Oliver Jeffers e le sue assurde, adorabili storie

“Da piccola mi piaceva soprattutto la carta dei quaderni a quadretti”. L’espressione stampata sul volto di mia figlia era in bilico tra la sorpresa e il divertimento; la storia grazie alla quale ho svelato questo segreto è stata L’INCREDIBILE BIMBO MANGIA LIBRI pubblicata da Zoolibri, scritta e illustrata dal giovane artista canadese Oliver Jeffers.

 

L’incredibile bimbo mangialibri

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Questo albo ha un dettaglio che ci ha colpite subito: l’ultima pagina e la copertina rigida nell’angolo a destra sono incomplete e sembra che qualcuno vi abbia dato un morso. Notato questo particolare direttamente nella sala per bambini della biblioteca comunale nella mia città, io e mia figlia ci siano sdraiate sul grande tappeto a forma di tartaruga al centro della sala per leggere tutto d’un fiato la storia.

Alcune immagini de Il bimbo mangialibri di Oliver Jeffers
Il protagonista si chiama Enrico ed è innamorato dei libri ma in un modo del tutto particolare: ama mangiarseli. All’inizio solo un pezzettino, una parola e poi una frase, poi la pagina fino ad arrivare ad ingoiare un libro intero.

Enrico scopre che mangiando libri diventa intelligente così decide di continuare per diventare la persona più intelligente del pianeta. Tuttavia nella dieta dei bambini i libri non compaiono e a poco a poco le cose per Enrico si mettono male: indigestione di libri, difficoltà di assimilazione delle informazioni e soprattutto difficoltà nel parlare. Dopo un consulto con dottori specialisti Enrico è dissuaso dal continuare la sua dieta a base di libri. Durante un momento di sconforto, il bimbo scopre che i libri, se letti, sono molto piacevoli e che così facendo può ancora aspirare a diventare la persona più intelligente del pianeta.

Pagine interne tratte dal bimbo mangialibri di Oliver jeffers

Conoscete già questa storia un po’ al limite dell’assurdo? Cosa ne pensano i vostri figli?
Alla mia piace moltissimo e osserva sempre con curiosità le tavole ironiche, vagamente grottesche, molto colorate, curate nei dettagli e ricche di particolari che sollecitano costantemente l’attenzione visiva grazie all’utilizzo di più tecniche di stampa e di impaginazione. L’autore ha utilizzato una combinazione di generi diversi tra loro quali il fumetto a strisce alternandolo alla narrazione classica, il tutto sapientemente amalgamato grazie ad un lessico essenziale, brioso, dove le poche parole sono disposte in maniera tale da rompere lo schema di lettura tradizionale, così da entrare più profondamente nella mente di chi legge, di chi ascolta e osserva.

Oliver Jeffers e i suoi piccoli romanzi di formazione

Ho notato che Oliver Jeffers, attraverso le sue opere, conduce i piccoli lettori verso la maturazione di importanti consapevolezze e trovo che i suoi albi siano piccoli romanzi di formazione; esagero secondo voi? Ma considerate il caso sopra esposto: piano piano si arriva alla consapevolezza che nella vita per diventare intelligenti e affermarsi in qualunque campo bisogna diffidare delle facili scorciatoie, perché queste raramente garantiscono il successo e occorre invece spendersi, pazientemente, e seguire il proprio naturale percorso di crescita.

Chi trova un pinguino…

Il secondo libro di Oliver Jeffers su cui è caduto il nostro occhio è stato CHI TROVA UN PINGUINO… pubblicato da Zoolibri. La sua adorabile copertina color turchese non poteva lasciarci indifferenti. Il protagonista è un bambino che, una mattina, aprendo la porta di casa si trova di fronte un pinguino dallo sguardo triste. Il bimbo ignora la provenienza dell’animale e sospetta che qualcuno lo abbia smarrito. Dopo aver controllato che nessuno ne abbia denunciato la scomparsa, decide di riaccompagnarlo a casa al Polo Sud.

Pagine interne di Chi trova un pinguino

I due affrontano il viaggio a bordo di una piccola barca a remi raccontandosi tante storie. Al momento dell’addio, entrambi si rattristano, ma la separazione è inevitabile. O forse no?
Eccoli dopo poche pagine gettarsi tra i ghiacci alla ricerca l’uno dell’altro per non lasciarsi più! Ciascuno dei due ha capito di avere bisogno di un amico con cui parlare, condividere storie ed esperienze, con cui starsene in compagnia.

Secondo mia figlia questa storia è il frutto di un gioco di fantasia inventato dall’autore quando era un bambino e che i protagonisti sono lui medesimo e il suo peluche preferito. Che ve ne pare dell’idea? In ogni caso, Oliver Jeffers ci mostra il punto di vista dei piccoli, il mondo non solo è osservato con i loro occhi, ma è anche rappresentato dalla loro altezza e prospettiva: ecco dunque che sbocciano le ingenue pensate come quella di chiedere all’ufficio oggetti smarriti se qualcuno abbia denunciato la scomparsa di un pinguino, oppure le grandi imprese come quella di affrontare un lungo viaggio in barca a remi. Su tutte le considerazioni regna quella finale: abbiamo bisogno di qualcuno con cui sentirci amici.

Nei guai

Restando nell’ambito della fantasia, vi invito a leggere NEI GUAI, pubblicato anch’esso da Zoolibri, racconto che mia figlia ha adorato perché ha un finale aperto che le permette di arricchirlo e completarlo a suo piacimento. Anche qui il protagonista è un bambino che cerca in ogni modo di recuperare il suo aquilone rimasto incagliato fra i rami di un albero. E in che modo prova a riprendersi l’aquilone? Lanciando ogni tipo di oggetto che gli salta in mente contro l’albero!

Nei guai di Oliver Jeffers

Il suo piano però si rivela fallimentare e la rabbia aumenta, così come la portata degli oggetti assurdi che continua a scagliare sulla pianta convinto che questi facciano cadere il suo giocattolo. Così volano per aria una scala, una porta, una nave, un faro, la casa del vicino in un climax ascendente che provoca divertimento e risate.

L’aquilone alla fine cade a terra… l’albero è talmente pieno di oggetti che non c’è più spazio per contenerlo. Il bimbo riprende beatamente a giocarci fino a sera. Nelle ultime pagine vediamo il piccolo protagonista nella sua camera, a letto, in procinto di addormentarsi. Non è completamente tranquillo però, ha la sensazione di aver dimenticato qualcosa.

Al termine della lettura del libro, sono scoppiata a ridere. Non sapevo proprio cosa pensare visto che poco prima io e mia figlia c’eravamo confrontate sulla necessità di riporre i giochi nel cestone dopo averli usati… Anche lei ha riso, e compreso.

Quest’alce è mio!

Infine, non può mancare nella libreria dei vostri piccoli l’albo QUEST’ALCE E’ MIO!, ancora edito da Zoolibri. Vi sembrerà di sfogliare una sequenza di bellissime cartoline illustrate con il tipico paesaggio canadese dei grandi laghi e sentirete il profumo dei boschi.

Il protagonista, un bimbo di nome Alfredo, è convinto che un alce, comparso dal nulla, sia il suo animale da compagnia e si prodiga per educarlo in tal senso elencando una sequenza di regole cui dovrebbe obbedire. Poi un giorno, durante una passeggiata, l’amara scoperta: altri personaggi rivendicano l’alce come il loro! Arrabbiato il bimbo fugge, ma si perde, e lo sorprende la notte. Sarà proprio l’alce a trovarlo e riportarlo a casa.

Pagine del libro Quest alce è mio

Nel frattempo il bimbo si rende conto che non tutti gli animali si possono definire “domestici” e l’alce recupera la propria indipendenza.

Questo suggestivo racconto è una ghiotta occasione per riflettere sull’importanza delle regole che diamo ai bambini (e che loro trasmettono ai peluches, ai bambolotti ecc..): quante? Quali? E non solo: potremmo avvicinare i nostri figli al significato del possesso e la cura degli animali.

Noi a casa abbiamo un gatto, e voi? Come si comportano i vostri figli con i loro animali domestici? Vi aspetto per un confronto su questo e su Oliver Jeffers: anche a voi piace?

Daniela Bagnato
Mamma appassionata di libri in generale e di libri per bambini in particolare, che desidera condividere le sue esperienze di lettura.

 

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