Tobi, il bambino astronauta

Oggi vi parlo di un nuovissimo personaggio che abbiamo accolto in casa con allegria e curiosità. Si chiama Tobi ed è un bambino di 7-8 anni sorridente e tenace che ha un sogno: diventare astronauta. E pensa sempre e solo a quello! Ma non si limita a fantasticare e a guardare le stelle fuori dalla finestra. Tobi ci si mette d’impegno, studia, si rimbocca le maniche e decide di costruirsi un’astronave.

Tobi saluta i bambini

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Sa benissimo come si fa e quello che gli occorre: una rampa di lancio, una navicella, la leva di comando, le ali e i razzi. Tutti materiali che si può procurare facilmente cercando con un po’ di attenzione nel garage, nella sua cameretta, nel frigorifero…

Ed eccolo grintoso all’azione, mentre scoccetta la navicella-scatolone, incolla i razzi-lattine, indossa il casco (la confezione del panettone), si posiziona sulla rampa di lancio e… via! E’ un viaggio intergalattico il suo: “Ciao casa, vado nello spazio e torno”.

tobi si lancia nello spazio

Tobi si sente il padrone dell’universo mentre l’astronave Falcon sfreccia in mezzo ai pianeti e alle stelle e che brividi quando lo spicchio di luna diventa una pista per fare una giravolta spettacolare. “Doppio salto mortale carpiato con saluto finale. Yupiiiii!”.

L’avventura è elettrizzante proprio come l’aveva sognata, anche se breve, perché il richiamo della base (la mamma) è un’ottima ragione per rimettersi in cammino verso la terra, che in fondo in fondo già gli manca un po’.

tobi viaggia nello spazio

Chi è il papà di Tobi?

Il racconto per bambini “Tobi astronauta” è creato da un autore, disegnatore e fumettista molto apprezzato, Lele Corvi, che pubblica da 20 anni su riviste, quotidiani, siti web e agende (avete presente la mitica Comix)? Il suo bambino astronauta è avventuroso e razionale allo stesso tempo, creativo e logico, caparbio e ottimista. Non cerca scorciatoie, non si arrende, pensa in grande e si mette a lavoro finché non trova la soluzione. E poi è autonomo, intraprendente e molto, molto divertente.

Il racconto, pubblicato da Zelig Editore (marchio di Add Editore) può rappresentare una perfetta prima lettura autonoma per un bambino a partire dai 6-7 anni: il testo è leggibile e chiaro, con il carattere che cambia dimensione e in certi casi ruota per dare maggiore enfasi a determinati passaggi. Le pagine sono coloratissime e la grafica è moderna e buffa. La storia è simpatica e scherzosa e si legge velocemente perché viene voglia di vedere come va avanti, se Tobi riesce a trovare i pezzi per la sua astronave e a lanciarsi veramente nello spazio. E poi c’è il fascino dell’universo e dei pianeti, che per molti bambini di quell’età rappresenta un mistero grande.

Alla fine del racconto c’è un piccolo quiz: qualche domandina qua e là che Tobi rivolge al lettore per accertarsi che sia preparato sulla materia e possa diventare suo assistente astronauta.

Non amo le interrogazioni associate ai libri, penso sempre che possano rendere la lettura antipatica e “noiosa” come certi compiti assegnati a casa. Ma devo dire che anche il quiz è formulato in maniera giocosa e per nulla pesante. Ecco 2 esempi: Le stelle cadenti sono:  1) asteroidi 2) stelle inciampate 3) polpette volanti; Saturno si riconosce facilmente perché ha… 1) Le collane 2) Gli anelli 3) Due fratelli.

Insomma, siamo contenti di aver conosciuto questo nuovo amico e aspettiamo di leggere le sue prossime avventure. Io lo trovo adatto anche come lettura ad alta voce e come storia della buonanotte per bambini di 4-5 anni.

A voi ispira simpatia? Pensate di farlo conoscere ai vostri piccoli lettori? 

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