Il palloncino rosso: tra l’oggetto e la metafora

Continuiamo a parlare del progetto di documentazione sperimentato con i bambini della scuola dell’infanzia e legato all’albo illustrato Il palloncino rosso di Kazuaki Yamada. Per leggere la trama del libro e la prima parte dell’esperienza cliccate qui.

di Aurora Mascheretti

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copertina de Il palloncino rosso

“Leggere” il palloncino

In un secondo incontro, dove con i bambini nuovamente ci immergiamo nella storia, il regalo che Lisa ci porterà sarà sempre un palloncino, un palloncino rosso ma… allungato. Avete presente quelli utilizzati nelle feste? Proviamo a conoscerli sotto un altro punto di vista! (Io voto per il recupero della dignità del palloncino, purtroppo finito nelle e sfinito dalle feste “di animazione”, ma di cui, per fortuna, diversi artisti di arte contemporanea si stanno prendendo cura).

Coperti da un telo rosso, ci sono tanti palloncini quanti sono i bambini.

Questi sono i raggi di sole, raggi d’amore, raggi del cuore.

Ecco che un materiale, per le sue proprietà, diventa metafora concreta di poesia.

Il palloncino è rosso, è lungo, e flessibile. È un raggio. È il regalo del sole. È l’ abbraccio di sole.

Come possiamo giocare con questo raggio che ci è venuto a cercare?

Inizia con i bambini un’esplorazione ludica delle possibilità di relazione a cui il palloncino ci apre.

Come possiamo interagire? I bambini lo cavalcano, provano a fendere l’aria, lo usano come se fosse una corda, si abbracciano, acchiappano gli altri, e poi approdano al gesto che trasforma, che ne cambia la forma, per cui lo ruotano, lo strizzano, lo attorcigliano, correndo anche il rischio di romperlo, rompendolo anche.

Infine insieme ricreiamo il nostro sole, connettendo ognuno a turno il proprio palloncino a quello degli altri. Ora tutto quel calore, tutto quell’amore con cui abbiamo giocato, è riunito. Trova una forma, quella del nostro sole.

La poesia

In un terzo appuntamento, dove come il libro, ripercorriamo e ripetiamo la nostra struttura di incontro, il dono di Lisa è un grande barattolo di vetro, come quello che custodiva la caramelle nei vecchi alimentari, o quello di una marmellata formato gigante. E dentro si intravedono delle caramelle speciali, rosse: rotolini di carta crespa chiusi con piccoli elastici rossi. Uno per ogni bambino, almeno.
Dopo averlo osservato, questo barattolo si apre: una magia per ogni bambino poter mettere dentro la mano e scegliere la propria caramella. E ora? Qualcuno la guarda, la studia, qualcuno la fa rotolare, qualcuno conosce il materiale, qualcuno azzarda e la apre, la scarta e si incanta.
Un raggio di sole, nuovo.

(Abbiamo perso il raccordo con il palloncino, il materiale è cambiato, ma abbiamo una costanza di forma, il raggio, della stessa misura del palloncino, per larghezza e lunghezza).

Come si muove? Che capacità ha? Come può danzare?

Dopo un’esperienza dinamica che ha coinvolto i bambini nella totalità del movimento, ho chiesto loro di far danzare la ciotolina il raggio di sole entro una ciotola trasparente consegnata a ciascuno di loro.

Cosa aveva voglia di fare quel nastro rosso?

La ciotola, essendo concava, raccoglie e custodisce. La sua trasparenza richiama il barattolo di vetro scelto per aprire l’incontro. All’improvviso, con uno spruzzino rosso, passo da ogni bambino e spruzzo nella ciotola, dell’acqua. Forse è il sudore del sole o forse aveva sete o forse era la pioggia… chissà, il fatto è che… qualcosa succede, eccome.

Succede che il sole improvvisamente si commuove e nascono delle gocce d’amore, rosse. «Maestra ma è sangue?» sorrido, «è tutto l’amore che c’è, solo che di solito non lo vediamo».

Lasciamo che la nostra poesia possa respirare: uniamo tutte le nostre case di sole e ricomponiamo nuovamente un sole nuovo, più metaforico.

le tante ciotoline
Quello che è in ognuno di noi.

>> Se volete anche voi emozionarvi con Il palloncino rosso, acciuffatelo qui

Come non ricordare il famoso Palloncino rosso di Iela Mari?

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