La città che sussurrò

Oggi vi parlo di un incontro fortunato. Erano i giorni della fiera romana della piccola e media editoria e io, in perfetta solitudine, mi perdevo fra i vari stand degli editori di libri per ragazzi a me più cari.

Il mio lento girovagare mi ha portato a un certo punto nei pressi di Kalandraka. Mentre sfogliavo le novità esposte, un ragazzo si accosta e domanda all’editore quale sia la procedura per presentare le sue illustrazioni e avere una valutazione. L’editore risponde che è importante, prima di inviare qualsiasi proposta, conoscere la casa editrice, il suo stile, la sua identità. Inutile proporre progetti che siano lontani dal loro mondo e dal loro spirito.

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Il ragazzo risponde brevemente che lo sa, che capisce, e ringrazia. Rimane lì ad osservare i libri in mostra.

Ora sono io che comincio a fare domande all’editore e a scambiare impressioni su alcune opere che mi hanno incuriosito. Passano alcuni minuti e il ragazzo è ancora lì.

Poi, in maniera del tutto inaspettata, si rivolge a me:
“Ha una libreria?”
“No, curo un sito sui libri…”
“A breve uscirà il mio libro per la casa editrice Giuntina”
“Complimenti! E’ la tua prima pubblicazione?”
“No, veramente il libro è già uscito in America, è scritto da un’autrice e giornalista americana, e ha avuto delle recensioni positive. Ne ha parlato bene anche il New York Times“.

Alt! Non te ne andare… dimmi di più, voglio sapere tutto!
Fabio, è questo il suo nome, mi spiega allora che si tratta di un libro particolare, tratto da una storia vera, e che affronta un tema delicato, quello della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale.

Oggi esce nelle librerie italiane il suo libro, vicino alla ricorrenza del 27 gennaio, il Giorno della Memoria. Questo è il trailer. Ne parlo volentieri perché è davvero un bell’albo, illustrato da Fabio in maniera personale e incisiva.

Ricordare il giorno della memoria-lacittà che sussurro

La città che sussurrò

Jennifer Elvgren, Fabio Santomauro, Casa Editrice Giuntina, 2015

Età di lettura consigliata: dai 7 anni.

La vicenda è ambientata in Danimarca, in un villaggio di pescatori, ai tempi del secondo conflitto mondiale. Protagonista è Anett, una ragazzina che ospita segretamente, nella cantina della sua casa, due rifugiati ebrei.

“Ci sono dei nuovi amici in cantina, Anett” mi disse la mamma quando mi svegliai. 
“E’ ora di portargli giù la colazione”.

La bambina, impaurita dal buio della cantina, trova coraggio lasciandosi guidare dalle voci che sussurrano da lì sotto. Sono le voci di una donna e del suo bambino, Carl, che siedono sopra una branda.

la mamma e il bambino ebrei nascosti

I due amici, scopre presto Anett, si tratterranno solo due notti. La terza notte una barca li porterà in Svezia. Durante la loro permanenza, le spiega la mamma, avranno bisogno di pane in più.

Ci pensa la bambina a procurarlo, sussurrando al fornaio che ha due nuovi amici. E sarà ancora Anett a portare agli ebrei libri da leggere, sussurrando alla bibliotecaria “abbiamo nuovi amici”. E un altro sussurro le consentirà di farsi dare del contadino delle uova in più.

Intanto il villaggio vive sotto la continua minaccia dei soldati nazisti che irrompono nelle case in cerca di ebrei.

gli agenti nazisti cercano i rifugiati

E’ la notte della partenza. Il cielo è nuvoloso, la luna è coperta, il papà si preoccupa di come i loro amici riusciranno a raggiungere il porto nell’oscurità. La bambina ha un’idea: ripensa a come i sussurri l’abbiano aiutata a superare il buio della cantina… “Papà, e se la gente stesse vicina alle porte delle case e sussurrando guidasse i nostri amici fino alla barca?“.

Per mettere in pratica il piano, hanno bisogno della collaborazione del fornaio, del contadino, della bibliotecaria e del resto del villaggio.

i sussurri delle case

Quando Carl e la sua mamma si immergono nella notte, dalle finestre e dalle porte dei vicini cominciano a levarsi sussurri che, come fasci potenti di luce, illuminano, guidano e rendono sicuro il cammino dei due ebrei verso la libertà.

Il libro termina con una nota dell’autrice che si conclude così:

Circa 1700 ebrei fuggirono dal piccolo villaggio di pescatori di Gilleleje. In una notte senza luna, gi abitanti del villaggio, dalla soglia delle loro abitazioni, sussurrarono loro la direzione giusta per il porto.

Una piccola-grande storia di umanità e solidarietà, una storia vera, raccontata con parole semplici, asciutte, prive di sentimentalismi. Le illustrazioni di Santomauro sono altrettanto nette e incisive, con i bordi marcati, i contrasti decisi, il nero onnipresente che squarcia il bianco della pagina, le tinte scure spezzate da guizzi di rosso. Atmosfere dark, linee essenziali, stile fumettistico con presenza di balloon. Sono tanti gli elementi che possono incontrare il gusto dei giovani lettori.

E poi c’è il lieto fine, che in momenti cupi come quello che stiamo vivendo, lascia aperto un barlume di speranza.

“La città che sussurrò” ha vinto il Premio Andersen 2015 come miglior libro 6/9 anni.

Potete comprare il libro qui

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