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7 Storie della buonanotte da leggere ad alta voce

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Con quali storie della buonanotte amate congedarvi dal giorno appena trascorso e accompagnare i vostri bambini nel sonno? Con storie piane e vellutate, scandite da parole musicali e dolci rime che delineano i contorni di un’atmosfera sospesa e calda? Oppure con narrazioni allegre e spumeggianti, che accendono il buonumore e promettono sogni dorati? O forse, voi e i vostri figli, quando cala la sera siete attratti più che mai da trame misteriose attraversate da un filo di inquietudine, che lasciano scivolare lungo la schiena qualche brivido di paura?

Per ognuno di voi ho una proposta: ecco 7 storie della notte sicuramente interessanti, tra cui scegliere in base allo stato d’animo, al gusto e alle preferenze dei vostri piccoli compagni di letture.

7 storie della buonanotte

Buonanotte, Gorilla!

di Peggy Rathmann, LupoGuido, 2019

Età di lettura suggerita: dai 2 anni

Buonanotte gorilla

Ancora una volta il fiuto della casa editrice milanese LupoGuido si rivela all’altezza del suo nome, portandolo a rintracciare un albo illustrato americano di prim’ordine risalente al 1994, che Piemme aveva portato in Italia nel 1998, ma di cui poi si era persa traccia per molti, troppi anni.

La statunitense Peggy Rathmann illustra e scrive una storia della buonanotte vivace e piena di birbanteria, dove le grandi immagini sviluppate sulla doppia pagina assurgono a ruolo di protagoniste.

La trama è molto lineare: un custode di zoo, nel consueto giro serale di ispezione, augura la buonanotte a tutti gli animali che incontra. Mentre passa e supera le varie gabbie, però, non si accorge che il gorilla gli sfila le chiavi dalla cintura e, a turno, cominciando da se stesso, libera via via tutti gli animali.

Buonanotte, Gorilla!
Buonanotte, Elefante.
Buonanotte, Leone.

pagine interne di Buonanotte Gorilla

Il testo nei balloon si limita a riportare l’augurio serafico del guardiano, che procede a testa bassa, stringendo in mano una torcia, senza rendersi conto di quello che succede alle sue spalle (e che invece costituisce il vero quid del racconto senza parole, che allieta ed entusiasma il lettore).

Formidabili le espressioni monelle del gorilla che, indisturbato, apre le gabbie, e le piccole vicende parallele che si snodano lungo il percorso dell’uomo lungo lo zoo. Le tavole regalano dettagli significativi in cui perdersi: il palloncino rosa che figura in ogni scena, la banana che a fatica il topolino si trascina dietro fino all’ultima pagina, i giochi, pupazzetti, palle, biberon, che ogni cucciolo conserva accanto a sé come se fosse un bimbo piccolo nella sua accogliente stanza da letto.

interni di Buonanotte Gorilla

Da notare il clima disteso e sorridente che si respira, a sottolineare il fatto che gli animali vivono in armonia e in pacifica convivenza con gli umani, senza la smania di scappare o ribellarsi al guardiano. Complici, silenziosi e disciplinati, escono uno a uno dalle gabbie e si dirigono verso… Non vi dirò dove stanno andando tutti in fila indiana, vi guasterei la sorpresa. Potete scoprirlo da soli perdendovi in questa surreale vicenda che conserva, dalla prima all’ultima tavola, un irresistibile brio.

In punta di piedi

Christine Schneider ed Hervé Pinel, traduzione Rosa Chefiuta&Co., Orecchio Acerbo, 2019

Età di lettura suggerita: dai 3 anni

Arriva per la prima volta nelle librerie italiane un esaltante albo illustrato di due autori di culto in Francia, Christine Schneider ed Hervé Pinel, capaci di prendere per mano con maestria e accompagnare “in punta di piedi” i giovani lettori in una storia notturna dai tratti epici, al confine fra sogno e realtà.

È sera, Bernardo e Clara sono dai nonni, in una casa maestosa e dall’aspetto museale, che incute molta soggezione. I due bambini non hanno sonno, e facendosi coraggio, con il cuore che batte, decidono di lasciare la loro stanza e di tuffarsi nella notte per recarsi in cucina e fare uno spuntino.

Lei fluida, lui leggero…
attraversano il corridoio nero.

pagine interne de In punta di piedi

Avvalendosi di rime e assonanze, suoni onomatopeici e giochi di parole, l’autrice tesse abilmente la trama di una storia dal ritmo brillante, congeniale alla lettura ad alta voce.

Le illustrazioni racchiudono in sé forza e sacralità, ambivalenza e magia. Giocando con i contrasti di colore e di luce, con le ombre e il vedo-non vedo, Hervé Pinel riesce a rappresentare una condizione di incertezza, in cui tutto appare avvolto nel mistero.

I bambini procedono mano nella mano, quatti quatti lungo i corridoi scuri e le pareti ricoperte di carte lussuose, popolate da presenze incombenti (grosse maschere tribali, robusti quadri dalle cornici imponenti, statue e pesanti candelabri). Si dirigono verso la cucina alla ricerca di uno spuntino, ma lungo il percorso BADABUM! BUM! qualcosa va storto.

Un oggetto cade, una decorazione traballa, ceramiche si infrangono… i movimenti dei bambini provocano rumori sospetti che mettono in allerta i nonni. Ma gli adulti di questa storia sono assai particolari e abituati a dividere il tetto con animali di taglia grande e provenienza esotica, ed è a loro che attribuiscono quegli strani colpi e quel bizzarro trambusto.

la nonna si sveglia

Riusciranno Bernardo e Clara a non farsi scoprire e a portare a termine la loro missione? Anche in questo caso, il bello consiste nell’arrivare fino in fondo alla storia, musicale, ironica, spiazzante, da leggere con gusto e osservare con la massima attenzione. Avrete molto di cui sorprendervi.

C’è un rinofante sul tetto

di Marita Van Der Vyver e Dale Blankenaar, trad. di Virginia Portioli e Csaba dalla Zorza, LupoGuido, 2018 

Età di lettura suggerita: dai 4-5 anni

copertina di C'è un rinofante sul tetto

Una storia “inquietante” che si muove su binari umoristici e spiazzanti, in cui si affronta col sorriso la paura del buio e dei mostri del bambino protagonista, Daniel, che per la prima volta trascorre la notte a casa dei nonni. 
Questi ultimi (persone intelligenti e ammirevoli), anziché sminuire le preoccupazioni del nipote, o provare a consolarlo in maniera sbrigativa e supponente, si pongono in suo ascolto e “affrontano” con coraggio i mostri da lui evocati.

Daniel è rimasto da solo in camera, angosciato, e immagina di essere circondato da terribili creature dalle intenzioni tutt’altro che amichevoli. I timori si materializzano nella sua mente e diventano immagini voluttuose dai tratti spaventosi e le sagome invadenti.

interni di rinofante sul tetto

Entrando in sintonia con il sentire di Daniel, accogliendo le sue fantasie, ponendosi accanto a lui in una posizione non giudicante, i nonni riescono a dialogare e a sintonizzarsi con il suo punto di vista, e infine a trovare una soluzione originale per liberarsi dal pensiero di queste creature poco ortodosse.

immagine interna del libro C'è un rinofante sul tetto

Un altro elemento di bellezza dell’albo è il divertente gioco di parole, frutto della fantasia di Daniel, che dà forma e sostanza a personaggi inventati, ibridi: rinofanti, dragoraffe, cervorilla, coccopotami… Di notevole impatto anche le scelte illustrative, le proporzioni smisurate dei mostri, le prospettive inconsuete, la quantità di nero che assorbe le pagine.

Storie della notte

di Kitty Crowther, trad. di Lisa Topi, Topipittori, 2017

Età di lettura suggerita: dai 4-5 anni

copertina di Storie della notte

Non tre storie della buonanotte, ma tre storie della notte, che è cosa assai diversa, costituiscono il nucleo di questo piccolo ma importante albo illustrato firmato da uno dei nomi più apprezzati dell’illustrazione contemporanea per l’infanzia. La belga Kitty Crowther sa come maneggiare materie complesse senza il rischio di cadere nella retorica e sa come arrivare al cuore di questioni universali. I suoi libri indagano esplicitamente tematiche ostiche come la spiritualità, la provvisorietà della vita, la morte, le grande domande esistenziali, la paura degli incubi notturni.

In questo libro che stupisce per l’uso espressivo e spavaldo del colore rosa, Orsetto chiede alla mamma di raccontargli tre storie prima di addormentarsi. Non sono classiche storie della buonanotte rassicuranti, bensì racconti evocativi, dai rimandi fiabeschi, che risvegliano emozioni contrapposte e inquietudini profonde.
Nella prima storia, conosciamo la vecchia signora della notte, che con il gong in mano, i lunghi capelli striati e il volto segnato dall’età, annuncia agli abitanti del bosco l’ora di andare a dormire. Un rito che porta avanti ogni sera, metodicamente, da sempre.

la guardiana della notte

Nella seconda storia, ambientata anch’essa in un bosco dalla vegetazione folta e variopinta, una bambina con la spada di nome Zhora perde la strada di casa per andare alla ricerca della mora più bella del bosco. Per sua fortuna incontra un amichevole pipistrello che l’aiuta a non cacciarsi nei guai e la ospita nella sua casetta fatta di rami di pino, per passare la notte al sicuro.

interni di Storie della notte

L’ultimo racconto notturno ha per protagonista un omino di nome Bo con una folta barba, un cappello in testa e un cappotto che non sfila mai. Bo non riesce a chiudere occhio e si addentra nel bosco alla ricerca del sonno. Lì si imbatte nel suo amico, la lontra Otto, il quale gli suggerisce di farsi una nuotata in quel corso d’acqua scintillante che si dispiega di fronte a loro. Essendo molto freddoloso, Bo si tuffa con il cappotto e nuota a lungo, trova un sasso dipinto, si sente leggero e felice. Quando fa ritorno nel suo caldo nido, sprofonda nel sonno in men che non si dica.

Mentre la mamma racconta, Orsetto si sente coinvolto e felice, il suo ascolto è empatico ed emozionato. È come se conoscesse e si riconoscesse in tutti i personaggi, come se fossero suoi amici. In effetti queste tre storie le ha sentite già tante volte e lo aiutano ad abbandonarsi al sonno con gioia, pensando alla stella che lo guiderà fino all’indomani.

Il pisolino perfetto

di Pato Mena, trad. Giulia Di Filippo, revisione di Jasmine Remor, NubeOcho, 2018

Età di lettura suggerita: dai 3 anni

Cambiamo completamente genere e ci spostiamo su un terreno molto più leggero e scanzonato. Una lettura della buonanotte che sprigiona simpatia a suon di sbadigli, palpebre calanti e dormite coi fiocchi.

Siamo nella giungla, il clima è torrido, improvvisamente spira una brezza leggera che invita a schiacciare un pisolino. Il primo a lasciarsi trascinare nel mondo dei sogni è il giaguaro, che si raccomanda al coati di svegliarlo dopo 10 minuti, perché ha un affare urgente da sbrigare. Il coati lo rassicura, lo invita a dormire tranquillo, ma la brezza fresca acchiappa anche lui, che non riesce a resistere. Prima di addormentarsi però chiede al cacatua di svegliarlo esattamente dopo dieci minuti.

interni de il pisolino perfetto

Avete capito il meccanismo: ogni animale che entra in scena viene suo malgrado travolto dalla piacevole brezza e disattende la parola data, riponendo la propria fiducia su un altro, a cui affida il compito di essere svegliato per tempo. La catena va avanti, producendo un effetto comico automatico, fino a quando ci imbattiamo in un bradipo, l’animale più sonnolento e pigro al mondo. A lui tocca infine svegliare il cacatua che deve svegliare il coati che deve svegliare il giaguaro… Ma ce la farà? Riuscirà nell’impresa? Lui che fatica a tenere gli occhi aperti, non fa che ronfare e sta mollemente disteso su un ramo? Che tortura! Inizia il conto alla rovescia dei dieci minuti e… BUM! Cosa sarà successo?

pagine interne de Il pisolino perfetto

Nonostante trovi lo stile illustrativo poco raffinato e originale, lontano dal mio gusto, la storia funziona grazie alla struttura ripetitiva, alla suspense crescente e alla curiosa trovata finale. Inoltre le espressioni del bradipo che tenta di avere la meglio sul sonno fanno troppo ridere.

Tutti i miei amici dormono alla grande

di David Weinstone, illustrazioni di Magali Le Huche, trad. Maria Pia Secciani, ediz. Clichy, 2018

Età di lettura suggerita: dai 3 anni

tutti dormono alla grande, copertina

Ah quanto è dura abbandonarsi al sonno quando il corpo non vuole saperne di stare fermo e non riusciamo a trovare una posizione comoda. È quello che capita al bambino protagonista, che non si dà pace nel letto e, in piena notte, decide di uscire di casa per trovare un altro posto dove appoggiare la testolina stanca.

tutti i miei amici dormono alla grande

Cammina cammina, raggiunge il pipistrello e prova a dormire come fa lui, a testa in giù appeso a un ramo… ma niente da fare, non riesce a riposare. Raggiunge allora il cavallo, che dorme beatamente in piedi, eppure a lui non viene bene. Niente da fare, non riesce a riposare.

pagine interne di Tutti i miei amici dormono alla grande

Il bambino prosegue il suo cammino in cerca di un amico che lo possa aiutare. Va dalla balena, che dorme tra le onde, dall’allodola, in cima a un alto ramo, dalla talpa, giù sotto terra… ma lui non è capace di dormire come fanno tutti questi animali. Non gli resta che riprendere il cammino verso casa.
Tutti i miei amici dormono alla grande
dalle montagne al mare.
Sarò un bambino, mi dico,
e chiudo gli occhi per dormire.

Una semplice storia dall’andamento classico, con sequenze e testi che si ripetono e una carrellata di animali ritratti nel momento del sonno, con le loro abitudini e le specifiche posture. Un albo quieto, riposante, per farsi portare dentro il sonno con gentilezza.

Buonanotte Signor Panda

di Steve Antony, Zoolibri, 2018

Età di lettura suggerita: dai 2 anni

Come ultima storia della buonanotte ve ne suggerisco una piccina e giocosa, che fa il paio ai tipici comportamenti messi in atto da tanti genitori e da tanti figli quando si avvicina il momento di andare a letto.

Il buffo panda non rinuncerebbe mai alla sua routine pre-nanna: bagno accurato, phon, pigiamone e cappello decorati con tenere ciambelline, pulizia dei denti, amico peluche stretto a sé. Un rito lungo, lento, profumato.

Gli altri animali non sono come lui: l’ippopotamo non si lava i denti (li pulirà due volte l’indomani, dice), la puzzola puzza, inutile perdere tempo col bagno (l’ha fatto l’anno scorso), le pecore non indossano il pigiama, il bradipo non ha la forza di mettersi a letto, è troppo stanco per muoversi.

l'ippopotamo sbadiglia

Sembrano tutti figlioletti indisciplinati, a cui il signor panda deve ricordare regole e sane abitudini. Solo un animaletto si comporta fieramente come dovrebbe, il simpatico lemure col pigiamino a righe, ma il panda sembra non accorgersi di lui, è davvero poco attento.

panda e lemure

C’è sempre in famiglia qualcuno che fa di tutto per farsi notare e per dimostrare di essere bravo, conquistando così l’approvazione dei grandi. Non vi pare?

Prima di crollare sul letto come un sasso, il Signor Panda riserva un super abbraccio al lemure, che non aspettava altro. Buonanotte Signor Panda, è proprio l’ora di chiudere gli occhi.

Buonanotte, gorilla! Ediz. a colori
  • Peggy Rathmann
  • Editore: LupoGuido
  • Copertina rigida: 40 pagine
RISPARMI 2,25 €
In punta di piedi. Ediz. a colori
1 Recensioni
In punta di piedi. Ediz. a colori
  • Christine Schneider
  • Editore: Orecchio Acerbo
  • Copertina rigida: 48 pagine
RISPARMI 2,10 €
C'e' un rinofante sul tetto!
4 Recensioni
C'e' un rinofante sul tetto!
  • Marita Van der Vyver, Dale Blankenaar
  • Editore: LupoGuido
  • Copertina rigida: 30 pagine
RISPARMI 2,40 €
Storie della notte. Ediz. a colori
3 Recensioni
Storie della notte. Ediz. a colori
  • Kitty Crowther
  • Editore: TopiPittori
  • Copertina rigida: 80 pagine
RISPARMI 2,24 €
Il pisolino perfetto. Ediz. a colori
  • Pato Mena
  • Editore: Nube Ocho
  • Copertina rigida: 44 pagine
Tutti i miei amici dormono alla grande. Ediz. a colori
  • David Weinstone, Magali Le Huche
  • Editore: Edizioni Clichy
  • Copertina rigida: 36 pagine
RISPARMI 2,40 €
Buonanotte signor Panda. Ediz. a colori
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Buonanotte signor Panda. Ediz. a colori
  • Steve Antony
  • Editore: Zoolibri
  • Copertina rigida: 32 pagine

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