Wonder e Il Libro di Julian: le mie impressioni

Dopo tutti i riconoscimenti ricevuti e il gran parlare che c’è stato intorno a questo libro, alla fine mi sono decisa a leggerlo anch’io. E’ stata una delle letture estive consumate velocemente e con interesse durante i giorni trascorsi in vacanza al mare con la mia famiglia.

Il primo commento a caldo che mi viene da fare è: “Sì, mi è piaciuto e me lo ricorderò a lungo”, ma non posso dire che Wonder mi abbia esaltato. Ci sono degli aspetti che mi hanno deluso. E tra poco ve li spiegherò.

Wonder

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R. J. Palacio, traduzione di Alessandra Orcese, Giunti, 2013
Età di lettura consigliata: dagli 11 anni

copertina di Wonder

Definito “Il caso letterario dell’anno” dal London Times e best seller per oltre 70 settimane del New York Times, Wonder, debutto letterario di R. J. Palacio, pseudonimo di Raquel Jaramillo, racconta il primo ingresso a scuola di August, un ragazzino di dieci anni con una faccia decisamente fuori dal comune. Auggie, come lo chiamano in famiglia, è nato con una grave malformazione genetica che ha reso il suo aspetto diverso, raccapricciante e spaventoso per molti. Un viso che ha condizionato la sua esistenza e il suo rapporto con gli altri sin dalla nascita e che lo ha obbligato a sottoporsi a ripetute operazioni chirurgiche (ben 27!).

Il bambino è cresciuto con una mamma, un papà e una sorella maggiore solerti e affettuosi, che lo hanno sempre riempito di amore, sostenuto, protetto, incoraggiato e aiutato. La scuola l’ha fatta in casa, con sua madre, che si è occupata della sua educazione fino all’età di 10 anni. La vicenda narrata da Palacio inizia proprio da qui: dalla prima volta a scuola (una scuola media) di August e da tutte le conseguenze destabilizzanti che questo cambiamento comporterà.

La prima parte del libro è narrata in prima persona. Seguiamo il flusso di pensieri del giovane protagonista e impariamo a conoscere le sue sofferenze, come si sente ogni volta che qualcuno lo guarda, prova a far finta di niente, o abbassa lo sguardo o scappa o urla. Scopriamo che l’unico giorno dell’anno in cui si sente libero e tranquillo è Halloween, quando indossa una maschera e può comportarsi esattamente come tutti gli altri bambini senza essere giudicato.

Intorno a August ruotano tanti altri personaggi: i compagni della nuova scuola che fanno fatica ad accettarlo ma ci provano, quelli che lo deridono, quelli che lo evitano, quelli che hanno paura della sua faccia, quelli che compiono atti di bullismo, quelli (pochi) che lo accolgono senza pregiudizi; il preside, i genitori degli altri ragazzi, i professori.

Emarginato, tenuto a distanza, considerato un “fenomeno da baraccone” dai più… Auggie si dice abituato agli insulti, alle cattiverie, alle occhiate sorprese… negli anni si è costruito una sorta di scudo che gli ha consentito di andare avanti senza venire sopraffatto dal dolore. Ma la rabbia che prova è tanta quando è un amico a offenderlo, magari alle spalle, senza avere il fegato di dirgli in faccia ciò che pensa.

La struttura del libro

Il testo, suddiviso in brevi paragrafi, è scorrevole, diretto, a tratti divertente e cinico. Riflette il carattere di August e il suo modo di guardarsi e raccontarsi con leggerezza, intelligenza, schiettezza e ironia. Tuttavia, e questo mi ha sorpreso, il suo racconto non mi ha scosso e commosso come mi sarei aspettata. Mentre leggevo sono rimasta su un piano neutro, un po’ distaccato e non sono riuscita a provare empatia. Questo in genere mi capita quando ho l’impressione che lo scrittore stia cercando di assumere un tono forzatamente simpatico, da “amico”, stabilendo un’intesa che non si innesca in modo naturale.
E’ buffo constatare che i paragrafi che ho sentito più autentici e commoventi siano stati quelli dedicati alla perdita del cane di famiglia e quelli che hanno descritto la rinascita del legame tra Olivia, la sorella di Auggie, e Miranda, una sua vecchia amica di infanzia.

Tanti punti di vista

Dal secondo capitolo l’autrice fa una scelta apprezzabile: cambia la voce narrante e l’affida di volta in volta ad altre figure (centrali o secondarie) del racconto: la sorella, l’amica Summer, il fidanzato della sorella, l’amico Jack… Riviviamo così la storia vestendo i panni di altri personaggi e ne scopriamo i lati più intimi, senza ipocrisie. È interessante anche vedere come “gli altri” reagiscano all’aspetto di August, ciò permette di riconoscersi nell’uno o nell’altro, di immedesimarsi nei loro pensieri e comprendere le motivazioni che stanno dietro ai loro comportamenti.
La lettura si fa varia, articolata, sfaccettata, profonda. Ma perché, mi sono chiesta, non includere anche il punto di vista della mamma di Auggie, per esempio? O del papà? Mi è mancato conoscere la prospettiva di questi genitori apparentemente perfetti, sapere quello che avevano dovuto passare, il modo in cui erano riusciti ad affrontare una situazione non certo semplice.

Il lieto fine

Quello che ho trovato debole e buonista è stato il finale trionfante, la grande “rivincita” di Auggie, la standing ovation e l’approvazione generale a lui riservata da tutti gli studenti della scuola nella cerimonia conclusiva dell’anno. Mi è parso poco credibile questo capovolgimento di reazioni e comportamenti: prima tutti, o quasi, lo guardavano con sospetto, ora tutti appaiono gentili e stanno dalla sua parte. Può un singolo episodio (avvenuto durante la gita scolastica) aver provocato un tale ribaltamento di posizioni e comportamenti? Magari fosse così nella realtà.

Il libro di Julian

R. J. Palacio, traduzione di Alessandra Orcese, Giunti, 2015
Età di lettura consigliata: dagli 11 anni

Il libro di Julian copertina

Per dar voce a uno dei personaggi più controversi della vicenda, Julian, il ragazzino ricco più popolare della scuola, il bullo che odia a tal punto August da creare terra bruciata intorno a lui, R. J. Palacio ha scritto il secondo volume di quella che si appresta a diventare una serie: Il libro di Julian (i prossimi capitoli ad uscire saranno Il libro di Christopher e Il libro di Charlotte).

In Wonder Julian non aveva avuto uno spazio dedicato e molti lettori si erano chiesti il motivo di questa omissione. Eccoli ora accontentati.

Il libro di Julian è a parer mio meno profondo e articolato di Wonder, con una trama più esile. Julian spiega le sue ragioni al lettore, cerca di convincerlo che non è un cattivo ragazzo, che la colpa di tutto quello che è successo è di Auggie, della sua faccia tremenda che lo disturba. Ciò che appare evidente, invece, è che gli atti di bullismo compiuti dal ragazzo siano maturati in un contesto familiare arido, chiuso e privo di empatia umana. E che sia la paura verso il diverso a spingere il ragazzo a comportarsi con crudeltà.

Se da un lato le parole di August ci avevano aiutato a entrare nel suo mondo, e spinto a riflettere sulle difficoltà vissute da tante persone costrette a convivere con un handicap, a essere più aperti e gentili con il prossimo, dall’altro lato le giustificazioni di Julian appaiono poco incisive e verosimili: tratta con malvagità Auggie perché il suo aspetto gli ha causato degli incubi notturni?

L’epilogo mi è sembrato semplicistico: il ragazzino finalmente si ravvede quando scopre che la nonna, da giovane, aveva vissuto un’esperienza simile alla sua, ma dai risvolti tragici.

Il libro è breve e richiede poche ore per essere finito. Leggendo alcune recensioni sulla rete, ho scoperto di essere la sola a non averlo amato. Mi piacerebbe confrontarmi con voi e conoscere le vostre impressioni su questi due libri: li avete apprezzati entrambi? la pensate come me? siete curiosi di leggere anche i capitoli successivi? Ditemelo nei commenti o sui social!

Visita il sito di Wonder

Guarda il trailer del film Wonder

Leggi l’intervista all’autrice

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  • Sara Restante

    Incredibile, stesse parole riguado all unica emozione nella descrizione della morte del cane, per questo ed altro, non mi è piaciuto, l.ho trovato poco reale

  • Grazie Sara per aver condiviso il tuo pensiero. Hai visto il trailer del film che uscirà in autunno? Un cast d’eccezione per un film che, con ogni probabilità, sarà un successo. Io sono molto curiosa di vedere che effetto mi farà… A presto!