Opporsi all’indifferenza: Come curare un’ala spezzata

Leggere ad alta voce a mia figlia sta diventando sempre più un momento di riconciliazione e di “pace” fra di noi. Uno dei pochi, durante la giornata, in cui riusciamo a comunicare senza nervosismi, risposte piccate, negazioni e conflitti. Sempre più di frequente i bei libri ci aiutano a calmare le acque e a ristabilire un clima di dialogo sereno e spontaneo.

Una delle letture che riesce particolarmente bene a riportare tranquillità e sintonia fra noi è un albo illustrato con pochissimo scritto, quasi un silent book (albo senza parole) di un autore e illustratore australiano pluripremiato e riconosciuto a livello internazionale: Bob Graham.

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Nelle sue opere, Graham ama dare importanza e valore ai dettagli dell’esistenza umana, concentrarsi sugli episodi più piccoli e comuni della quotidianità, accendendo i riflettori su di essi. “Il trucco è occuparsi di fatti della vita di tutti i giorni e renderli interessanti agli occhi dei bambini”, ha dichiarato.

Il libro a cui mi riferisco è uno dei suoi più emblematici in tal senso:

Come curare un’ala spezzata

Bob Graham, traduzione di Sara Ibrahim, Editrice Il Castoro, marzo 2014
Età consigliata: dai 3 anni
Il libro è sostenuto da Amnesty International UK per il contributo a una migliore comprensione dei diritti umani e dei valori su cui si fondano.

copertina di Come curare un'ala spezzata

In una mattinata come tante altre, in una grigia metropoli piena di grattacieli, affollata e brulicante, d’improvviso dal cielo precipita un colombo. Nessuno sente il tonfo delle sue piume contro un vetro e nessuno si accorge della caduta.

il colombo precipita

Quando il colombo finisce riverso a terra sul marciapiede, moribondo, nessuno si ferma a prestare soccorso. Nessuno si cura di lui. Accanto al suo corpo ferito è un andirivieni di piedi e gambe in movimento, tacchi, scarpe da ginnastica, mocassini. Persone di tutti i tipi che camminano, camminano, camminano senza sosta, diretti non si sa dove.

In mezzo a quel flusso inarrestabile di corpi e figure monocolore, scorgiamo a un certo punto un bambino col giubbotto rosso e le scarpe gialle che emerge dalla scalinata della metropolitana insieme a sua madre. Si chiama Billy, ed è l’unico a vedere l’uccellino a terra. L’unico a fermarsi e a raccogliere il colombo con l’ala spezzata.

Billy vede il colombo

Con uno stile semplice, disegni dal tratto sottile, poche frasi dal significato profondo e immagini in sequenza composte come strisce di un fumetto, Bob Graham ci spinge a chiederci: possibile che solo i bambini abbiano conservato un po’ di umanità e amore incondizionato verso il prossimo? 

E così lo sfortunato colombo, uno dei tanti che abitano le nostre grandi città, ha una seconda chance. Billy sa che deve fare qualcosa per lui e la mamma, dopo un iniziale tentennamento, lo asseconda.

Ecco che l’uccello, avvolto premurosamente nel foulard della donna, viene portato a casa, medicato, nutrito. Tutta la famiglia di Billy, mamma, papà e figlio, contribuisce alla guarigione del colombo, che riceve un accogliente “nido” per riposare, gentilezza e compagnia. Il tempo fa il resto.il colombo viene accudito a casa

Bob Graham riconosce il giusto merito a questo bambino generoso e disponibile. Lo irradia di luce. Dedica spazio (quattro pagine consecutive) e un’inquadratura ravvicinata al gesto più significativo del racconto: quando Billy solleva delicatamente il colombo dal suolo, salvandolo e sottraendolo all’indifferenza generale.

Billy prende il colombo

Da questo istante in avanti, le illustrazioni dell’albo tornano a essere scaldate dai colori, veniamo trasportati all’interno dell’abitazione di Billy, dove tutto è pieno di vita. E anche il colombo recupererà pian piano le forze.

Leggere questo picture book a mia figlia significa tenerla vicina a me, parlare a bassa voce, invitarla a osservare i tanti dettagli delle tavole, enfatizzare il gesto nobile del bambino, soffermarmi a descrivere le scene, guardarla mentre si meraviglia, ascoltare le sue osservazioni emozionate. Significa trascorrere un tempo lungo e lento insieme, felici.

Consiglio ai “grandi” che leggono ad alta voce: non vi limitate a pronunciare le righe di testo distribuite in modo disomogeneo lungo le pagine. Benché siano pregnanti e ricche di pathos, questa storia è una continua scoperta e richiede a mio parere una vostra maggiore interazione, parole in più che descrivono e aggiungono senso, riflessioni, elaborazioni personali.

  • Vi saluto con questo video in cui Bob Graham si rivolge direttamente a tutti noi per raccontarci come nascono i suoi picture books.

Di Bob Graham, ho recensito anche: 

Bottoni d’argento

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