Come leggere ai bambini

Quella a Giorgia Golfetto di qualche giorno fa, è stata la prima intervista che abbiamo dedicato al tema della lettura a un gruppo di bambini. Torneremo più volte sull’argomento, raccogliendo i punti di vista e le esperienze di vari professionisti, per un motivo preciso: in Italia l’offerta di momenti dedicati alla lettura ad alta voce è in costante aumento, grazie alla volontà e all’impegno di tanti operatori, associazioni culturali, librai, bibliotecari, educatori, formatori, editori, autori. Cominciano a esserci sempre più occasioni, per i bambini, di conoscere e avere accesso a storie e albi illustrati di qualità. Urrà! (Per farvi un’idea della diffusione del fenomeno, vi consiglio di leggere questo articolo su D – La Repubblica, in cui si snocciolano un po’ di cifre sull’aumento delle librerie per ragazzi in Italia e sull’esplosione di servizi legati alla promozione del libro).

Ma non tutti i lettori sono uguali, bisogna riconoscerlo. Ci sono quelli che svolgono bene il proprio compito, che leggono con partecipazione, emozione ed equilibrio, poi ci sono quelli che rendono le storie indimenticabili, che le fanno vivere con gli occhi, la voce, i gesti, i silenzi, come Carla Ghisalberti, esperta di letteratura per l’infanzia, che da anni “legge libri a chiunque abbia voglia di starla a sentire”.

INTERVISTA A CARLA GHISALBERTI

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Che tipo di formazione, esperienza e sensibilità sono necessarie per leggere a un gruppo di bambini?
Le cose che occorrono per essere efficaci in una lettura condivisa sono:

  • la motivazione
  • una buona capacità di scelta del libro da proporre
  • una approfondita conoscenza di quello che si sta leggendo
  • la capacità di mettersi in gioco
  • la capacità di ascolto
  • una buona capacità comunicativa
  • una discreta sicurezza in se stessi

carla ghisalberti - come leggere ai bambini
La voce, le pause, il ritmo di lettura: che differenza c’è tra leggere una storia come farebbe un attore e leggere ad alta voce senza usare tecniche di recitazione?
La differenza sta ancora una volta nella motivazione: leggere con un bambino è in primo luogo un atto pedagogico. E come tale va trattato. Lo studio del testo (pause, ritmo e l’uso della voce) si può considerare una tecnica di recitazione, ma è messa al servizio di uno scopo diverso da quello teatrale, dove la relazione tra attore e ascoltatore non ha riscontro immediato, giocoforza.
[Tweet ” Leggere con un bambino è in primo luogo un atto pedagogico”]

Come ti prepari a una lettura di gruppo?
Ci sono libri che letteralmente mi saltano addosso e mi riempiono di idee, altri necessitano di un tempo di riflessione maggiore. Le prove di lettura sono molto utili, ma spesso mi capita di ‘testare’ un libro in una condizione ‘protetta’, come per esempio sono i vari ‘circoli di lettori’ dove imperverso.

In base a quali criteri scegli i libri adatti da leggere?
Io mi fido del mio fiuto, affinato da 12 anni di attività. Ad altri che hanno cominciato da poco direi di cercare nei libri per prima cosa i nuclei di senso, che possono essere nel testo come anche nell’illustrazione. In altre parole il libro deve dire qualcosa, altrimenti si legge solo per fare esercizio di fonazione.

Che cosa ami di più di questa attività?
Stupirmi.

carla ghisalberti - come leggere ai bambini

Quali sono i problemi più frequenti (e prevedibili) a cui si può andare incontro durante una lettura di gruppo?
La non coincidenza di intenti tra lettori e ascoltatori, grandi o piccoli che siano.
L’aver scelto il libro sbagliato o, più in generale, l’insicurezza del lettore.

Durante la lettura di gruppo, che ruolo (e posizione) devono avere i genitori?
I genitori sono ‘dentro’ con i loro figli. L’atto pedagogico, perché possa essere consolidato, deve essere condiviso e spesso l’atto pedagogico è rivolto anche ai genitori e non solo ai loro figli.
Ci sono molti buoni sistemi per coinvolgere gli adulti durante una lettura.

Quali sono le differenze principali tra la lettura a un gruppo di bambini piccoli (età da asilo nido) e la lettura a un gruppo di bambini più grandi (3-6 anni)?
Innanzi tutto porrei attenzione alla scelta dei libri. I criteri di scelta devono necessariamente tenere presente a chi ci stiamo rivolgendo. E tra i bambini del nido e i bambini di tre anni può esserci un abisso, ma altrettanto potrei dire tra quelli di tre e quelli di sei anni.
Secondo fattore importante è il tempo. In questo gioca un ruolo importante il successivo fattore, ovvero l’abitudine alla lettura.
Terzo fattore da considerare è il livello di abitudine a una lettura condivisa da parte dei bambini. I piccolissimi vanno educati e il processo non è immediato. Una lettura condivisa con bambini del nido richiede la partecipazione di un buon numero di adulti, mentre una lettura con bambini di 6 anni ha modalità del tutto diverse.
Quarto fattore: l’uso della parola e dell’immagine. Quest’ultima è vettore di conoscenza per tutti, ma soprattutto per i più piccoli.

carla ghisalberti - come leggere ai bambini

Come ti comporti se, durante la lettura di una storia, si verificano i seguenti casi?
a) i bambini ti interrompono chiedendo spiegazioni e chiarimenti
Le interruzioni di un flusso emotivo quale è una lettura condivisa sono da evitare e sono vari i sistemi per aggirare le troppe interruzioni: uno su tutti prevenire la domanda, fornendo ai bambini la risposta, come se fosse implicita nel testo. Ma questa è solo una delle soluzioni.
b) i bambini intervengono spontaneamente con esclamazioni e battute varie
Se esclamazioni o battute hanno un senso rispetto a quanto stiamo leggendo, sarà abilità del lettore inglobarle, per così dire, nel flusso di lettura. Se sono gratuite conviene ignorarle, e se si dovessero ripetere sono sintomo di lettura inefficace.
c) i bambini parlano tra di loro
Ciò è spesso sintomo di un lettore inefficace perché non è stato abbastanza convincente nel catturare la loro attenzione oppure dipende da una totale divergenza di intenti che va chiarita, magari anche a costo di interrompere il flusso di lettura.
d) i bambini si alzano e si allontanano
Idem.

La lettura è andata bene se…
…tornando a casa, porto con me la sensazione che tra il prima e il dopo sia successo qualcosa. Mi ritengo appagata se posso riscontrare che i partecipanti ed io siamo, dopo la lettura, un poco diversi. Magari, solo un po’ cresciuti, divertiti, con qualche dubbio in più, o qualche risposta e soluzione nuova o, magari, semplicemente ci sentiamo un zinzino più consapevoli…

10 libri per bambini imperdibili

Salutiamo Carla con un’ultima richiesta: quali sono i tuoi “cavalli di battaglia”, i titoli che leggi con più piacere e che, in base alla tua esperienza, funzionano meglio per la lettura a un gruppo di bambini? Ci “accontentiamo” di 10 libri per bambini dai 3 anni in su.
Dai tre anni fino ai dodici, fanno giusto giusto 10 libri. Facciamo questo gioco: un libro per ogni anno di età.
E la sfida sta nel fatto che sono tutti illustrati!

Per saperne di più
Carla Ghisalberti si occupa di letteratura per l’infanzia dal 1997. Nel 2003 ha fatto nascere ‘Mi leggi ti leggo’, che fomenta la passione per la lettura e gira per scuole, biblioteche e librerie. Quando le chiedono che lavoro fa risponde: “Metto insieme bambini e libri. Cerco di trasformare ogni bambino in un giovane lettore”. Dal giugno 2011 quasi ogni giorno, o meglio, quasi ogni notte, cura LETTURA CANDITA, un blog dedicato alla letteratura per l’infanzia e, saltuariamente, al buon cibo.

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