Un giorno, senza un perché

Per l’ultimo post dell’anno ho scelto un albo illustrato fresco di stampa, una piccola grande storia che ci consegna un protagonista gentile e misterioso, un’atmosfera garbata e leggera, un “senso” sfuggente e diverse domande senza risposta.

Un giorno, senza un perché

scritto da Davide Calì, illustrato da Monica Barengo, pubblicato da Kite Edizioni, 2014

Età consigliata: dai 5 anni

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In copertina un signore compito dagli occhi dolci abbraccia teneramente un bassotto. I due si guardano e si sorridono. L’uomo tiene in mano una pallina rossa e dietro la schiena spuntano dei rami con delle foglioline. Cominciamo a porci delle domande.

Copertina Un giorno, senza un perché

Aprendo il libro e leggendo le prime righe, gli interrogativi aumentano:

Un mattino, di punto in bianco, senza un perché, al signor I. spuntarono le ali.

Chi è il signor I.? E perché ha le ali?

La curiosità cresce quando notiamo che nessuno, ma proprio nessuno, sa spiegare il perché di queste ali… né il dottore (che non aveva mai visto nulla del genere) né la madre né la vicina di casa né l’uomo saggio… Eppure tutti vogliono dire la loro o suggerire rimedi.

L'uomo al telefono con la madre

Il suo capo ufficio disse che le ali non facevano parte dell’abbigliamento adatto a un impiegato e di togliersele subito.

Trovo delizioso il modo in cui la “questione ali” venga considerata in modo opposto dai vari interlocutori. Ciascuno dà un giudizio che riflette il proprio personale punto di vista e modo di essere. C’è chi le vorrebbe eliminare subito, chi le trova eleganti accompagnate a una cravatta, chi le reputa inadeguate, chi semplicemente belle.

Il venditore di cravatteIl Signor I. non pare turbato da questa insolita presenza, mantiene il suo sguardo dolce e il suo atteggiamento distinto. Nemmeno il fedele cagnolino, sempre affettuoso e disponibile, dà peso al cambiamento.

Le ali, lo capiamo alla fine, hanno un significato bello e positivo. Ciascun lettore proverà ad attribuir loro un senso e una spiegazione convincente. Oppure no, lasciando irrisolto il mistero.

Ali dietro la schiena

Un libro garbato, dall’atmosfera calda e composta, i testi misurati e le illustrazioni eteree e sognanti. Un albo illustrato in cui la sintesi tra parole e immagini è davvero indovinata e gioca su sottili rimandi, efficaci cambi di prospettiva e lievi allusioni. La coppia Calì-Barengo, che aveva già convinto in Polline, si conferma affiatata e in profonda sintonia.

E ora una sorpresa: una breve intervista in esclusiva per Milkbook ai due creatori di Un giorno, senza un perché.

Intervista a Davide Calì

1) Perché il protagonista, il Signor I., non ha un nome vero e proprio?

Il personaggio si chiama Icaro, ma lo sappiamo solo noi. Mi sembra un po’ scontato chiamarlo così, ma ormai tra di noi lo chiamavamo sempre Icaro, per cui alla fine è diventato I.

2) Il Signor I. non sembra mai realmente preoccupato per le ali spuntate sulla schiena. Si domanda il perché, ma senza farsene un problema. E’ così? Quali sentimenti prova?

Non lo so, dovresti chiederglielo. Spesso non conosco dei miei personaggi molto più di quello che legge il lettore. Io racconto solo un pezzetto di storia, quello che so.

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3) Il cane è il coprotagonista della storia: lo hai voluto per un motivo particolare?

Il cane lo ha aggiunto Monica. A lei piacciono molto i cani. A un certo punto il bassotto è comparso, mi pare nella scena dell’uomo con i palloncini. Mi è piaciuto, per cui le ho detto che secondo me doveva esserci in tutte le pagine.

4) Veniamo alla domanda fatidica: cosa rappresentano le ali? Una sensibilità diversa dalle altre? Un modo di essere unico e particolare? Una differenza fisica?

Non lo so. Non sono bravo a spiegare le storie dei miei libri. Penso che tante volte ti capita di essere diverso dagli altri e non capisci il perché. E c’è sempre qualcuno pronto a darti una risposta sua, una sua spiegazione.

Intervista a Monica Barengo

1) Puoi descriverci la tecnica usata in questo libro e il tuo stile?
La tecnica è matita colorata e digitale. Il mio stile non saprei descriverlo perché è in continua evoluzione.

2) L’espressione del Signor I. è molto dolce e gentile: hai scelto tu di rappresentarlo in questo modo leggendo il testo o è stata una richiesta fatta dall’autore o dall’editore?
Lui per me è un omino senza tempo, io per prima non saprei dargli un’età, è gentile e curioso come un bambino. Ho scelto io di rappresentarlo così, volevo che arrivasse ai bambini come un omino delicato che vola da una pagina all’altra chiedendo a tutti il perché di quelle piccole ali, arrivate un giorno, senza un perché.

3) Ho apprezzato molto il taglio e la prospettiva che hai dato alle tue illustrazioni, scegliendo di mostrare i protagonisti e gli elementi in maniera sempre diversa. Perché è importante secondo te variare prospettive e punti di osservazione?
E’ importante se si vuole creare un certo ritmo. I punti di vista aiutano la lettura, possono spostare l’attenzione del lettore dove vuoi tu, mi piace giocarci e cambiarli sempre; questo rende tutto più dinamico e teatrale.

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4) Nel libro ci sono motivi e colori ricorrenti: il colore rosso di qualche dettaglio (le bretelle, l’orologio, il collare, la pallina rossa ecc), i pallini che già compaiono nei risguardi e si ritrovano fra le pagine… Puoi spiegarci queste scelte?
E’ il mio piccolo mondo e come tutti i mondi, ha delle piccole regole. E’ un mondo reale, ma non del tutto. Pieno di coerenze cromatiche, simboli e rimandi, dove non abbiamo ancora capito il perché di queste ali, ma ho inserito un piccolo indizio nei risguardi; dove i personaggi portano l’orologio, ma non hanno la percezione del tempo; dove tutto è come un ricordo, perché se raccontiamo una storia, in parte, l’abbiamo già vissuta.

Auguri di Buon Anno a tutti! E che sia un 2015 pieno di eleganza, sobrietà e ali misteriose capaci di farvi volare in alto. 

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