Storie di popoli in fuga

E poi l’attualità si abbatte sulla quotidianità delle nostre case e ci costringe a guardare più in là del nostro naso. E proprio mentre siamo alla ricerca del “mare giusto” in cui trascorrere le prossime vacanze estive, il “mare” diventa improvvisamente qualcos’altro. Un mare che si riempie di morti e sofferenze, che spegne le speranze, che lascia affondare sogni.

Ho cercato nella nostra libreria degli albi illustrati che fossero attinenti a tutto questo: il viaggio disperato dei migranti, la violenza della guerra, il dramma della fuga e dell’egoismo umano. Ne ho trovati due (mentre un terzo, visto e apprezzato alla Fiera di Bologna, è il protagonista di questo articolo che vi invito a leggere).

Akim corre

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Claude K. Dubois, traduzione di Tanguy Babled, Babalibri, 2014

Akim corre copertinaQuesta storia ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International sezione italiana, che da anni si batte perché il diritto d’asilo sia rispettato ovunque nel mondo: “tutti hanno diritto ad essere accolti e protetti”.

Akim, il bambino protagonista, vive in un villaggio lambito dal fiume Kuma. Un giorno la guerra arriva con un tonfo sordo e spaventoso e spazza via tutto: le case, la tranquillità. Akim perde i suoi familiari e comincia a correre disperatamente senza una mèta. Ha paura, è solo, circondato da corpi senza vita.

scoppiano le bombe

Il racconto procede con un ritmo serrato, tratti di matita che colgono l’essenziale, il dolore, la tragedia. Accenni di colore, principalmente sabbia, dune, la terra, la desolazione, il movimento incessante di chi non fa che scappare.

Akim corre e fugge via Il testo è sintetico, asciutto, concentrato su poche pagine che anticipano la commovente narrazione per immagini.

la barca attraversa il fiumeSeguiamo l’odissea del bambino, gli incontri con altri disperati, il viaggio su una barca per arrivare dall’altra parte del fiume e proseguire la fuga, l’arrivo al campo profughi, che restituisce un po’ di pace.
La conclusione ci concede una tregua, un rifugio caldo e l’intimità di un abbraccio pieno d’amore. Ma là fuori nulla è cambiato. Cambierà mai?

 

Un giorno un nome incominciò un viaggio

Angela Nanetti, Antonio Boffa, Edizioni Gruppo Abele 2014

Un giorno un nome incominciò un viaggio copertina

Procede sul filo della metafora, a partire dal titolo, questo racconto dolce e triste di Angela Nanetti. “Quella che danza coi narcisi” è il nome di una bambina che nasce in un luogo lontano, su un morbido altopiano.

Nasce la bambina

Ma se la pioggia scarseggia e l’erba si secca non c’è speranza di salvezza lì. Così la bambina e la sua famiglia sono costretti a mettersi in viaggio. Scendendo dall’altipiano, percorrono sentieri di roccia e terra rossa, dove incontrano altri nomi, che odorano d’erba e sprigionano altri profumi. E insieme ai nomi, incrociano storie piccole e grandi.

la città

La fuga prosegue lungo deserti e città in cui paurosi mostri su quattro ruote sputano fumo e rumore. I paesaggi mutano, i sentimenti anche. Lingue, odori, suoni sconosciuti rendono il viaggio inquieto.

il viaggio continua

I mesi scorrono così, in perenne spostamento. Sopraggiungono la fame, lo spavento, l’incontro con la brutalità.

Il nome, un giorno, viene trascritto malamente su fogli di carta, senza amore, e diventa più corto, non più poetico e libero. Perde identità e radici.

Scrive lo scrittore Fabio Geda nella prefazione: “Mi è capitato di incontrare migranti che insistevano per essere chiamati in un modo nuovo, con nomi che appartenevano a una lingua che non era la lingua dei loro genitori: ho sempre detto no, io ti chiamo col nome tuo: se “Quella che danza coi narcisi” è il tuo nome,  “Quella che danza coi narcisi” io ti chiamerò; e ti accoglierò per intero, senza tagliuzzare parti di te, senza storpiare le parole.”

Il cammino del nome termina su una barca scura pronta a ingoiare ogni cosa.

il mare e la barca scura

Lassù sull’altopiano verranno però nuovi giorni, più felici, e quel nome musicale e profumato non sarà dimenticato. Troverà altre bambine ad accoglierlo ed esistenze più fortunate.

I due libri sono disponibili anche qui:

Sulla guerra, leggi anche “La piccola grande guerra”

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