AIE celebra i primi 150 anni della sua storia

L’11 Settembre scorso, nell’elegante cornice della Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica (Roma), si è celebrata la «festa di chi ama i libri», per usare le parole con cui Paolo Mieli, coordinatore e moderatore distinto e rigoroso, ha introdotto e aperto gli interventi in programma.

150 anni AIE
Auditorium

Una celebrazione bella, ben organizzata, partecipata, che ha contato sulla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che ha dato spazio a pensieri e contributi di valore.

Mattarella tra il pubblico

Era il 17 ottobre 1869 quando si costituì la prima associazione di categoria del settore librario, che nel corso del tempo ha mutato nome e composizione più volte (allora si chiamava ALI, dal 1877 ATLI – Associazione Tipografico Libraria Italiana, poi AELI nel 1921- Associazione Editoriale Libraria Italiana, del 1946 è il nome attuale, in seguito allo scioglimento della Federazione Nazionale Fascista Italiana Editori), accompagnando i grandi cambianti che hanno segnato la storia del nostro Paese.

Paolo Mieli
Paolo Mieli, giornalista, saggista, editorialista

Prima di lasciare il microfono al primo relatore, Ricardo Franco Levi, presidente dell’AIE, Mieli ha sottolineato quanto sia stata simbolicamente rilevante la scelta degli editori di associarsi proprio in quel periodo, storicamente complesso, poco prima che Roma entrasse a far parte del Regno Italico: «Non siamo nati dopo, siamo nati prima!» ha chiosato Mieli.

Essere editore: libertà e speranza

Riporto alcuni stralci del bel discorso tenuto dal Presidente Ricardo Franco Levi «Se fatta l’Italia restavano da fare gli italiani, è anche sui e con i libri che questo è avvenuto: nelle scuole, nelle famiglie. […] Nel 1871 erano analfabeti quasi settanta italiani su cento.
Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti e con essa è cresciuta, e di molto, l’istruzione dei cittadini. Ma molta, moltissima strada resta ancora da fare. Non c’è quasi un singolo parametro tra quelli che misurano lo stato di salute dell’istruzione e della cultura nel quale l’Italia non si collochi agli ultimi posti tra i paesi europei.

È stato detto che nessun paese può permettersi di essere ricco e ignorante per più di una generazione. Non so da quando dobbiamo considerare che sia scattato il cronometro. Ma se già non è scaduto, il tempo a nostra disposizione è pochissimo. […]

Ricardo Franco Levi
Ricardo Franco Levi, Presidente AIE

Non abbiamo futuro se non mettiamo l’istruzione, la conoscenza, il sapere al centro dell’agenda politica nazionale. Dunque: scuola, scuola, scuola. Dalle scuole materne all’università, dagli istituti di ricerca all’educazione ricorrente degli adulti. Ora, subito. E se non ora, quando?

Per noi editori l’istruzione è ragione e motivo di impegno civile, campo prioritario di attività e investimento. Non ci sarà ampliamento del mercato del libro se non ci sarà un innalzamento dei livelli di istruzione, di cultura e, infine, di lettura degli italiani.

Quella della lettura è un’autentica emergenza nazionale, un’autentica emergenza nazionale. Ad un passo dall’entrare nel secondo decennio del secolo, l’editoria italiana si presenta attrezzata.

Siamo, e di gran lunga, la prima industria culturale del paese. La prima, e di molto, per il volume di ricchezza che essa produce. La prima perché è largamente nei libri, i nostri libri, che si formano e crescono la conoscenza e il sapere, che si ritrovano le storie, le fantasie, i soggetti, le curiosità delle quali si nutrono poi le arti, la musica, il teatro, la televisione, il cinema. […]

Abbiamo dimostrato di saper reggere, anche negli anni più difficili della crisi, meglio della più gran parte dei comparti industriali e senza ricevere alcun aiuto pubblico diretto, al contrario di quanto avviene per tutti gli altri settori della cultura.

Noi non chiediamo aiuti speciali per noi. Ciò che chiediamo è una politica di effettiva promozione della lettura, autentico ed insostituibile bene comune. Una politica che deve, non può non comprendere agevolazioni e incentivi alle famiglie e ai singoli cittadini per l’acquisto dei libri. E poi, e soprattutto, voglio ripeterlo, scuola, scuola, e ancora scuola.

Un excursus storico di Gian Arturo Ferrari

Con l’intervento del professor Gian Arturo Ferrari si è compiuta una vera e propria cavalcata nella storia del libro italiana, ricordando e citando realtà editoriali primarie (Treves, Sonzogno, Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Bompiani, Giunti ecc.) e autori del passato e del presente che hanno saputo raggiungere un grande successo di pubblico e critica (Croce, D’Annunzio, Calvino, Levi, Eco, Camilleri, Ferrante, Saviano…).

Gian Arturo Ferrari
Prof. Gian Arturo Ferrari

Nel suo intervento, in cui si ripercorrono i primi 150 anni dell’AIE, Gian Arturo Ferrari ha ricordato che “molti esaltano il miracolo italiano del secondo dopoguerra, ma pochi ricordano lo sforzo immane dell’Italia postunitaria per uscire da una spaventosa arretratezza, per entrare nella modernità. Per restare ai libri, mancavano al nostro Paese tutti gli ingredienti fondamentali che avevano cambiato il volto dell’editoria in Francia, Gran Bretagna e Germania”. E, tuttavia, “tutto questo non spaventò gli 86 fondatori della Associazione libraria italiana. Giuseppe Pomba, Casimiro Bocca, Gaspero Barbèra, Felice Le Monnier, Edoardo Sonzogno, Nicola Zanichelli, Emilio Treves e tutti gli altri erano gente decisa, ostinata nella difesa dei propri interessi, ma che sapeva anche guardare lontano. Per questo appena se ne presentò l’occasione aderirono alle organizzazioni internazionali, prima mondiale e poi europea degli editori. Sempre per questo nel 1910 si posero tra i fondatori di Confindustria. Ribadivano che quella dei libri era un’industria e che l’industria editoriale italiana si ispirava ai modelli internazionali”.

“L’avventura della conoscenza”

Elena Cattaneo
Sen. Elena Cattaneo

Particolarmente applaudito il discorso tenuto dalla ricercatrice e senatrice a vita Elena Cattaneo: “In ogni scoperta si nascondono racconti straordinari: passione, dubbi, coraggio, quello che serve per osare entrare in strade mai tracciate prima – ha spiegato-. Sapendo di poter fallire. Ma, anche in quel caso, si tornerà sempre a ricominciare. Perché la storia dell’uomo è una continua, inarrestabile esplorazione, nel tentativo costante di spostare sempre un po’ più in là la frontiera della conoscenza. Per sfidare questo confine l’umanità si è passata il testimone della conoscenza con la scrittura. Ogni pensiero raccolto in tavolette, papiri, pergamene, libri e – oggi – anche bit è una tessera di un mosaico unico e irripetibile, un chicco di una spiga che alimenta quei “granai dello spirito”, le biblioteche, da alimentare nel pubblico e nel privato specie in tempi in cui da più parti si tende a svilire la meraviglia della conoscenza”.

L’impatto di un libro, opera di J. Mendez Blake, 2007

I consigli di Alessandro Baricco agli editori

Alessandro Baricco
Alessandro Baricco

Dopo Elena Cattaneo, è stata la volta di Alessandro Baricco, a cui è stato affidato il compito di guardare al futuro del mondo librario, di ipotizzare quello che accadrà nei prossimi 150 anni della storia di AIE. E il noto scrittore, col piglio da affabulatore che lo contraddistingue, ha stilato una lista di consigli agli editori sicuramente ben spendibili e che vi riassumo a parole mie:

  • saranno anni che correranno veloci, “i prossimi 150 anni ce ne metteranno 30 a passare”
  • gli editori dei prossimi 30/150 anni saranno molto diversi da oggi, capaci di creare veri e propri mondi dove le persone vorranno vivere, con competenze multidisciplinari: “faranno cinema, tv, scuola, saranno in tutti gli spazi dove si coltivano sogni”
  • il digitale sarà un alleato, non un nemico
  • la tecnologia non deve farvi paura, perché la sua ascesa inarrestabile ci ricorderà sempre più che abbiamo bisogno di legarci alla nostra storia e alle nostre origini, e il libro ci farà sentire umani
  • guardiamo positivamente i dati sulla lettura… se un italiano su due non ha aperto un libro nell’ultimo anno, significa che non siamo stati ancora capaci di invogliarlo, significa che è nostro compito provarci e riuscirci. “Non fatevi ipnotizzare dai dati, a partire da quelli sulla non lettura, questi numeri dicono soprattutto della nostra incapacità di mettere in mano a persone che vorrebbero leggere, ma non lo fanno, un libro”
  • serve più educazione, serve più scuola, c’è bisogno che ognuno di noi la faccia!  “Abbiamo bisogno di scuola, scuola: fatela! Abbiamo bisogno di educazione, educazione: educate! E’ un gesto che deve fare ognuno di noi”.
    non sopravvalutate quello che la politica può fare. La politica è importante, ma si può cambiare il mondo a dispetto della politica.
  • non pensate mai di essere i migliori
  • santificate e proteggete gli autori, sono la cosa più importante che avete
  • non pubblicate libri brutti

Le parole di Sergio Mattarella

Sergio Matteralla interviene

La parola è dunque passata al Presidente Mattarella, che ha ricordato il ruolo dei libri come vettori di sviluppo e diffusione della cultura in Italia, che ha rivendicato il loro essere mezzi di libertà e crescita civile, che ha sottolineato quanto la forza della cultura, che passa anche dai libri, sia insuperabile. «La politica, le istituzioni, hanno il dovere di confrontarsi con voi e di approntare le misure più idonee per diffondere i libri e per far sviluppare la lettura. Si legge ancora troppo poco in Italia. Dobbiamo migliorare: leggere è una ricchezza immateriale della quale non possiamo fare a meno» (qui il discorso integrale).

L’ultima personalità a salire sul palco è stata Maria Bianca Farina, presidente di Poste Italiane, che ha annunciato e presentato il francobollo celebrativo dei 150 anni di AIE.

interno Auditorium

Il video di Rai Cultura 150 anni di libri. 150 anni di storia d’Italia

Prima di congedarci, Paolo Mieli ha lanciato sul grande schermo la trasmissione di un filmato commemorativo realizzato per l’occasione da Rai Cultura, che ha chiuso in bellezza la mattinata di festa, ripercorrendo i 150 anni di libri e di storia d’Italia. Potete vederlo anche voi qui!

Filmato RaiCultura
Filmato RaiCultura 11
Filmato RaiCultura 11
Filmato RaiCultura 11
Filmato RaiCultura
150 anni AIE

Molto utile e interessante infine il Libro Bianco contenente materiali di approfondimento e discussione consegnato alla stampa e prodotto per l’occasione, dal titolo “Sfida al futuro” – La lettura e la capacità di competere del Paese. Un volume ricco di dati e informazioni aggiornate indispensabili per chi lavora con i libri.