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Nascere, crescere, cambiare, fare esperienza del mondo

Achille e il puntino è stato pubblicato per la prima volta in Italia diversi anni fa, nel 2008 (era uscito due anni prima in Spagna), ed è stato da poco ripubblicato, sempre da Kalandraka, nel 2021.
La storia che racconta è quella di Achille. Inizia da un puntino minuscolo, ma che di strada ne farà tanta, eccome se ne farà! Ma andiamo con ordine.

Achille il puntino

Guia Risari, Illustrazioni di Marc Taeger, Kalandraka, 2021 – Età di lettura: dai 4 anni

copertina di Achille e il puntino

Dicevamo che tutto parte da un puntino, una pallina di un azzurro vivace nel bel mezzo di uno sconfinato foglio bianco. Ben presto quel puntino si trasforma, diviene un occhio che si guarda attorno attento, curioso. La voglia di conoscere, di esplorare, è talmente tanta, che gli occhi diventano due. Così piano piano, pezzo dopo pezzo, Achille prende forma e vita.

Che cos’è Achille, chi è?

Per prima cosa, va detto che quel piccolo puntino non sa immediatamente di essere Achille. Lo realizza solo dopo un po’ e per pronunciare il proprio nome si fa crescere una bocca rossa, grande, sorridente.

Achille è uno strambo esserino, fatto di tante parti colorate, che si aggiungono un po’ per volta.

La sua storia è indubbiamente la metafora di una nuova vita, che si crea ed evolve. Ogni pezzettino di Achille si genera per sua volontà, ogni qualvolta Achille riscontra una nuova necessità, un desiderio, un’esigenza: per ospitare gli occhi serve una testa, per pronunciare il proprio nome una bocca, per spostarsi gambe lunghe e veloci, per cogliere un frutto occorrono braccia, per sentire la propria voce servono due orecchie, e così via.

gli occhi di Achille

Achille dunque nasce e cresce, si costruisce da sé, cambia, si adatta per fare esperienza del mondo che lo circonda. Proprio attraverso questo confronto, acquisisce maggiore consapevolezza di sé, comprende che cosa davvero gli è indispensabile.

L’incontro con ciò che è diverso da lui, un fiore, un sasso, un corso d’acqua, lo portano a conoscersi meglio. Scopre sé stesso mentre scopre il mondo che lo accoglie e lo ospita.

Così si rende conto di amare il rumore dell’acqua che scorre, di divertirsi a calciare una pietra come fosse un pallone, avverte la sete e la fame, conosce il sonno e il senso di ristoro dato dal fermarsi a riposare.

Il suo può essere definito un vero e proprio percorso di crescita, un viaggio che da puntino lo trasformerà in un essere più complesso, articolato, eppure non ancora completo. Questo suo cammino, fisico e metaforico, è permeato di grande spontaneità e semplicità. Achille lo compie in un atteggiamento di totale apertura, di estrema curiosità.

Notare la somiglianza con un bambino, col suo modo di approcciarsi alle cose quotidiane e alle piccole e grandi novità è inevitabile. Eppure in nessun punto del libro Guia Risari dice esplicitamente che Achille sia per forza un bambino. Certo, le forme lo suggeriscono, ma credo che questo sottile senso di indefinitezza sia voluto e cercato appositamente, per non condizionarci e per lasciare spazio all’immaginazione.

Le scoperte che Achille compie sono per noi quasi scontate, eppure per lui, che fino a poco prima era solo un puntino, sono passi in avanti di fondamentale importanza.

Pagina dopo pagina, la storia di Achille fa emergere concetti come la continua ricerca di se stessi, la necessità di sperimentare, di mettersi alla prova, di sapersi mettere in discussione così come Achille mette in discussione la posizione delle sue braccia o delle sue orecchie, fino a trovare la soluzione più consona al suo sentire.

Achille cresce e si trasforma

Achille è prima di tutto emblema di libertà

Libertà di essere ciò che vogliamo essere, libertà di andare dove desideriamo e di fare ciò che vogliamo, libertà di costruire noi stessi pezzettino su pezzettino secondo un progetto che è soltanto nostro, seguendo una strada che solo noi possiamo e dobbiamo tracciare.

Nella sua storia ogni passo avanti è frutto di una scelta, di un pensiero, di un desiderio che Achille sente dentro di sé. Nessun condizionamento, nessuna intrusione esterna.

Mi piace molto la scelta fatta da Marc Taeger, che raffigura Achille e lo spazio nel quale si muove come un insieme di tante forme geometriche semplici, essenziali, coloratissime. L’effetto, quando si legge questa storia ai bambini, è di una comprensione diretta e immediata da parte loro.

I loro occhi seguono con attenzione, accompagnano la costruzione del corpo di Achille, parte dopo parte. Sono loro i primi a notare, ancor prima degli adulti che stanno al loro fianco, che a questo esserino manca qualcosa: qualcuno dice la pancia, qualcuno le spalle, qualcuno suggerisce i capelli, qualcuno si chiede se non sarebbe più pratico per lui avere gomiti e ginocchia per potersi piegare al bisogno o se non avrebbe magari bisogno di vestiti.

Tutti sembrano dare per scontato che la sua storia debba proseguire per forza ben oltre le pagine dell’albo che la contiene. Mancano ancora tante cose, tanti dettagli. Achille, come abbiamo già detto, non è affatto completo.

La fine di questo albo in effetti lo conferma ed è una magnifica apertura verso l’infinito e le infinite possibilità dell’esistenza: Achille il puntino, alla fine di questa lunga giornata, si addormenta stanco e appagato sotto un cielo denso di puntini colorati. Guia Risari ancora una volta preferisce non suggerire un’interpretazione, ma lascia spazio alle nostre domande. Non ci dice se si tratti di stelle o, magari, di altri puntini destinati, proprio come Achille, a diventare qualcuno.

Achille li osserva, domandandosi se quei puntini lo raggiungeranno un giorno. Saranno nuovi amici da conoscere? Condivideranno avventure o un intero tratto di strada? A noi lettori non è dato saperlo, ma possiamo immaginare ciò che più ci piacerebbe. Achille per scoprirlo ha davanti a sé una vita intera. Lo aspettano tante esperienze ancora da fare e altrettanti pezzettini da aggiungere, spostare, riassestare, per diventare, sempre di più, ciò che sogna di essere.

Achille il puntino
RISPARMI 0,75 €
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