Il pinguino senza frac – un’edizione di lusso

Era il 1949 quando lo scrittore Silvio D’Arzo (pseudonimo di Ezio Comparoni) scrisse il romanzo per ragazzi Il pinguino senza frac. Sessantasei anni dopo, nel novembre del 2015, Corsiero Editore ne ha proposto una straordinaria edizione illustrata affidata a Sonia MariaLuce Possentini, le cui tavole non fanno che amplificare la bellezza senza tempo, e sempre attuale, di questa dolce e commovente storia di formazione.

Cover Il pinguino senza frac

Limpo, il pinguino senza frac

Il pinguino Limpo nasce in una famiglia poverissima, che non ha l’ombra di un soldo. Madre e Padre lo accolgono con somma felicità, dandosi un mucchio di arie, pavoneggiandosi per quel cucciolo dalla fronte d’artista, gli occhi con i riflessi blu e viola, la voce che sembra musica. Il dialogo tra i due, al momento della schiusa dell’uovo, è portentoso:

<<Dio, che fronte! Ma hai visto che fronte? >> diceva estasiata la Madre. Mi fa quasi soggezione. Parola.>>
<<Tre volte quella del Maestro a dir poco>> tossiva il Padre facendo la ruota. <<Una fronte d’artista. Ecco tutto>>
<<E il profilo? Hai notato il profilo?>>

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Non vi pare di sentire le parole di tutti i neogenitori del mondo? Giuro che ho riso, e rido beatamente, ogni volta che rileggo l’incipit divertentissimo con il continuo battibeccare dei due.

Padre Pinguino vorrebbe dare al piccolo il nome del nonno, Limpopo, ma sua moglie lo ritiene un nome pomposo, da riccone, che dà troppo nell’occhio, mentre loro figlio è il più povero pinguino del mondo e non avrà mai niente di niente di niente. Dunque meglio un nome alla buona, senza pretese, che non vuol dire nulla: Limpo!

Limpo cresce e dimostra di essere un pinguino educatissimo, umile, rispettoso, che parla in modo forbito, ossequioso nei confronti del babbo e della mamma. Nel secondo capitolo lo seguiamo mentre si appresta emozionato ad andare per la prima volta a scuola e chiedere ai genitori di poter indossare anche lui il frac, proprio come tutti gli altri pinguini. La mamma e il babbo, però, imbarazzati e tristi, gli dicono che lui non può indossare il frac, perché lui il frac non ce l’ha, e che dovrà accontentarsi della sua camicia bianca.

<<Ma si potrebbe sapere il perché?>>, chiede Limpo sul punto di piangere. Mamma e papà tossiscono, prendono tempo, cambiano discorso, fuggono. Non hanno il coraggio.

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Una scrittura elegante, ricercata, intelligente, sottile, quella di Silvio D’Arzo, caratterizzata da dialoghi arguti, dal ritmo fitto, costruiti con assoluta maestria. Subito entriamo nel tema centrale del libro e viviamo accorati i conflitti interiori di questa famiglia disagiata. Ci mettiamo nei panni del padre e della madre, e allo stesso tempo proviamo empatia per Limpo, bimbo pinguino così delicato, amabile, garbato.

Mettersi il frac, simbolo di una condizione sociale benestante, a cui tendere per non essere più derisi e sbeffeggiati, diventa per Limpo una questione di vita o di morte. Tutti i pinguini ragazzi lo segnano col dito, non vogliono giocare con lui, lo allontanano. Il giovane pinguino è depresso e infelice. Capisce di avere un’unica possibilità: lasciare la sua casa e partire alla ricerca di un lavoro per guadagnare dei soldi e potersi permettere un frac.il-pinguino-senza-frac-illustrazione

Quando chiede educatamente il permesso ai genitori, spiegandogli le sue motivazioni, D’Arzo ci regala un altro dialogo indimenticabile, pieno di amara ironia, di puntini di sospensione, di frasi lasciate a metà, di imbarazzanti silenzi e contraddizioni. Come possono, una mamma e un papà, acconsentire a una richiesta del genere? Separarsi dal proprio figlio… Farlo partire senza un soldo, solo, giovanissimo? E i pericoli? Gli orsi? I trichechi? I gabbiani col rostro?

Qual è la cosa giusta da fare?

Madre e Padre lo sanno, ma solo dopo mille tentennamenti, facendogli chiudere gli occhi, senza farsi vedere, riescono a pronunciare la dolorosa risposta: <<Beh… Sì. Fallo>>.

Prende così il via il viaggio di Limpo verso le immense distese di neve del Nord. Un viaggio che è un percorso di crescita, di formazione, di cambiamento. Il pinguino fa un po’ di tutto per mantenersi, è pieno di idee e di espedienti, riesce a cavarsela. E nel frattempo vive, impara le leggi della natura, viene a sapere ogni giorno qualcosa di più osservando, chiedendo, rivolgendo domande agli altri e interrogando se stesso. La vita si rivela molto più istruttiva della scuola che non ha mai frequentato.

Limpo incontra animali di ogni specie, anche temibili e spaventosi, e scopre che tutti hanno fragilità, tutti hanno paura, tutti soffrono, tutti muoiono, lasciando i loro piccoli cuccioli in lacrime <<… Ma Dio mio, ma Dio mio, giurerei che gli orsacchiotti hanno la medesima voce… la medesima identica voce dei piccoli degli altri animali!…>>> E, ancora, <<Giurerei… se non fosse da matti, giurerei che assomiglia alla mia… sì… alla mia, tale e quale la mia, quando sono solo ed è notte e fuori urla il mare, e io penso al Babbo e alla Mamma carissimi! Chi ci capisce più niente?>>.

Prima di ritornare finalmente a casa con un magnifico frac, Limpo farà un’altra scoperta: gli capiterà di incontrare l’Uomo e di comprendere a pieno il significato della Morte. Crederà di essere diventato matto, perché addirittura i cuccioli umani gli sembreranno simili a lui, spaventati, addolorati, sperduti.

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Un breve romanzo che ha in sé i canoni del grande classico, che ci ricorda che gli esseri viventi hanno tutti pari dignità, pari diritti, pari possibilità. Che solo conoscendo l’altro si può sperare di comprenderlo e accoglierlo, che la diversità è ricchezza e che di fronte alla sofferenza e alla morte siamo davvero tutti uguali… dunque, che senso ha farsi la guerra?

Una storia straordinariamente attuale impaginata come una lunga fisarmonica con le pagine che si susseguono senza soluzione di continuità, resa ancora più suggestiva dalle immagini ammantate di luce e realismo di Sonia MariaLuce Possentini.

il-pinguino-senza-frac-aperto-1Un’edizione di lusso in cui anche i capolettera sono illustrazioni finissime e studiate a una a una. Un volume non certo da tenere in borsetta, ma da ribalta, che personalmente tengo con la copertina a vista in un punto ben visibile della libreria.

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Il pinguino senza frac può essere acquistato al link seguente: