Intervista alla casa editrice Minibombo

Sono giovani, sono creativi, sono multimediali, sono bravi. I loro albi illustrati e le loro app, finora tutti inediti e italiani, hanno un’identità forte, precisa, unica, che emerge chiara e coerente. Mettono al centro di tutto il “gioco” e la semplicità dell’esperienza, con esiti buffi e imprevedibili.

Quando volete divertirvi con i vostri bambini, scegliete un titolo di minibombo e verrete subito irretiti dal meccanismo curioso e contagioso delle loro narrazioni!

Intervista e Silvia Borando e Chiara Vignocchi di minibombo

Perché vi chiamate così?

Quando eravamo alle prese con la scelta del nome per la casa editrice cercavamo un animale che fosse prima di tutto simpatico e che avesse una buona resa grafica. Il bombo ci è sembrato perfetto, sia per la sua forma tonda, bonacciona e semplice da riprodurre, che per il suono a cui la parola è associata, buffo e pieno. Alla fine abbiamo aggiunto il prefisso “mini” per sottolineare l’idea che il progetto era rivolto in primo luogo ai piccoli.

il bombo
Il bombo vero (foto: GreenReport.it)
logo minibombo
Il bombo di Minibombo

Quando e come è nata la casa editrice e qual era la vostra idea di partenza?

Ufficialmente minibombo è partito con i primi titoli in libreria nel marzo 2013, anche se in realtà l’incubazione del progetto risale almeno a due anni prima.
La casa editrice ha visto la luce all’interno dello studio Tiwi, studio che realizza video in grafica animata dove già si lavorava quotidianamente sulla combinazione tra illustrazioni e testi. Quando è nata l’ipotesi di dedicarsi più nello specifico agli albi illustrati, declinando per l’infanzia l’abituale lavoro sui diversi linguaggi, ci si è messi all’opera con grande entusiasmo.

Si vede non si vede di Minibombo
Copertina di Si vede non si vede, minibombo

 

Qual è il motivo principale che vi ha spinto a diventare editori di libri per bambini?

Oltre ad essere un antico desiderio per qualcuno tra noi, sicuramente la prima spinta è venuta dall’idea di poter creare libri che fossero prima di tutto un gioco e che divertissero i più piccoli insieme a chi li accompagna nelle prime esperienze di lettura, sempre memorabili.

Qual è il filo comune che lega le vostre pubblicazioni?

La nostra produzione è dedicata all’età prescolare (2-6 anni). Finora non abbiamo creato delle collane vere e proprie: nelle nostre intenzioni ci sarebbe che l’intero progetto venisse percepito nella sua sostanziale unità e coerenza, pur con le specificità di stile o contenuto delle singole uscite. Il filo comune che lega le pubblicazioni è quello dell’estrema chiarezza, della semplicità, ma soprattutto del gioco.

Il libro bianco, minibombo
Immagine tratta da Il libro bianco, minibombo

Quanti titoli pubblicate l’anno?

Per il momento ci siamo attestati intorno alle sei uscite l’anno.

Come scegliete gli autori e gli illustratori da pubblicare?

Finora abbiamo lavorato prevalentemente con una produzione interna ma all’orizzonte si prospettano nuove collaborazioni con autori e illustratori esterni. Il criterio con cui li abbiamo scelti è che condividano lo spirito del progetto, il che si traduce soprattutto nel desiderio di procedere il più coralmente possibile, sottoponendo le proprie idee a tutto il gruppo di lavoro e rimanendo aperti agli sviluppi anche più imprevisti dello spunto di partenza. Con minibombo si sa dove si comincia ma non si sa dove si va a finire!

Copertina de Solo un puntino
Copertina di Solo un puntino, minibombo

Avete in programma anche l’acquisizione di titoli dall’estero?

Non lo escludiamo a priori, anzi, non ci dispiacerebbe certo imbatterci in qualche autore estero affine alla nostra linea editoriale… ma per il momento ci stiamo concentrando sulla pubblicazione di lavori inediti tutti italiani.

Qualche vostro titolo è stato venduto all’estero?

Tante novità bollono in pentola e per ora non ci sbilanciamo, ma speriamo di poter rispondere a questa domanda a breve, anzi… brevissimo!

Un libro per bambini vi piace se…

Innanzitutto se racchiude un meccanismo di gioco ben riconoscibile, se si rivela in quanto strumento di divertimento e scoperta.
In secondo luogo, proprio come accade per ogni forma di letteratura, se ci dà la sensazione di un ritrovamento sorprendente, spingendoci irrefrenabilmente a condividerlo e leggerlo a qualcuno, grande o piccolo che sia.

il gatto ha le pulci
Immagine tratta da Il libro gatto, minibombo

Libri e app: siete tra i pochi editori per bambini che amano sperimentare anche nel territorio del digitale

La contaminazione tra cartaceo e digitale nel campo della letteratura per l’infanzia è in questo momento storico oggetto di particolari attenzioni, per la sua rapidissima evoluzione degli ultimi anni e per tutta la serie di dubbi, questioni e perplessità che essa solleva, specie considerando il rapporto travagliato tra due ambiti che il più delle volte vengono considerati in radicale opposizione o persino in antagonismo reciproco.

Per minibombo la sperimentazione nel campo del digitale è stata abbastanza immediata, sia perché in parte connaturata a una serie di risorse interne di cui avevamo la fortuna di disporre sia perché frutto di una naturale vocazione della casa editrice alla multimedialità.

Siete soddisfatti dei risultati raggiunti finora in questo ambito?

Alla base di ogni nostro lavoro, sia esso cartaceo o digitale, c’è prima di tutto il gioco: l’approccio di lettura richiesto dalle nostre storie, le molteplici attività associate ad ogni libro e proposte online e le applicazioni interattive sono concepite come differenti declinazioni di un’unica idea di partenza da cui cominciare, finendo per tracciare una specie di parabola da e attraverso il libro. In questo senso il digitale costituisce l’approdo ideale di un percorso che coniuga diversi linguaggi, codici e mezzi espressivi tutti in funzione di un gioco, a prescindere dal supporto sul quale esso verrà praticato.

forme in gioco
Immagine tratta dall’app Forme in gioco, minibombo

Pur consapevoli che c’è ancora un ampio margine di miglioramento su tanti aspetti, siamo contenti delle nostre due prime applicazioni e dei risultati che hanno raggiunto: il premio Andersen come “miglior creazione digitale” alla app Il Libro bianco [leggi la recensione di Milkbook] ad esempio, è stata una bellissima soddisfazione.

[Qui trovi la recensione dell’app Forme in Gioco su Milkbook]

Quanto sono diffusi e conosciuti i vostri libri in Italia?

Il progetto editoriale minibombo è una realtà di recente formazione e senza dubbio c’è ancora molto da fare per diffonderlo. D’altra parte però siamo anche decisamente soddisfatti (e anche un po’ sorpresi!) per l’accoglienza che fin da subito ci hanno riservato gli operatori del settore: bibliotecari, librai, specialisti, insegnanti e giornalisti con il loro supporto hanno contribuito notevolmente a far conoscere i nostri libri e le app e a restituirci un feedback iniziale sul lavoro svolto che è risultato davvero molto prezioso.

gatto nero gatta bianca
immagine tratta da Gatto nero Gatta bianca, minibombo

Quali sono i vostri titoli che hanno ricevuto una migliore accoglienza da parte del pubblico in termini di vendite?

Sicuramente il nostro best seller è “Orso, buco!”, che anche grazie al premio Nati per leggere edizione 2014 è forse il titolo finora più conosciuto. Poi abbiamo scoperto un’insospettata quanto vasta platea gattofila che ha particolarmente apprezzato la storia d’amore di “Gatto Nero, Gatta Bianca” o che ha optato per numerose adozioni di Libro gatto in giro per l’Italia…

immagine tratta da Orso, buco!
immagine tratta da Orso, buco!, minibombo

Qual è l’aspetto più complesso e quale quello più bello del vostro mestiere?

Forse l’aspetto più complesso del lavoro di editore rimane quello di riuscire a realizzare un progetto esattamente per come lo si era immaginato, all’altezza delle proprie aspettative.
Gli aspetti positivi di questo mestiere invece sono tantissimi. Forse il più interessante consiste nel potersi occupare di cose profondamente diverse tra loro: del lato creativo come di quello produttivo, dell’aspetto economico come di quello promozionale, dell’organizzazione di letture e laboratori con i bambini come di incontri e formazioni per gli adulti… insomma, ce n’è davvero per tutti i palati e non ci si annoia di certo!

Quali consigli dareste a un genitore o a un insegnante nella scelta dei libri per i propri bambini?

Per noi è importante che un libro diverta innanzitutto chi lo sceglie.
Quello che però ci pare fondamentale per scegliere bene è la pratica: se i genitori o gli insegnanti conoscono i piccoli lettori per cui sono alla ricerca di un libro, le loro abitudini di gioco, cosa li avvince e cosa li diverte di più, ma soprattutto se hanno condiviso almeno un’esperienza di lettura insieme a loro sapranno senz’altro interpretare i loro gusti e desideri.
Bisogna solo trovare il tempo per concedersi il lusso di sfogliare un libro da cima a fondo e leggerlo fino alla fine!

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Francesca Tamberlani
Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.