Intervista alla casa editrice Topipittori

Diamo il via a un nuovo ciclo di interviste dedicate alle case editrici per bambini e ragazzi italiane che amiamo. Case editrici che pubblicano libri pensati, progettati e realizzati con competenza, attenzione, sensibilità.

I nostri primi interlocutori sono Giovanna Zoboli e Paolo Canton della casa editrice milanese Topipittori. L’approfondita intervista che ci hanno rilasciato rappresenta una grande opportunità per conoscere meglio i criteri che sono alla base delle loro scelte editoriali e il loro modo di intendere la letteratura per l’infanzia.

INTERVISTA AI TOPIPITTORI

Quando e come è nata la casa editrice e qual era la vostra idea di partenza?

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I Topipittori sono nati il 14 febbraio 2004. Si tratta di una data convenzionale, però. È il giorno in cui abbiamo dato il via alla stampa del nostro primo libro: Zoo segreto, di Giovanna Zoboli e Francesca Bazzurro. In realtà, era da qualche anno che pensavamo, progettavamo e lavoravamo intorno agli albi illustrati. Abbiamo confezionato qualche progetto, lo abbiamo proposto a editori stranieri alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.

il primo libro di Topipittori Quando abbiamo venduto il nostro primo progetto (Mondocane, sempre della coppia Zoboli-Bazzurro) a un importante editore francese, abbiamo deciso di prendere il coraggio a due mani e diventare editori in proprio.
L’idea originaria era sfruttare i molti talenti dell’illustrazione che incontravamo con la nostra attività di studio di comunicazione per fare libri per bambini più moderni e interessanti di quelli che proponeva l’editoria italiana degli anni 1990 e dei primi anni 2000.

Qual è il motivo principale che vi ha spinto a diventare editori di libri per bambini?

Sostanzialmente il fatto che non ci piaceva, non ci soddisfaceva quello che proponeva l’editoria italiana. In altri paesi, alla fine degli anni 1980, c’era stata una vera e propria rivoluzione nell’albo illustrato. Di quel movimento molto interessante in Italia non si percepiva alcuna eco. Dai primi anni Novanta, sia Giovanna Zoboli sia io collaboravamo con case editrici per ragazzi italiane, anche molto importanti, ma le nostre proposte di lavorare in modo diverso sugli albi illustrati cadevano nel vuoto. Avevamo – sia Giovanna Zoboli sia io – le competenze necessarie per fare il mestiere. Lo scarso ascolto che ci è stato dato ci ha convinto della necessità di far da noi.

Mondocane copertina

Come si struttura la vostra produzione editoriale? Qual è il filo comune che lega le vostre pubblicazioni? 

In catalogo abbiamo diverse collane: dalla poesia (Parola magica), ai classici (Fiabe quasi classiche), ai picture book (Albi), ai libri illustrati per tutti (Grilli per la testa), al progetto sperimentale, dedicato ai libri-ponte pensati per creare momenti di condivisione fra bambini e adulti (I Grandi e i Piccoli).
Nel 2009 abbiamo creata la collana di narrativa “Gli anni in tasca”, che raccoglie racconti autobiografici di infanzia e di adolescenza, vincitrice del Premio Andersen 2010 come migliore collana di narrativa. Nel 2011, da una costola della collana è nata “Gli anni in tasca graphic”, serie analoga, ma dedicata a fumetti autobiografici per ragazzi e bambini.
Nel 2012, è stata realizzata la collana dedicata all’arte “PiPPo, Piccola Pinacoteca Portatile”, da una idea di Guido Scarabottolo, la quale, nel 2013, ha ottenuto la menzione speciale al Bologna Ragazzi Award. Per quanto riguarda le fasce di età, i nostri libri vanno da 0 a 14 anni. Le età non sono segnalate sui volumi, però. I bambini sono lettori uno diverso dall’altro, proprio come gli adulti. Chi compra un libro a un bambino dovrebbe sempre fare lo sforzo di scegliere il libro adatto per lui sulla base del proprio intuito e delle conoscenza che ha di lui.

Quanti titoli pubblicate l’anno?

Fra le quindici e le venti novità all’anno. Più qualche ristampa. Più alcune coedizioni all’estero.

Quanto sono diffusi e conosciuti i vostri libri in Italia? Siete soddisfatti della distribuzione e della visibilità a voi riservata in libreria, biblioteca ecc.?

Il rapporto con il distributore è molto fertile e collaborativo; i librai ci conoscono e molti di loro cercano di proporre i nostri libri alla clientela; nelle biblioteche siamo presenti e apprezzati. Dopo dieci anni di lavoro molto intenso, pensiamo che i nostri libri siano ragionevolmente distribuiti in libreria e visibili in biblioteca. Rimangono ancora degli ambiti di miglioramento, in alcune regioni o in alcuni ambiti specifici, come i bookshop dei musei. Ma c’è sempre una ragione per eventuali carenze. Il nostro impegno è fare in modo che vengano superate.

Qual è l’aspetto più complicato del vostro mestiere?

Il nostro è principalmente un mestiere di relazione e comunicazione. Trascorriamo la maggior parte del nostro tempo ad ascoltare, parlare e dialogare: con autori e illustratori, con librai e bibliotecari, con funzionari di banca e commercialisti, con pubblici amministratori e con genitori, con insegnanti ed educatori. Se questo rende così affascinante il nostro mestiere, dall’altra parte lo rende estremamente complesso. Perché ogni interlocutore è una persona diversa, con funzioni, obiettivi, attese e idee diversi. Lo sforzo di attenzione è sempre intensissimo e, alla lunga, molto usurante.

L’avvento della comunicazione mediata dalla rete e dei social network non ha migliorato le cose. Anzi, le ha ulteriormente complicate ampliando immensamente il bacino dei potenziali interlocutori. Questo significa un aumento altrettanto esponenziale delle opportunità ma, allo stesso tempo, un livello ulteriore di complicazione.

gli animali fanno la spesa
immagine tratta da Il supermercato degli animali, Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani, Topipittori

Come scegliete gli autori e gli illustratori da pubblicare o i titoli esteri da portare in Italia?

Quello che ci interessa, che si tratti di libri, autori o illustratori è la capacità di osservare e di raccontare. Meno quella di intrattenere e di fare colpo. Ci interessano quei testi e quelle immagini in cui il disegno e la parola sono tecniche di ragionamento sul mondo, capacità di condurre lo sguardo a un pensiero sulle cose. Ci interessano autori e illustratori capaci di mostrare al lettore quello che da solo non è in grado di vedere, di educare la sua visione e la sua percezione: autori che cioè, abbiano una capacità di visione.

La capacità di guardare/vedere è una chiave fondamentale di accesso al mondo: ci interessa che i bambini possano entrare in contatto con questa capacità di sguardo e che colgano l’importanza di saper guardare e raccontare le cose. In questi anni, ci siamo resi conto che una delle esperienze centrali nell’esistenza di un bambino è quella estetica. L’esperienza estetica è una fondamentale chiave di comprensione del mondo, innesco di tensione conoscitiva, esistenziale ed emotiva. Quindi la nostra ricerca di libri, autori, illustratori parte da questo presupposto. Concretamente, ci sono tanti canali attraverso cui avere accesso a titoli, autori e illustratori interessanti: mostre, siti, blog, librerie, fiere eccetera.

Un albo illustrato vi piace quando…

fa della lettura un’esperienza. Quando il lettore arriva alla fine del libro e ha sperimentato qualcosa di nuovo e di importante.

Gli uccelli è uno splendido libro di Topipittori
immagine tratta da Gli uccelli, Germano Zullo e Albertine, Topipittori

Un albo illustrato non vi piace quando…

non promuove un’esperienza. Quando il lettore arriva alla fine del libro e l’unica cosa che è cambiata è il tempo sul quadrante dell’orologio.

Siete fra i pochi editori tradizionali a essere entrati anche nel mercato delle applicazioni digitali per bambini: come giudicate questa esperienza? Avete in programma altre app?

In primo luogo, va precisato che non ci siamo entrati da soli, ma ben accompagnati da professionisti con solidissime competenze specifiche. L’esperienza è senz’altro positiva: abbiamo imparato molte cose; abbiamo ottenuto importanti riconoscimenti in Italia e all’estero; abbiamo contribuito a creare una rete professionale solida e affiatata. Rimane però il fatto che, dal punto di vista commerciale, i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative e del prestigio.

il cattivo nell'app Facciamo di Topipittori
Facciamo, applicazione digitale

Per il momento non abbiamo in programma altro che completare il lavoro sulla appFacciamo”: ancora per il 2015, ogni mese uscirà una nuova componente dell’applicazione. Però, adesso sappiamo come si fa e teniamo gli occhi aperti e le orecchie tese. Ci vorrà comunque anche l’occasione giusta per ripetere l’esperienza: non tutti i libri sono adatti a diventare applicazioni per tablet.

Quali sono i titoli di Topipittori a cui siete più legati, e perché?

Non siamo legati a nessun titolo in particolare. Ci sembra che ogni libro – da quelli di grande successo a quelli che hanno trovato solo un pubblico di nicchia – sia necessario. Necessario a un discorso articolato e coerente che si manifesta nel catalogo, nell’insieme dei centotrenta titoli che abbiamo pubblicato in questi undici anni. Non pensiamo che uno o alcuni dei nostri libri sia particolarmente significativo: nessuno di loro potrebbe esistere senza quelli che lo hanno preceduto, quelli che sono stati prodotti insieme a lui e quelli che stavamo ancora realizzando, pensando, immaginando. La speranza è che da questo lavoro quotidiano, che trova una manifestazione evidente nei singoli libri, emerga anche una narrazione capace di coinvolgere i bambini e le famiglie, i librai e le biblioteche, gli insegnanti e i promotori della lettura.

Quali sono i titoli che hanno ricevuto una migliore accoglienza da parte del pubblico in termini di vendite?

Il nostro best seller assoluto, sia in Italia sia all’estero è Che cos’è un bambino? di Beatrice Alemagna: ne abbiamo vendute più di centomila copie nel mondo, delle quali quasi ventimila in Italia.

un bambino controlla quanto è alto
immagine tratta da Che cos’è un bambino?, Beatrice Alemagna, Topipittori

Anche gli altri titoli di Beatrice Alemagna – Buon viaggio piccolino!; I cinque malfatti; e Piccolo grande Bubo) hanno incontrato il gradimento del pubblico. Tutti i libri di Simona Mulazzani e Giovanna Zoboli (Filastrocca ventosa; Anselmo va a scuola; Al supermercato degli animali; Vorrei avere; Il grande libro dei pisolini) hanno un pubblico consolidato, sia in Italia sia all’estero, e sono i primi che abbiamo venduto negli Stati Uniti.
Siamo particolarmente fieri del grande successo della nostra collana di poesia. E sulle case il cielo di Giusi Quarenghi e Chiara Carrer, Poesie per aria di Chiara Carminati e Clementina Mingozzi, e Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno di Silvia Vecchini e Marina Marcolin hanno incontrato un pubblico appassionato e sono stati ristampati più volte. Siamo orgogliosi di essere stati i primi a proporre ai bambini, con un certo successo, una poesia “alta”.
Poi ci sono anche Gli uccelli di Zullo e Albertine e Quando sono nato di Isabel Minhos Martins e Madalena Matoso; e libri che in Italia hanno avuto un riscontro limitato ma all’estero hanno trovato un mercato più vasto, come Libri! di Murray McCain e John Alcorn, e Velluto. Storia di un ladro di Silvana D’Angelo e Antonio Marinoni.

Come rispondete a chi vi dice: i vostri albi illustrati sono difficili, non sono adatti ai bambini?

Semplicemente che non è vero. E che per capirlo basta osservare e ascoltare i bambini con umiltà, salendo (non scendendo) al loro livello. I bambini, nei primi dieci anni di vita, imparano tutto, assimilano tutto, elaborano tutto senza alcuna fatica. Con molto impegno, ma senza difficoltà. Siamo noi adulti a trovare tutto difficile.

Quali consigli dareste a un genitore o a un insegnante nella scelta dei libri per i propri bambini: quali criteri seguire? quali aspetti sono fondamentali?

  1. Fidatevi dell’intelligenza dei bambini: nei primi anni di vita imparano tutte le cose più difficili senza alcuno sforzo apparente.
  2. Fidatevi del vostro gusto e della vostra intelligenza: se non vi piace, perché dovrebbe piacere a loro? E se vi sembra infantile e banale, perché li dovrebbe entusiasmare?
  3. Non abbiate paura di offrire loro qualcosa di complesso e articolato: l’impegno è parte della gioia della lettura di testi e immagini.
  4. Evitate i prodotti legati a programmi televisivi e merchandising spinto: di solito sono di pessima qualità.
  5. Badate al prezzo. Di solito è un ottimo indicatore: se un libro di grande formato con la copertina rigida e molte immagini costa meno di dieci euro, probabilmente è perché stato creato e prodotto con una cura insufficiente.
  6. Leggete i libri e guardate le figure dei libri che volete destinare a un bambino con molta attenzione.
  7. Chiedete consiglio a un libraio specializzato o a un bibliotecario serio e preparato. (In mancanza di questi, informatevi leggendo riviste e blog specializzati, come Gavroche e Le figure dei libri).
  8. Leggete i libri insieme ai bambini, rispondete alle loro domande con onestà e precisione, concentratevi sulle loro reazioni: vi daranno segnali molto importanti per orientare le vostre prossime scelte.

In ultimo vi propongo la videolettura da parte di Luca Ghirotto di uno degli albi più emozionanti pubblicati da Topipittori, Gli uccelli:

 

Potete comprare qui i libri di Topipittori

 

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