Come leggere ad alta voce ai bambini

Per questo nuovo appuntamento di Milkbook dedicato al “come leggere ad alta voce ai bambini” abbiamo intervistato Leyla Vahedi, una giovane donna che respira arte sin da quando era bambina e che ama “sguazzare” nei picture books, nella grafica, nella fotografia, nelle tecniche di stampa e di incisione.

Ho conosciuto personalmente Leyla alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, mentre si aggirava famelica fra i padiglioni con la sua reflex al collo, pronta a non farsi scappare nemmeno una delle meraviglie che la circondavano.

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Leyla Vahedi è una delle socie di Cartastraccia, associazione nata nel 2011 in seguito a un anno fantastico di letture e laboratori nel circuito Biblioteche di Roma grazie al progetto di servizio civile Ascolta, guarda, sfoglia, coordinato e guidato dall’attenta ed esperta bibliotecaria Letizia Tarantello. Cartastraccia si occupa della promozione della lettura sin dalla più tenera età e la sua finalità principale è abituare al piacere di leggere e alla frequenza bibliotecaria, dalla biblioteca personale, a quella pubblica, passando per quella scolastica.

Come sono strutturate le letture ad alta voce organizzate da Cartastraccia?
Prepariamo sempre una scaletta di massima, non sempre la seguiamo, ma in genere riscaldiamo i bambini con una filastrocca e cerchiamo di alternare libri precipitosi e lenti, lunghi e brevi, da ridere e da assaporare. Organizziamo letture, sempre aperte e gratuite, nel circuito Biblioteche di Roma, talvolta a scuola, all’aria aperta e in occasione di fiere e saloni di settore. È obiettivo di questi appuntamenti promuovere la lettura sin dalla più tenera età, i libri di qualità e l’abitudine all’utilizzo delle biblioteche.

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Quali sono le caratteristiche principali di questi incontri?
Siamo specializzate nelle letture per la fascia 3-6 anni, ma spesso partecipano bambini fino agli 8-9 anni e da un po’ di tempo le mamme portano anche i piccolissimi, accompagnando i più grandi. Poiché nella promozione della lettura in biblioteca ci sembra importante non intimidire gli adulti, le nostre letture sono poco “animate”: ci piace mostrare loro quant’è semplice e fruttuoso prendere in mano un libro e leggerlo, così com’è, senza cambiar le parole, senza aggiungere elementi (niente musica, marionette, travestimenti), o drammatizzazione. Ciò nonostante, promuoviamo e amiamo il lavoro più prettamente attoriale intorno ai libri, alle fiabe, e alle storie e al nostro interno seguiamo filoni di teatro ragazzi e esperienze di musica e storie.

[Tweet “Ci piace mostrare ai genitori quant’è semplice e fruttuoso prendere in mano un libro e leggerlo”]

Ci descrivi il vostro modo di leggere ai bambini? 
Abbiamo cominciato a leggere come volontarie di servizio civile: non abbiamo abbandonato questa vocazione di lettura semplice, con pochi fronzoli. Niente orecchini, vestiti discreti, sedute o in piedi, i bambini di fronte a semicerchio. Ci sentiamo delle mediatrici del libro e lavoriamo soprattutto nella selezione di titoli di qualità: abbiamo infatti scoperto che quando un libro è buono, si legge quasi da solo. Credo che il nostro modo di leggere cerchi la trasparenza, lasciando parlare il libro e le sue immagini. Per questo mostriamo sempre le illustrazioni, anche indicando e lasciando ai bambini la possibilità di soffermarsi, guardarle da vicino. Leggiamo spesso anche libri catalogo e non fiction. Rendiamo espressivo il ritmo, che esasperiamo a volte, e la suspence nel girare pagina. Non cambiamo mai il testo, se sentiamo l’esigenza di cambiare il testo, cambiamo libro!

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Quali tipologie di albi illustrati preferisci leggere e perché?
Mi piace leggere albi che fanno “scompisciare” dalle risate. E amo quelli che hanno un sapore di fiaba. L’esempio perfetto che unisce queste tipologie e che adoro sin da bambina – lo portavo già allora sempre con me – è Il mostro pelosodella collana Un libro in tasca delle Edizioni EL. Ha la struttura tipica della fiaba, e un ritmo travolgente, con un punto centrale di scioglimento: da quel momento, tutte risate. Poiché promuoviamo il piacere di leggere in biblioteca, è per noi fondamentale captare al volo la benevolenza dei bambini: le storie per ridere sono un sicuro successo!

Come gestite gli interventi spontanei e le domande dei bambini durante la lettura?
Durante la nostra formazione ci è stato consigliato di fare cenno di “dopo” ai bambini, e funziona. Abbiamo conservato questa abitudine, cercando di non essere rigide: se la domanda è impellente, se gli interventi sono insistenti, ci rivolgiamo al bambino, concedendoci di uscire dalla narrazione per un momento.

[Tweet “Quando un libro è buono, si legge quasi da solo”]

E se i bambini non seguono, si alzano, distraggono altri bimbi?
Non ci disturba, ma troviamo normale che non tutti i bambini abbiano gli stessi tempi di attenzione e di lettura. Solitamente comunque raggiriamo questi movimenti acchiappando chi si distrae con lo sguardo (altro prezioso consiglio della nostra formatrice Nicoletta Stefanini). Non costringiamo nessuno a seguirci, quindi i bambini che effettivamente assistono se ne stanno a bocca aperta, ad ascoltare la nostra voce e con gli occhi incollati alle figure, o interagiscono a puntino coi libri. Se si alzano, lasciamo che si alzino.
Chiediamo ai genitori di lasciarli liberi di seguire o meno, non preoccuparsi eccessivamente e soprattutto di non intervenire nel corso delle letture. Abbiamo visto che se i bambini chiacchierano o si perdono, li riconquistiamo noi facilmente, mentre rimproveri e raccomandazioni dei genitori intaccano quel momento tanto speciale della lettura, distraendo anche gli altri bambini.
Prima delle letture invitiamo i bambini ad andare in bagno, a bere, lasciare merendine e giochi, ed entrare nello spazio di lettura come in uno spazio magico, poi, la filastrocca.

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Cartastraccia organizza anche laboratori creativi. È importante far seguire alle letture dei laboratori?
Qui parlo a titolo personale: secondo me no. Le letture hanno una propria compiutezza, che va salvaguardata. Ho l’impressione che facendo seguire meccanicamente un piccolo laboratorio alle letture si propone al bambino una modalità di scansione temporale e gerarchica tra dovere (la lettura) e piacere (l’attività). E non vedo il senso né il gusto di costruire un naso, dopo la storia di un naso, o un cappello, dopo la storia di un cappello.
Invece trovo interessante, a partire da un libro o più, esplorarne i meccanismi e le tecniche, prenderne spunti e metodi attraverso laboratori di sperimentazione. Quindi non tanto letture-laboratori ma letture da una parte, e laboratori intorno ai libri dall’altra (laboratori di promozione di un libro, di un genere, di uno scaffale, laboratori intorno al lavoro di un autore, di esplorazione dei meccanismi compositivi…).

Come scegliete l’attività da proporre in un laboratorio?
Ogni laboratorio in biblioteca parte da una vetrina di proposte bibliografiche, che spazia dai libri d’arte e enciclopedie, agli albi illustrati e dalla presentazione di una serie circoscritta di materiali e strumenti. Funzionano così i laboratori che svolgiamo insieme ad Antonella Abbatiello, vera signora dell’illustrazione italiana, o i laboratori-gioco intorno alle belle tavole di Philip Waechter in mostra fino al 1 giugno alla Biblioteca Europea-Foyer Goethe Institut. La lettura è uno spunto, insieme alle tavole, ai materiali e agli strumenti, agli altri libri in mostra, alle tracce lasciate dagli autori… i momenti non sono separati ma una modalità di esplorazione e fruizione a tutto tondo.

I laboratori sono per noi importanti e divertenti; ci interessano i meccanismi della creatività, della libera associazione, della sperimentazione. Cartastraccia è nata proprio con questa doppia vocazione: promozione della lettura sin dalla più tenera età, e promozione dei saperi pratico-artistici.

Per concludere: ci sveli i 10 libri che ami particolarmente leggere a un gruppo di bambini?
L’ho già detto, il mio cavallo di battaglia è Il mostro pelosoAlcuni grandi classici che ho sempre in borsa e che vorrei far conoscere a tutti i bambini sono:

Sembra questo sembra quello…L’uomo del camionPiccolo blu e piccolo gialloUn libro di cui amo sempre leggere qualche filastrocca è Mal di pancia Calabrone Mi piace esplorare modalità di lettura di libri brulicanti come Una giornata di primavera in cittàlasciando ai bambini largo spazio, oltre che non fiction e libri catalogo, come:

Primavera, estate, autunno, inverno e Zoo logicoUna novità da cui non mi staccherò più, che sto leggendo con gran piacere a piccoli e grandi è Gli altri. Il mio libro preferito da leggere in francese è Les petits peintres nus

PER SAPERNE DI PIÙ
Leyla-ritratto-come-leggere-ad-alta-voce-ai-bambiniLeyla Vahedi (1984) sin dall’infanzia disegna e sperimenta nello studio del padre pittore, scultore e incisore.
Laureata in filosofia, è dottoranda al dipartimento di Ricerca sociale (La Sapienza, Università di Roma), e si occupa di albi illustrati e modalità di lettura dei piccolissimi. Appassionata di grafica d’arte, stampa e incisione, organizza il Laboratorio Aperto di Monotipo e la Classe di nudo, presso la sede dell’associazione.
È la responsabile del progetto Leggere prima. Incontri di formazione sui libri per piccolissimi presso il Consultorio di via Salaria (Roma).

Leggi anche le altre interviste:

A Giorgia Golfetto
A Carla Ghisalberti
A Sonia Basilico
A Chiara e Francesca Cavallaro
A Giuseppe Grossi

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  • E’ da venerdì che volevo chiedervi… A proposito di questo: “Come gestite gli interventi spontanei e le domande dei bambini durante la lettura?Durante la nostra formazione ci è stato consigliato di fare cenno di “dopo” ai bambini, ” Ma come si gestisce nelle letture a casa quando i bambini sono al massimo 2? 🙂

  • Mmmh… domanda interessante. Proviamo ad aspettare la risposta di Leyla? Io posso dirti che nella lettura dialogica, a casa, molte “regole” vanno a farsi friggere. Però cerca di arrivare fino in fondo alla storia, di tenere vivo l’interesse fino alla fine anche se nel mezzo ci sono domande, risposte, risate, abbracci, sguardi complici ecc.

  • Ciao! Grazie della domanda!
    Anch’io come Francesca manderei alcune regole a farsi friggere.

    Nelle letture con 35 bambini è senza dubbio necessario gestire le domande spontanee e evitare l’anarchia più completa (bisogna andare ben preparati, organizzare bene lo spazio di lettura, far sì che tutti vedano e sentano etc. se vuoi trovi tanti consigli utili sia nei post di questo blog che sul nostro, alla rubrica “Leggere per leggere” http://associazionecartastraccia.blogspot.it/search/label/LEGGERE%20PER%20LEGGERE ) ma a casa credo proprio ci sia il tempo e il modo di permettere ai bambini di soffermarsi, interrogare, confrontarsi tra bambini e con l’adulto, tornare indietro nelle pagine…esplorare il libro e chiacchierarci anche un po’ intorno. Dipende anche molto dall’età e dal libro, dalle modalità di lettura.

    Pur tuttavia, anche nelle letture a casa è importante dare un senso di compiutezza e identità alla lettura di uno o più libri, leggere dall’inizio alla fine (soprattutto a partire dai 3 anni), e far entrare i bambini in uno spazio un po’ speciale, fantastico, avventuroso e protetto, quello della lettura.
    Per fare ciò si può introdurre nello spazio di lettura dicendo al bambino cosa si farà, magari che si comincerà con una filastrocca e poi si pescherà qualcosa da un cesto pieno di libri. Se qualche domanda impellente o intervento interrompe la lettura di un albo, senza fretta ci si può prendere il tempo di parlare, guardare più da vicino, osservare più a fondo le immagini. Poi, appena si può, si riprende il filo della lettura, eventualmente rileggendo la frase a cui ci si era interrotti.
    Comunque creare un rito un po’ magico, o semplicemente un rito quotidiano è forse il modo più facile per sviluppare velocemente l’abitudine all’ascolto di un libro, oltre che a chiacchierare dopo la lettura e portare le storie e le immagine lette nei giochi e nella vita di tutti i giorni.

    Buone letture a tutti!
    Leyla

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