Capire gli Orizzonti degli altri

Era da qualche giorno che aspettavo l’arrivo a casa di ORIZZONTI, uno dei libri finalisti del Silent Book Contest 2014, primo concorso internazionale dedicato al libro senza parole (vinto da BOUNCE di Brian Fitgerald, pubblicato in Italia da Carthusia).

Copertina di Orizzonti di Paola Formica

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Alla fiera del libro di Bologna lo avevo cercato e letto con attenzione, e avevo avuto la fortuna di incontrare e parlare anche con l’autrice, Paola Formica.

[ BREVE ANTEFATTO ]

Con Paola, in realtà, ci eravamo conosciute per caso a fine febbraio, alla libreria Spaziob**k di Milano, in occasione del corso tenuto da Anna CastagnoliCapire come funziona l’albo illustrato“. Eravamo dirimpettaie di tavolo e, senza sapere nulla l’una dell’altra, siamo capitate nello stesso gruppo di lavoro. Anna ci aveva assegnato un esercizio che richiedeva un minimo di manualità. La prima che ha preso fogli e matite è stata proprio Paola, che con mano disinvolta ha portato avanti il compito togliendo noialtre dall’impaccio. Così abbiamo capito che era un’illustratrice.

Ritornate poi nelle rispettive città (io a Roma e Paola a Milano) siamo diventate amiche su Facebook e la conoscenza si è approfondita. Chattando del più e del meno ho scoperto che aveva di recente pubblicato per Carthusia l’albo Orizzonti, di cui avevo sentito un gran bel parlare. Non vedevo l’ora di sfogliarlo di persona e finalmente a Bologna ho potuto soddisfare la mia curiosità.

ORIZZONTI

Paola Formica, Carthusia, 2015

Paola è una persona riservata e molto, molto umile. Il lavoro che ha fatto con questo silent book è importante, frutto di una sensibilità non comune e di una capacità di guardare oltre le apparenze e le ovvietà. Ha scelto di partecipare al concorso Silent Book Contest 2014 affrontando un tema molto sentito, per rispondere a una sua personale esigenza:

Mi ha profondamente colpita uno dei drammatici naufragi (che purtroppo continuano), quello del 3 ottobre 2013, in cui hanno perso la vita più di 300 persone, profughi provenienti dalle coste africane. Si è scritto e detto molto a proposito. Ho pensato che un silent book fosse una buona occasione per raccontare una volta in più e in modo diverso la storia di chi è costretto a lasciare alle spalle una parte di sé e andare verso l’ignoto sperando di ricostruirsi una vita“.

gli occhi del ragazzo

Nel suo libro, di ampio formato, quadrato, si racconta per immagini la fuga di un ragazzo dal suo paese. Il protagonista si muove in un paesaggio di sabbia, di dune dorate, di terra arancione. Corre, ha gli occhi tristi, impauriti, il suo destino si intreccia a quello di tante altre persone che, come lui, vanno in cerca di nuovi orizzonti. Gli occhi di tutti sono in primo piano.

Gli occhi, sì. Guardare le persone in profondità, negli occhi, insegna molto. Certi sguardi li ho impressi dentro, indelebili. Il ragazzino che fugge nella prima pagina ci guarda dritti negli occhi, possiamo entrare dentro di lui”.

Sono i dettagli a parlare in questo racconto. Gli occhi, come abbiamo detto, il bianco penetrante intorno alle pupille, i piedi scalzi, i vestiti chiari e, infine, le mani. La storia si snoda attraverso pochi e ben calibrati particolari, i colori accesi delle tavole in forte contrasto tra di loro, la trama delle pagine dall’effetto sgranato.

Ho realizzato le illustrazioni a computer, scansionando ed utilizzando delle texture materiche, elaborandole in digitale. Ho ingrandito e sgranato volutamente la trama per dare l’idea di “entrare nella pelle” di quei luoghi e di quelle persone“, spiega Paola.

i piedi del ragazzo

La narrazione scorre libera per consentire a ognuno di far affiorare le proprie emozioni e sensazioni: “L’attenzione maggiore nella realizzazione è stata quella di non cadere nel troppo descrittivo e scontato, di non guidare troppo la narrazione. Ho cercato di lasciare gli spazi emotivi giusti, affinché il lettore potesse entrare nella storia intrecciandola con le proprie emozioni, con la propria storia“.

Paola, nel rispondere alle mie domande, chiarisce la sua prospettiva: “Il ragazzo che lascia la sua terra lo fa perché qui il suo orizzonte (il futuro) è scuro, senza speranza. Fugge verso un orizzonte chiaro e luminoso, oltre il mare, che però rappresenta un’incognita“.

le mani dei ragazzi

Il finale è aperto, ma lascia intravedere la salvezza, l’accoglienza, la speranza:

“L’orizzonte è una linea apparente, è il confine tra il cielo e la terra, la terra e il mare. E’ un limite, un confine, ma anche una prospettiva, una speranza, uno sguardo. Ognuno lo vede dal proprio punto di vista, con gli occhi del proprio vissuto. Il mio è un invito ad ampliare lo sguardo, ad osservare con attenzione per vedere, sentire, toccare, capire gli orizzonti degli altri”.

oltre il mare un ragazzo

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Per conoscere un po’ meglio Paola Formica, le ho chiesto di scrivere una breve biografia:

Sono nata a Milano, dove attualmente vivo e lavoro. Dopo gli studi artistici (Maestro d’arte, Maturità artistica, Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Illustrazione e Incisione alla Scuola d’Arte applicata del Castello Sforzesco) ho trasformato la mia passione in professione diventando illustratrice per grandi e bambini. Collaborando con le maggiori case editrici italiane ho pubblicato libri e albi illustrati per bambini, libri per la scuola, illustrazioni per rubriche su riviste, periodici e quotidiani come il “Corriere della Sera”. Insegno “Illustrazione della fiaba” alla Scuola del Fumetto di Milano e realizzo laboratori creativi nelle scuole, librerie e biblioteche.
Molti lavori sono stati segnalati e compaiono nei Cataloghi di vari Concorsi di Incisione e di Illustrazione internazionali. Le mie illustrazioni sono inoltre pubblicate su Annual Illustratori italiani 2013 e su Annual Autori di Immagini 2015.

Sui libri senza parole, ho scritto anche:

Come leggere i libri senza parole?

Altri libri sulle migrazioni e i popoli in fuga dalla guerra:

https://www.milkbook.it/libri-sulla-tragedia-dei-popoli-in-fuga/

Li potete acquistare on line qui:

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