Noi, la storia di un incontro

Quante volte ci capita di giudicare le persone e tenerle a distanza? Quante volte ci ritroviamo a rimarcare la differenza che c’è tra noi e loro? Differenze e distanze che possono riferirsi a innumerevoli ambiti: sociali, religiosi, etnici, estetici, di genere, di identità sessuale…

Ci viene talmente naturale tracciare confini e sottolineare appartenenze che non ce ne rendiamo neanche conto. I bambini, probabilmente influenzati dagli esempi del mondo adulto, o dal fortissimo bisogno di sentirsi inseriti, accettati e accolti nel gruppo dei pari, cominciano prestissimo a mettere in atto queste modalità di interazione con gli altri.

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La scuola è uno dei primi teatri d’azione. Noi siamo quelli bravi, loro quelli cattivi; noi siamo le femmine e loro sono i maschi; noi siamo intelligenti, loro stupidi, noi siamo normali, loro malati

Noi di Elisa Mazzoli e Sonia MariaLuce Possentini, Bacchilega Junior

Età consigliata: dai 5 anni

Il libro che vi invito a cercare e a far conoscere ai vostri bambini parla di tutto questo. E lo fa con forza, schiettezza e dolcezza, grazie a un ottimo connubio tra parole e immagini.

Noi Bacchilega Junior

Per prima cosa, vi suggerisco di guardare e ascoltare la lettura (parziale) che ne fa Alfonso Cuccurullo in questo video:

Vi siete commossi? E’ questo l’effetto che fa.

Il racconto è affidato a Filippo, un bambino come tanti che a scuola corre, parla e gioca insieme ai suoi compagni. Ma non con tutti. Ce n’è uno che sta sempre solo, che passa il tempo a scavare e ha un occhio gigante pieno di bava appiccicosa. Loro usano un dispregiativo per chiamarlo, Occhione, e non osano avvicinarsi.

L’autrice Elisa Mazzoli è brava a restituire il pensiero e il linguaggio dei bambini. Non cerca di attutire il senso delle parole o di edulcorarle. Non cerca sinonimi gentili. Quello che le interessa è mettere in luce la realtà, la cattiveria e il pregiudizio che possono manifestarsi anche tra i banchi di scuola.

A noi Occhione fa schifo. Noi sappiamo un sacco di cose. Lui non sa niente. Prende sempre brutti voti. Lui non è come noi.

Noi-Bacchilega-Junior-2

Altrettanto realistica ed esplicita è l’immagine che di quel bambino “strano” dà Sonia MariaLuce Possentini: lo ritrae in primo piano, con l’occhio grande in evidenza e il suo volto pallido che sbuca fuori dal nero e dalle chiome degli alberi. Uno stile illustrativo affascinante e allo stesso tempo singolare, inquietante, che di sicuro non lascia indifferenti per la sua vivida esattezza e la profondità di sguardo.

Noi primo piano occhione

Il bianco riempie le pagine di “Noi“. Un bianco che avviluppa tutto quello che incontra, lasciando ai personaggi dei contorni sfocati, sfuggenti.

Filippo e i suoi amici fanno ipotesi sull’occhio: forse è così perché quando era piccolo è caduto dal triciclo. Oppure ha ingoiato un cannocchiale. Deridono Occhione e lo guardano a distanza.
Solo una bambina riccia, un giorno, senza preavviso, si stacca dal gruppo e va da lui. Gli chiede come si chiama, parla con lui mentre gli altri la sbeffeggiano e pensano che sia sciocca… Le femmine a volte fanno così.

Non sappiamo quello che si siano detti. Sappiamo però che la bambina ha voluto porre fine alle distanze, ha saputo infischiarsene delle critiche degli amici e ha fatto quello che le suggeriva il cuore. Il suo gesto ci conforta.

Anche il mondo di Filippo e quello di Occhione sono destinati a incrociarsi. E’ il giorno della riunione dei genitori con gli insegnanti e i due alunni si ritrovano nel cortile della scuola, soli. Il piccolo narratore, accertandosi di non essere visto da nessuno, si avvicina con molta cautela. Ma è l’altro a rivolgergli per primo la parola, lasciandolo stupefatto:

Mi ha detto che le lumache sono gaste… gasteropodi. Ce n’era una vicino a lui.
L’ha presa in mano
e lei non ha ritratto le antenne.

Poi gli mostra il suo tesoro, quello che recupera dalla terra tutti i giorni e che conserva gelosamente nelle tasche: oggetti preziosi e segreti… piume, ricci, conchiglie. Scopriamo che anche Occhione si chiama Filippo e sa tante cose, parla di tutto, ride e non ha paura di farsi guardare negli occhi.

Filippo e Filippo cominciano a conoscersi, a scavare insieme, a scoprirsi simili e, senza quasi accorgersene, diventano noi. Una lumaca è bastata a rompere il ghiaccio. La stessa lumaca che li aveva tenuti lontani per tanto tempo (la lumaca che faceva bava dall’occhio deforme…).

Noi i due Filippo scavano insiemeIl Filippo narratore ha aspettato di essere solo, non giudicato dagli altri, per accorciare le distanze. Ma poi si è buttato senza riserve e con curiosità. L’altro Filippo lo ha accolto subito con spontaneità. In fondo lui non si era mai nascosto. Era sempre stato lì, alla luce del sole, impegnato a trovare i suoi tesori. E non vedeva l’ora di condividerli con un amico.

“Noi” ha vinto nel 2014 la 18ma edizione del Premio Nazionale di Letteratura per l’Infanzia Giacomo Giulitto (Sezione “Letteratura per l’infanzia” per bambini dai 6 ai 10 anni), e nel Gennaio del 2015 è stato selezionato per far parte della bibliografia internazionale di Ibby riservato alle disabilità.

Era da tanto tempo che volevo recensire questo libro. Finalmente l’ho fatto.

Potete acquistarlo on line:

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