Respira, Piccolo albero… respira

“Respira, Piccolo albero… respira” è un albo illustrato pubblicato da Edizioni Gruppo Abele, una casa editrice torinese che ho scoperto da poco e a cui mi sto già affezionando. La stessa che sta portando in Italia i capolavori dell’artista taiwanese Jimmy Liao, del quale vi parlerò in un post dedicato.

Un libro alla volta, sto assaporando tutta la loro collana I Bulbi dei piccoli, caratterizzata da scelte coraggiose, poetiche e delicate. Il toccante albo illustrato che vi presento oggi ben ne esprime i principi ispiratori.

Respira, Piccolo albero… respira

Sandra Dema, Antonio Boffa, Edizioni Gruppo Abele

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copertina di Respira, Piccolo albero... respiraE’ la storia di Piccolo albero che rimane solo al mondo dopo un terribile incendio che distrugge tutto.

Piccolo albero è solo:
un puntino verde nella distesa nero carbone.
Sente un fremito di paura.
Sente tanta tristezza.

l'incendio distrugge tuttoUn uccellino color del mare gli si accosta e lo consola, lo esorta a crescere e a diventare forte. Lo aiuta a nutrirsi, portandogli qualche goccia d’acqua per alleviare la sua sete. Gli spiega che per sopravvivere e diventare grande ha bisogno di acqua per dissetarsi, aria per respirare, terra per sfamarsi e luce, tanta luce. Diventano presto amici.

Grazie all’uccellino e al suo canto di ringraziamento, Piccolo albero scopre la grandezza della natura e dei suoi cicli, i suoi ritmi, i suoi colori, la sua magia. Scopre anche i pericoli e un nemico sempre in agguato, il fuoco (ma dietro agli incendi, anche se non viene detto, noi sappiamo che c’è l’uomo).

l'uccellino consegna una goccia d'acqua

Grazie all’uccellino, Piccolo albero non è più solo, acquista fiducia in sé e comprende come funziona il mondo, cresce, diventa grande, con le braccia lunghe e robuste, e i piedi saldi nella terra.

Un dialogo a due che intenerisce e che fa vivere al lettore tanti sentimenti contrastanti: la tristezza, la rabbia, ma anche la gioia, la speranza… Un albo che racconta la vita, la morte, la crescita, ciò che di bello e di brutto si incontra lungo il viaggio.

l'uccellino del colore del mare

Come un bambino che nulla sa e tutto assorbe dall’esterno, Piccolo albero ha bisogno di essere guidato e rassicurato, ha bisogno di affetto, cure e sostegno.

l'albero cresce e diventa forte

Un albo illustrato magnetico, di quelli che lasciano qualcosa dentro, reso ancora più intenso dalle evocative e vibranti illustrazioni di Antonio Boffa, realizzate a collage. Immagini semplici e allo stesso tempo inusuali, dai colori forti e cangianti, le prospettive mutevoli, le forme squadrate ed essenziali. Pagine luminose si alternano a pagine buie, in cui le forme, i dettagli e le sagome si accendono per contrasto.

Un universo iconico poetico e vibrante, su cui si sofferma con puntualità Livio Sossi nell’accurata postfazione che chiude il libro.

Intervista a Sandra Dema

Per raccontarvi meglio questo albo coraggioso, che immagino rivolto a bambini dai 6-7 anni in su, ho rivolto alcune domande all’autrice, Sandra Dema, che ringrazio per avermi concesso l’intervista.

Com’è nato “Respira, Piccolo albero… respira?”. Sei stata ispirata da qualche fatto in particolare?

Respira, Piccolo albero… respira” è una storia nata dall’oggi al domani.
Probabilmente era dentro di me da tempo e attendeva solo di essere ascoltata.
Ricordo di essermi posta la seguente domanda, un giorno: “Se dovessi raccontare il cerchio della vita, gli elementi che ruotano intorno a essa… da cosa partirei?”. La risposta è stata immediata: ”Dall’albero!”.
E il titolo era già scritto, un’esortazione a respirare, dunque a vivere!

Un’ispirazione forse c’è stata. E’ il forte legame che ho con la cultura dei nativi americani, il loro rapporto e rispetto per la natura ad avermi suggerito i nomi dei protagonisti, la circolarità della storia che implica un cambiamento, la consapevolezza di essere parte di un tutto.

Come si è sviluppata l’idea della trama e la scelta di raccontare tutto in forma poetica, attraverso due protagonisti che dialogano?

La trama si è tessuta da sola in modo molto naturale. Iniziare con la morte (incendio), seppure rappresentata solo dal colore rosso e dal calore, è stata comunque una grossa sfida. Un pensiero sospeso che accompagna il Piccolo albero fino alla fine, quando ormai cresciuto, potrà comprendere la sua condizione.

Raccontare in forma poetica mi consente di esprimermi al meglio (seppure in taluni casi mi diverta molto a scrivere testi bizzarri e allegri). Penso che sia estremamente importante favorire nei piccoli (e nei grandi) un approccio poetico alle storie. In un periodo-società in cui tutto è all’insegna della fretta, del risultato immediato, la poesia restituisce dignità alla parola, consente di fermarsi a riflettere, a rallentare i ritmi.

Andando oltre la prima lettura, chi rappresentano il piccolo albero e l’uccellino?

Il piccolo albero, come un bambino appena nato, ha bisogno di qualcuno che si prenda cura, che lo sostenga nella sua crescita, che lo aiuti a scoprire la vita, anche con l’esperienza dolorosa. Questo qualcuno, rappresentato dall’uccellino, è maestro di vita, compagno di scoperte e di giochi, di amicizia e gratitudine… un amico.

Se dovessi individuare i momenti “cruciali” della storia, i passaggi-chiave, quali indicheresti?

Sicuramente l’inizio ha un impatto forte. Nelle prime frasi si attraversa la morte e si accoglie la vita nuova.
Poi l’arrivo dell’uccellino color del mare, la sua capacità di avvolgere il Piccolo albero con saggezza, la disponibilità a stargli accanto e sorreggerlo, a rispondere pazientemente alle domande incalzanti e con delicatezza portarlo a riflettere sulle loro diversità… fino a fargli scoprire chi è LUI.
Infine l’esplosione di colori, di canti e danze di ringraziamento intorno al GRANDE ALBERO… una nuova primavera, la vita che continua con i suoi ritmi naturali e i suoi respiri.

A chi “parla” il tuo racconto? Chi sono i tuoi principali interlocutori?

Penso che il Piccolo Albero parli un po’ a tutt* e di ogni età. E’ il suo respiro che attraversa il nostro vivere a renderlo così vicino, il suo stupore e la curiosità “bambina” a far emergere quella parte “bambina” che è in noi, il canto dell’uccellino color del mare che è insieme ringraziamento e danza a rallegrarci per i doni che riceviamo.
I miei principali interlocutori sono, generalmente, le bambine e i bambini durante gli incontri in classe, nelle biblioteche e librerie. E loro colgono e pongono molte domande, vogliono capire e scoprire anche attraverso le immagini di Antonio Boffa la storia del Piccolo Albero che cresce.

Negli incontri con gli adulti si va in profondità, si indagano le parti più nascoste, il detto-non detto, si legge tra le righe, si interrogano le immagini.

Quando ti ho chiesto un’intervista mi hai detto: “E’ un libro da rileggere più volte per entrarci dentro”. Puoi spiegarmi meglio cosa intendevi? Quando, secondo te, un lettore è veramente “entrato dentro” il tuo racconto?

Entrare nel libro secondo me è scoprire ogni volta una parola nuova, una pausa, una frase, un’immagine che ti fanno nuovamente emozionare e ti interrogano… ecco, questo è il valore di un libro che non ha scadenze, che vive oltre il tempo e l’età, al di là di un argomento specifico.

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