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3 albi illustrati da Stepan Zavrel per vivere la magia del Natale e della fiaba

3 libri di Stepan Zavrel

Il Flauto del Pastore è una leggenda dell’Avvento raccontata da Max Bolliger e illustrata dal maestro Štěpán Zavřel nel 1980, pubblicata originariamente dall’editore Bohem Press di Zurigo. In Italia dal 2012 fa parte del catalogo Arka Edizioni, nella collana di Perle, e quella che vi presento è l’ultima edizione del 2019, tradotta da Giovanna Agabio e Bianca Pagotto.

Il flauto del pastore

C’era una volta un vecchio pastore che amava la notte e conosceva bene il percorso degli astri.

Veniamo subito immersi nel vivo di una storia secolare che non ci stanchiamo mai di rivivere e ascoltare. Una storia che racconta di una terra lontana, di un cielo illuminato da stelle speciali, di povera gente con il cuore pieno di attesa.

In questo libro c’è anche un bambino, il nipotino del pastore, che si prepara ad accogliere il Re del mondo con il suo flauto e si esercita a suonare con dedizione la melodia più bella. Ma il bambino pensa e crede che il Re sia ricco, con una corona d’oro e una spada d’argento, capace di ricoprirlo di pietre preziose. Suo nonno non ha il coraggio di dirgli diversamente.

Quando il Salvatore finalmente viene al mondo, in una grotta fredda e inospitale, senza alcun avere e ricchezza, la delusione del bambino è fortissima, tale da spingerlo a correre via e a rifiutare quel re dimesso, diverso da tutti gli altri. Ma il pianto del neonato è inconsolabile e, forse, solo una musica dolce e serena può riuscire a farlo smettere e a calmarlo. Il nipotino del pastore torna alla grotta e comincia a suonare il suo flauto magico…

Una narrazione semplice e magica, comprensibile e perfetta per i più piccoli, per salutare l’arrivo di Gesù. Le tavole di Zavřel esprimono la quintessenza del racconto fiabesco e del carico di magia e fascino che porta con sé. Le sue pennellate pastose, fluttuanti, sognanti, trascinano il lettore in una dimensione altra, ancestrale, capace di ammaliare e riscaldare.

Jacopo il giullare

Scritta e illustrata dieci anni dopo, ancora da Max Bolliger e Zavřel, Jacopo il giullare, pubblicata in italiano prima da Arka e oggi da Bohem Press Italia (testo a cura di Francesca Romanini, 2018), racconta un’altra leggenda, che arriva dalla Francia e risale al XIII secolo.

Protagonista è un giovane giullare di nome Jacopo, che desidera, dopo tanto viaggiare, un luogo silenzioso e tranquillo in cui sostare. Sopraggiunge in un monastero baciato dal sole, dove viene accolto con gentilezza ma dove non trova un pubblico interessato alle sue acrobazie e ai suoi balli.

I monaci conducono una vita assorta, di preghiera e penitenza, e Jacopo, man mano che passa il tempo, si sente fuori posto, troppo semplice e ignorante per sentirsi accettato. Un giorno, passeggiando lungo i sotterranei del monastero, il giovane si imbatte in una bellissima statua della Vergine Maria, la quale lo esorta a essere se stesso, a usare quello che sa fare bene per rendere omaggio al Signore: saltare, danzare, fare capriole.

Da quel momento Jacopo si rianima e riprende con gioia i suoi balli, ma un monaco sospettoso lo vede e, ritenendo che stia solo perdendo tempo, informa l’abate, per farlo cacciare via. La risposta dell’abate è però diversa da quella prevista: l’uomo si mostra aperto, intelligente e capace di vedere oltre quello che sembra. Capisce che Jacopo sta generosamente servendo il Signore nel modo per lui più consono, e lo invita a rimanere, portando la sua arte e la sua allegria nel monastero.

Le ricche e vellutate tavole di Zavřel si affiancano a un testo descrittivo e preciso, che rende la lettura scorrevole e chiara. Ciò che emerge dal racconto, oltre al messaggio religioso di benevolenza e accoglienza verso il prossimo, è l’invito a sospendere il giudizio, la ricchezza che può venire dalla diversità e dalle più varie forme di espressione. Se queste portano gioia e felicità in chi le fa, allora sentimenti positivi investiranno anche chi le riceve!

Vodnik

Il terzo libro che vi consiglio, Vodnik Il mostro del lago, è in realtà il primo a essere stato scritto e pubblicato. Pensate che risale al 1970! L’edizione presente, di Bohem Press Italia, è del 2019, con la traduzione a cura di Francesca Romanini.

Si tratta di un racconto popolare ceco, paese natale di Štěpán Zavřel, che in questo caso firma anche il testo. Un racconto evocativo nel pieno genere fiabesco, con l’eterna lotta tra il bene e il male in primo piano e un’abbondante spolverata di elementi soprannaturali e fantastici.

Come da migliore tradizione, la trattazione parte con il classico C’era una volta per introdurci Vodnik, mostro di un lago sorto nel cuore di una foresta fitta e buia.

Si narra che Vodnik sia avido di anime, strappate ai malcapitati che hanno osato avvicinarsi troppo alle rive dello specchio d’acqua, e che le conservi in piccoli vasi.

L’unica creatura finora risparmiata è Manja, una fanciulla che vive in un mulino sulle rive del lago, che il mostro è deciso a prendere in sposa. Ma come in tutte le fiabe che si rispettino, la ragazza non ha alcuna intenzione di diventare moglie di un essere repellente e crudele come lui, considerando anche il fatto che è già fidanzata con un dolce e bellissimo ragazzo di nome Honza.

La narrazione prosegue descrivendo i progetti matrimoniali dei due innamorati e la reazione rabbiosa del malvagio mostro, che trasforma in un orribile pesce a due teste il giovane Honza e costringe la malcapitata ragazza a prenderlo come marito.

Quando la situazione sembra precipitare irrimediabilmente, Manja si ricorda di possedere tre poteri magici, ricevuti in dono da una vecchia strega tanto tempo prima, e decide finalmente di usarli. Grazie ad essi e grazie al suo coraggio, la giovane riuscirà a sciogliere l’incantesimo che aveva trasfigurato il suo amato e a ricongiungersi con lui, liberando nel contempo le tante anime che Vodnik aveva rubato e trattenuto in fondo al lago nel corso degli anni. Al mostro spetterà poi una fine tremenda ed esemplare.

Una fiaba antica da far conoscere ai bambini di oggi, per far sì che possano sentirsi partecipi, attraverso le disavventure e peripezie dei protagonisti, di emozioni universali: la paura, la rabbia, il senso di giustizia, la speranza, la forza necessaria per sconfiggere e superare le avversità.

C’è da dire che, a dispetto della sua malvagità, Vodnik suscita nel lettore una certa attrazione e simpatia, dovuta soprattutto al suo aspetto buffo e alle sue espressioni corrucciate e perplesse. Il mondo dipinto da Zavřel non è mai piatto e monotono, ma una vivace e imprevedibile scenografia di colori e figure in movimento che regalano esperienze e sensazioni mutevoli tanto nei bambini quanto negli adulti.

3 libri Stepan Zavrel

Per approfondire l’arte, l’opera e lo spessore umano di Stepan Zavrel, vi consiglio il volume “Stepan Zavrel. La foresta infinita” (AA.VV., Anima Mundi Edizioni, 2019) una raccolta di racconti scritti dai suoi allievi, illustratori e autori, che riportano testimonianze dirette degli insegnamenti fatti e tratti dal Maestro.

Tanti sono i libri sul Natale recensiti in questi anni su Milkbook. Potete trovarli scorrendo questa pagina