Sono triste o sono felice?

Sono molto affezionata al tratto “bambino” di Antonella Abbatiello, quello con i soggetti dai contorni neri accentuati, pochi e riconoscibili elementi sulla pagina, i colori dai contrasti intensi, le delicate sfumature. Quello caratterizzato da un tocco poetico e umoristico, con i soggetti bidimensionali dal forte potere comunicativo. Quello, per intenderci, di Ninna nanna ninna mamma, uno dei primi albi illustrati a essere entrato in casa mia, quando Ilaria aveva pochi mesi di vita, indimenticabile per le sue figure dolci e ironiche, le divertenti e familiari rime diventate per noi ricordi indelebili. Quel libro è stato la nostra lettura della buonanotte per mesi, il nostro rassicurante traghettatore nel mondo dei sogni. Incredibile che non lo abbia ancora recensito su questo sito… forse perché è talmente intima l’esperienza che ci ha regalato che faccio fatica a condividerla.

Antonella Abbatiello è un’artista versatile e prolifica, che ha scritto e illustrato una quantità incredibile di libri per l’infanzia ricevendo premi e riconoscimenti, che ha sperimentato stili e tecniche differenti, che rimane legata alla tradizione ma è anche aperta a nuovi modi di concepire e realizzare i picture book. Fra tutti gli stili illustrativi che padroneggia, io ho un debole per quello immediato, semplice e colorato che vi ho appena descritto. Ed è per questo che quando l’ho ritrovato in due recenti pubblicazioni della casa editrice La Coccinella, Sono TRISTE o sono FELICE? e SONO piccolo o sono GRANDE?, non ho potuto rimanere indifferente. Due libri da leggere ad alta voce anche ai piccolissimi e che possono innescare dialoghi interessanti con i più grandini (3-4 anni).

Libri di Antonella Abbatiello-cover

Sono TRISTE o sono FELICE?

In quanti modi può declinarsi la tristezza? E la felicità? Alcuni chiari esempi sono passati in rassegna tra le pagine, che pongono in evidenza la relatività delle nostre emozioni. Lo schema, ripetuto dal principio alla fine, è il seguente: Sono triste perché… Sono felice perché. L’autrice sottolinea quanto una medesima condizione possa provocare emozioni contrapposte a seconda di chi la vive.

Un bambino che sta facendo il bagno è triste a causa della pioggia. Un fiore cresciuto in un terreno arido è felice di essere finalmente innaffiato dalla pioggia. Un albero piegato da forti raffiche ventose è triste, mentre una barca a vela è felice di poter filare spedita sull’acqua grazie al maestoso vento. E avanti così, Antonella Abbatiello  mostra la doppia reazione di bambini, animali e oggetti umanizzati di fronte agli accadimenti naturali della vita (il buio, il freddo, il caldo, l’essere di un determinato colore ecc.).

sono triste o sono felice interno

Le semplici asserzioni sono accompagnate da illustrazioni nitide e descrittive, tenere e buffe, soprattutto quando i protagonisti sono oggetti ritratti con occhietti e bocche che si piegano all’insù o all’ingiù.

il calzino e la ciambella

Il libro, oltre a rappresentare un divertente campionario di personaggi e paesaggi facilmente decodificabili, permette di ragionare sulla varietà dei punti di vista, sul fatto che tristezza e felicità non siano mai emozioni assolute e universali e che sarebbe bello mettersi ogni tanto nei panni degli altri, provare empatia, sdrammatizzare.

bambina e coccinella

Le ultime pagine illustrano un bambino che è allo stesso tempo triste e felice di essere piccino, perché se da un lato non riesce a raggiungere la torta invitante che troneggia sul tavolo, dall’altro è il principino di mamma e papà. E non è forse questa una delle grandi contraddizioni dell’infanzia? Il voler crescere subito, sentirsi grandi, capaci di fare da soli, e contemporaneamente continuare a essere piccoli per ricevere coccole, attenzioni, premure e aiuti dai loro genitori?

SONO piccolo o sono GRANDE?

Tutti noi possiamo sentirci piccoli o GRANDI nel corso della nostra esistenza. In alcuni casi è inequivocabilmente così; in altri è la situazione a determinare il nostro sentire, un particolare momento, una fase che stiamo attraversando.

Le orecchie del gatto sono piccole sempre se le paragoniamo a quelle del coniglio. Una casa di campagna dal tetto spiovente è minuscola se la vediamo stretta fra due altissimi grattacieli. Viceversa è grande se svetta solitaria in cima a una collina. Un palloncino osservato da lontano nel cielo sembra un puntino minuscolo, ma se vola a due passi da noi ci appare grande. La luna è magica perché può essere sia uno spicchio esile sia una palla gigante.

casa e grattacielo

Nel ricordarci la relatività del sentirsi piccoli e grandi, Antonella Abbatiello spazia tra esempi più comuni ad altri meno immediati, che sottintendono un esercizio cognitivo più elaborato, come quando mostra uno stesso gatto magro (sono piccolo quando mangio poco) e poi grasso (sono grande quando mangio tanto), o un ombrello chiuso (dunque piccolo) o aperto (ecco che diventa grande).

palloncino

Ancora una volta tutto dipende dal modo in cui si guardano le cose, dal proprio metro di giudizio, dal confronto tra se stessi e gli altri, tra il prima e il dopo, tra il considerare il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

ombrello chiuso

Due libri sorridenti, che accendono il pensiero e possono innescare discorsi e domande da parte dei bambini. I piccolissimi apprezzeranno soprattutto le immagini allegre e lineari di Antonella, il formato durevole e comodo, la praticità di lettura grazie a pagine che stanno aperte da sole. I più grandi avranno modo di cogliere i vari livelli di lettura.

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