Libri lenti e libri rock

Da quando ho cominciato a interessarmi seriamente alla letteratura per l’infanzia, ho avuto l’occasione di entrare in contatto con tanti libri per bambini. Per andare sul sicuro e essere certa di avere sempre fra le mani titoli di qualità, mi sono affidata il più delle volte ai consigli degli “esperti”. Ho consultato importanti bibliografie, seguito i suggerimenti di bibliotecari e librai, navigato sui siti di riferimento del settore, scelto albi e autori premiati.
Soprattutto agli inizi, quindi, molto poco è stato affidato al mio istinto.

I miei libri rock

In questo emozionante viaggio di scoperta degli albi illustrati, ho provato numerosi colpi di fulmine. Del resto, vista la premessa appena fatta, c’era da aspettarselo. Alcuni libri hanno fatto breccia nel mio cuore al primo sguardo. Talvolta sin dalla copertina, in un’escalation di emozioni cresciute pagina dopo pagina. Che so, penso a opere come

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Nel paese dei mostri selvaggiAlfonsino e la luna
A caccia dell’Orso
Zoo
Ti mangio!
Gli uccelli

e tanti altri. Questi sono i miei libri-rock! Libri che mi hanno colpito-tac-all’istante. Libri giusti. Grandi libri.

libri-per-bambini-Gli-uccelli
Gli uccelli – Topipittori

Lo stesso è avvenuto con svariati librini dedicati ai bambini di pochi mesi. Tanti innamoramenti scoccati dopo una sola occhiata:

le collane curate da Nicoletta Costa,
la serie dei i boheminile storie di kika
i libri col buco de La coccinella
e così via. Primi libri rock, appunto.

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Lindo Porcello – I Bohemini

Qualche volta è capitato invece che rimanessi delusa. Succede, quando si parte con aspettative enormi. Finalmente stretto fra le mani l’acclamato albo, ho pensato: tutto qui? o peggio: non mi piace.

Ma non sono qui a raccontarvi le mie storie d’amore (librarie) finite male, o meglio, mai iniziate. Bensì, vi parlo di alcuni “innamoramenti” lenti, nati in un secondo-terzo-quarto momento, cresciuti a poco a poco, con la frequentazione, la riflessione, il ragionamento. Come capita con certi amori “veri”. La prima volta pensi: e questo che vuole da me? Non ha speranze. E invece.

Primissimi libri per bambini lenti

Vi presento i miei libri per bambini lenti, che inizialmente mi hanno lasciato l’amaro in bocca e che poi, a poco a poco, o d’improvviso, hanno acceso la miccia : )  Li divido in due post, per non appesantire il tutto.

Qui trovate i miei libri lenti rivolti alla primissima infanzia (per manine curiose e appiccicaticce), snobbati al principio e poi rivalutati nel tempo. Nel prossimo post, mi concentrerò sugli albi lenti dedicati ai bambini dai 3 anni in su.

Guarda che faccia! Giunti Kids

La mia primissima reazione? Mamma mia quanto so’ brutte ‘ste foto di bambini! Ma come si fa a stra-consigliare un libro del genere?
Non so se lo conoscete, ne ho parlato qui, si tratta di un cartonato che mostra una serie di ritratti di bambini, ripresi frontalmente, in espressioni diverse. Non sapevo nulla del significato di queste foto. Ignoravo il perché potessero piacere ai bambini. Quando ho scoperto la sua “utilità” e il suo scopo, improvvisamente quelle facce non mi sono sembrate affatto brutte.

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Non ho sonno e Sono grande di Luigi Paladin e Desideria Guicciardini

Anche in questo caso, il primo impatto è stato pessimo. Non li avevo mai visti dal vivo e quando ho aperto il pacco (avevo fatto un ordine on line) sono rimasta di sasso. Pochissime pagine, nere, con semplicissime illustrazioni. No, mi son detta, questi a Ilaria non glieli do.

E invece se li è presa da sola.

Dopo qualche giorno passato a prendere polvere nella libreria (scaffale basso ovviamente), sono resuscitati. E più lei li cercava, indicava le figure, dimostrava interesse, più io ho cominciato a trovargli un senso. La pertinenza con la sua età, l’immediatezza, lo studio dei colori… Ora posso dire: di sicuro sono libri ben fatti che arrivano ai loro destinatari in modo diretto, sono comprensibili e coinvolgenti per loro, raccontano il loro mondo in maniera efficace.

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Ten little fingers and ten little toes di Mem Fox e Helen Oxenbury

Mi sembra impossibile, ora, riconoscere che questo gioiellino all’inizio non mi sia piaciuto per niente. Ma è la verità. Trovavo le illustrazioni poco attraenti per i bambini piccoli, i colori tenui, i tratti estremamente delicati. Il testo invece funzionava, suonava bene. Ecco perché ho vinto le iniziali resistenze e l’ho proposto alla mia bimba. Lei ha gradito tutto: il mio modo di cantare anziché leggere, il gioco delle dita e dei piedini, la dolcezza di tutti quei bambini. E adesso devo ammettere che le illustrazioni mi sembrano tenerissime e piene di vita, spontaneità, naturalezza.

TenLittleFingers

Orso, buco! di Nicola GrossiMinibombo

Saliamo con l’età. Un albo per bambini dai 2 anni realizzato da una casa editrice giovanissima, che ha ricevuto ottime recensioni. Ma girare le pagine e vedere solo tratti di matita colorata, cerchi piccoli e grandi su sfondo bianco, mi ha lasciata perplessa. Tutto qua? Non si sono sprecati troppo! Scusate la schiettezza, questi sono stati i commenti a caldo. Non avevo badato al ritmo della storia, al suo sviluppo incalzante, al divertente e ripetuto gioco del BADABUM, CASCANO IN UN BUCO! Ho cambiato opinione riguardo a questo albo alla prima prova dei fatti: leggendolo con intenzione e partecipazione, ha riscontrato un successo unanime. Il libro è senz’altro originale e efficacemente costruito.

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Rosa limone di Hervé Tullet

Qui scomodo un mostro sacro. Un autore-illustratore che è considerato un mito e che è universalmente apprezzato per il suo approccio innovativo e giocoso. Il punto è che non mi aspettavo un libro così quando l’ho acquistato. Un libro che illustra cose, persone, cibi, animali ecc. in maniera insolita. O meglio, i colori sono insoliti. La barba è blu. Il limone è rosa. I pompieri gialli. Pagine e pagine di associazioni inconsuete. Perché? Mi son chiesta di primo acchito. E come lo spiego a Ilaria che il sole è verde e la mela è grigia? Ignoravo il fatto che da 0 a 5 anni il colore ha per il bambino un significato prevalentemente affettivo ed emotivo e che non è ancora presente un rapporto consolidato tra oggetto reale e colore. Hervé Tullet evidentemente lo sa bene. Il bello del libro (che ho scoperto più tardi) è proprio il senso di libertà che esprime, la voglia di giocare, di trasgredire, di costruire un mondo alla rovescia, fatto a misura di bambino. Dove nulla è grigio come sembra.

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Avete anche voi i vostri libri lenti? Alcuni di essi coincidono con i miei? Fatemi sapere i vostri innamoramenti della seconda ora (ma solo primissime letture! Presto vi parlerò dei miei albi illustrati lenti per i “grandi”).

 

 

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Francesca Tamberlani
Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.