Un imperdibile classico inglese

Piace moltissimo a me, a mia figlia e a chiunque lo abbia letto il libro che ci è giunto a casa in dono grazie all’iniziativa #regalaunlibropernatale, a cui ho partecipato per il secondo anno consecutivo. Questa volta lo scambio di libri è stato internazionale perché la mamma con cui sono stata accoppiata, Chiara Corrao, vive a Londra già da diversi anni. La sua proposta, che ho accettato al volo, è stata: “Che ne pensi se regalo alla tua bambina un bel libro in inglese?”.

Queste le poche indicazioni che avevo dato a Chiara per orientarla nella scelta: “La mia bambina ha 2 anni e mezzo ed è abituata all’ascolto di storie. Ci piacerebbe un libro di un personaggio classico inglese, oppure una nursery rhyme (che lei ama canticchiare) o una storia della buonanotte speciale”.

Non perderti la nostra guida gratuita

Ed eccolo qui lo splendore che è arrivato sotto l’albero, in largo anticipo per essere scartato proprio il giorno di Natale:

The Tiger Who Came to Tea

di Judith Kerr, Harper Collins, 2006

copertina di The tiger who came to tea

La prima edizione del libro risale al 1968. Si tratta di un super classico della letteratura per l’infanzia inglese, amato da diverse generazioni di lettori, che ha anche ispirato numerose rappresentazioni teatrali. Comincia così:

“Once there was a little girl called Sophie, and she was having tea with her mummy in the kitchen. Suddenly there was a ring at the door. Sophie’s mummy said, ‘I wonder who that could be?'”.

Sophie apre la porta e si trova di fronte una gigantesca tigre. Una tigre sorridente che chiede educatamente se si può unire e prendere il tè con loro, visto che è affamata.

L’accoglienza di mamma e figlia è calda e generosa. La tigre non si limita a bere il tè, la sua fame è incontrollabile e comincia a ingollare tutti i sandwich, e i pasticcini, e la torta e i biscotti e il latte. La tavola è presto svuotata.

Sornione e deciso, il felino si sposta in cucina, dove trova altro cibo da mandar giù: spolvera il cibo dal frigorifero, lecca nelle pentole, apre la credenza e fa fuori tutto, tracanna latte, birra, succo d’arancia… Ingoia tutta l’acqua della vasca da bagno!

la tigre mangia ogni cosa

La bambina assiste alla grande abbuffata senza batter ciglio. Osserva la tigre con aria sognante, le accarezza la coda dolcemente, l’abbraccia come se fosse un micetto.

Sophie abbraccia la tigre

Finché di punto in bianco, con la pancia piena e l’espressione soddisfatta, il grande felino saluta, ringrazia per il tè (solo il tè???) e se ne va.

E ora che si fa? La mamma di Sophie si rende conto di non aver più nulla da mangiare e che il papà non troverà niente da mettere sotto i denti. Nessun dramma! Quando daddy rincasa e ascolta quello che è successo, propone di andare a cena al ristorante e di trascorrere una piacevole serata fuori. Così è.

Il libro sarebbe potuto finire qui. Invece rimangono ancora due pagine: nella prima vediamo Sophie e la mamma, il giorno seguente, che vanno al supermercato a fare un’abbondante spesa e acquistano anche un grosso barattolo di Tiger Food, qualora la tigre tornasse a far visita…
L’ultima pagina è riservata a lei, a quell’ospite inatteso, alla tigre che maliziosamente, con una trombetta in bocca, ci rivela le sue intenzioni: non ritornerà mai più.

Ironia e mistero

Una storia scorrevole, divertente, misteriosa, ironica, illustrata con garbo ed eleganza dalla famosa autrice e illustratrice di origini tedesche. Squisiti i personaggi con il loro look vintage, le espressioni miti, i gesti e gli sguardi gentili. Stupenda la tigre, vorace e caparbia, ma con stile.

Molte sono le domande che sorgono: chi è questa tigre che piomba in casa? Chi rappresenta veramente? Perché Sophie e la mamma non appaiono mai contrariate o spaventate? E perché alla fine la tigre decide di non tornare?

Chi è veramente la tigre?

In una recente intervista alla BBC Judith Kerr, oggi novantenne, racconta di aver inventato la storia per sua figlia all’età di 2 anni. Gliela ripeteva ogni sera prima di addormentarsi. Aveva scelto la tigre perché la sua bimba, ogni volta che andava allo zoo con la mamma, era affascinata dalle “bellissime tigri”.

Lo scrittore Michael Rosen ha un altro pensiero: crede che la storia della tigre che piomba all’improvviso e porta via tutti i viveri dalla casa rappresenti una metafora riconducibile al doloroso passato della Kerr, ebrea costretta con la sua famiglia ad abbandonare la Germania durante la seconda guerra mondiale:
“Judith bambina sapeva che c’erano persone pericolose che entravano a casa e portavano via le persone… Le era stato detto che suo padre era in serio pericolo e poteva essere catturato in ogni momento. Non so se Judith ne fosse consapevole o meno, ma il punto è che la sua protagonista è sì una tigre giocosa, ma è pur sempre una tigre”.

Qualsiasi sia la verità dietro all’origine del libro, io ve lo consiglio. L’inglese è di un livello molto semplice e, se preferite, potete tradurlo in simultanea ai vostri bambini. Io con la mia ho fatto così le prime volte, perché volevo che apprezzasse in pieno la storia.

il libro in regalo

Dal 18 ottobre 2016 il libro è disponibile anche in italiano con il titolo “Una tigre all’ora del tè” (Mondadori)

Puoi acquistare qui il libro

>>> Cerchi altre letture in inglese per i tuoi bambini? Cerca qui

 

 

 

 

Non perderti la nostra guida gratuita