racconta e il suo modo di disegnarle vanno al di là della corrente usuale; le trame non sono comuni o propriamente classiche e forse, proprio per questo, è una tra le più apprezzate autrici contemporanee per l’infanzia. Mi riferisco a Beatrice Alemagna, classe ’73, bolognese di nascita e oramai parigina d’adozione che, dal 1996, vanta un attivo di più di trenta testi tradotti in tutte le lingue del mondo, comprese quelle asiatiche… il che la dice lunga sul suo talento.

La sua opera più recente è I CINQUE MALFATTI, edito in Italia da Topopittori, che ha fatto nascere una gran curiosità in famiglia: chi sono questi cinque soggetti? Sono cinque “cosi” talmente strani da non potersi definire se non attraverso ciò che li contraddistingue gli uni dagli altri in maniera unica, ossia i propri difetti. Il malfatto con i buchi nella pancia, che all’inizio della storia si lascia attraversare dall’aroma del caffè e che poi rivela, grazie al suo dono, di essere permeabile rispetto a pulsioni negative quali la rabbia, è il preferito da mia figlia. Mi rallegra ascoltarla raccontare con entusiasmo tutta la storia ai nonni e alle sue bambole: ogni volta si focalizza su un particolare differente, pronta a cogliere una nuova sfumatura nei ricchi disegni.

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La scena che più le piace è l’ultima, quando il tipo perfetto restò lì, solo, a bocca aperta, come un vero perfetto stupido. Eh, già, si può dire stupido! Io, invece, ho trovato geniale l’ingresso di questo personaggio nella storia: Un giorno, da non si sa dove, arrivò un tipo straordinario. Avete notato che con poche parole Beatrice ha ben rappresentato un luogo ed una persona misteriosi ma significativi? E poi, per rafforzare quest’idea, ha disegnato una strada lunghissima a zig zag che porta, da non si sa dove, alla casa dei cinque personaggi. Essenziale, immediata ed efficace.

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Un libro può crescere insieme ad un bambino? E può rivolgersi contemporaneamente anche ad un adulto?

Sì, per Beatrice Alemagna non vi è alcun dubbio e, se avete letto CHE COS’È UN BAMBINO, edito in Italia da Topopittori, sarete senz’altro d’accordo anche voi. Si tratta di un albo elegante e delicato che tratteggia i bambini partendo dalla loro voglia di crescere e fare cose da grandi, passando per la loro capacità di divertirsi grazie alla immensa fantasia che li anima. Accanto ai bambini ci sono anche gli adulti, quei modelli cui loro s’ispirano quotidianamente e che ai loro occhi piccini a volte risultano incomprensibili.

Un albo dalle immagini grandi, colorate, buffe, romantiche, precise, frutto di un mix di tecniche pittoriche. Il risultato è quello di un libro intenso, raffinato, misurato nelle parole, che sono sempre garbate anche quando descrivono stati d’animo negativi. A me e a mia figlia è rimasta impressa la descrizione che Beatrice fa di una mamma mentre rivolge il suo sguardo amorevole al suo bambino: un paio di occhi gentili. Che emozione sentir dire alla mia bambina, un pomeriggio, tornata a casa dall’asilo: “Mamma, non c’erano i tuoi occhi gentili…”. Mi sono sciolta in un lungo abbraccio.

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*****Scopri i bellissimi libri di Beatrice Alemagna

Molto originale è l’incantevole STORIA CORTA DI UNA GOCCIA, edita in Italia da Donzelli Editore. Avreste mai immaginato di leggere il racconto del viaggio di una gocciolina d’acqua dentro lo scarico del vostro lavabo? Beatrice Alemagna ci trascina in questa impensabile avventura con vivacità e grazia, connotando le pagine centrali con una travolgente esplosione di colori.

Un albo ricco di pathos e con una sottile vena di amarezza che affiora nel finale. Ho notato che mia figlia osserva le tavole illustrate sempre con occhi diversi: le goccioline a volte sono palline colorate, a volte bolle di sapone… E il groviglio dei tubi? Le sembra un albero! A me ha colpito profondamente la domanda sincera affidata alle ultime pagine: “Quante sono tutte quelle cose che scompaiono senza che si abbia avuto il tempo di vederle?”. Prendiamoci una pausa e riflettiamo.

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Lo stile personalissimo di Beatrice Alemagna

Come lei stessa ama ammettere, non c’è uno stile preciso e costante con il quale si propone al pubblico: c’è una Beatrice che, costantemente, si presenta in tempi e modi diversi. Le tecniche che utilizza per le sue tavole sono miste: inizia con pochi colori, con un segno al quale aggiunge le tempere, matite colorate, e poi il suo amato collage realizzato con stoffe, giornali, fotografie retrò, che le consente di scoprire e sperimentare nuovi modi di rappresentare la realtà.

Mia figlia ha apprezzato il formato prevalentemente voluminoso dei suoi albi sfogliandoli da sola con molto interesse e io ho sbirciato di nascosto le sue reazioni: incanto, meraviglia, stupore, a volte perplessità e divertimento. Così ad esempio è stato per UN LEONE A PARIGI, storia edita in Italia da Donzelli, perfetto per preparare insieme la nostra prossima gita a Parigi. Era molto concentrata sulle tavole piene di scene urbane mentre seguiva gli spostamenti del leone e in un’occasione mi ha chiesto: “Ma possono salire sulla Torre di ferro gli animali? Possiamo portare con noi Remì (il nostro gatto) e fargli sentire il pane speciale?”.

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Ho notato che in ogni libro non c’è una sola storia ma una continua tensione alla scoperta e alla sperimentazione di qualcosa di nuovo, di diverso, così da fornire chiavi di lettura autonome a coloro che si avvicinano ai suoi testi. BUON VIAGGIO PICCOLINO, edito in Italia da Topopittori, è emblematico in tal senso: la storia si incentra sui preparativi che precedono una partenza e che riguardano un bambino: si raccolgono gli oggetti indispensabili, ci si veste adeguatamente, si salutano i propri cari e si parte per… il mondo dei sogni. Un prezioso strumento per dare importanza ai rituali che rassicurano i nostri piccoli, per rendere originale e speciale la loro messa a nanna.

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In occasione della sua partecipazione a Lucca Comix Junior del 2013, Beatrice Alemagna ha rivelato che spesso traduce in storie le sue emozioni e che questo ha richiesto in alcuni casi un lungo e paziente lavoro. La sua sensibilità, il suo “orecchio” e la sua creatività hanno dato il meglio, per me, ne LA GIGANTESCA PICCOLA COSA, edito in Italia da Donzelli. Ditemi: i vostri figli vi hanno mai chiesto cosa sia la felicità? E voi… avete sempre avuto la risposta pronta?

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Vi invito a sfogliare questo toccante albo lentamente, quasi sussurrando il testo, senza aver fretta di voltare pagina. Arriverete alla fine scoprendo che la felicità è quella gigantesca piccola cosa invisibile che vi fa battere forte il cuore ed è di tutti noi: di un bambino che gioca sulla sabbia o nel parco, di una persona anziana di fronte ad un’abbondante nevicata… Ma ci sono alcuni che, pur avendola cercata tanto (la felicità), non si sono accorti di quando l’avevano tra le mani e non hanno saputo riconoscerla; altri l’hanno vestita di abiti che non le sono propri.

Vi confesso che sfogliando questo libro dal tono così intimo, dai colori tenui, a volte sfumati, che parla di abbracci, silenzi, scoperte, attese, aria di mare, pioggia, neve, coccole… mi sono commossa come mai mi era capitato fino ad ora di fronte a un albo illustrato. Grazie Beatrice per questa forte emozione, aspettiamo con ansia ed impazienza l’uscita a settembre del tuo prossimo lavoro, Piccolo Grande Bubo, edito da Topipittori, che si preannuncia già un nuovo capolavoro.

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photocredit – Pagina Facebook di Topipittori

Daniela Bagnato
Mamma appassionata di libri in generale e di libri per bambini in particolare, che desidera condividere le sue esperienze di lettura.

 

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