Una lunga storia d’amore tra un papà e sua figlia

Se c’è una cosa contro cui combatto da sempre è il tempo: cercare di domarlo e ripartirlo nel migliore dei modi è sempre stata una delle mie più grandi sfide: non arrivare in ritardo; fare tutto quello che dovevo fare nei tempi che mi ero stabilita; programmare nei minimi dettagli quello che sarebbe dovuto succedere.

Poi, sono arrivate le mie bambine. E il tempo ha iniziato a sfuggirmi di mano. Diventare madre mi ha messo faccia a faccia con l’incapacità di riuscire a domarlo a mio piacimento, con l’impossibilità di programmare ma, soprattutto, con una realtà della quale non mi ero mai davvero accorta prima: il tempo scorre. Veloce. Troppo veloce. E io, non ho alcuna possibilità di fermarlo o rallentarlo.

L’unico modo che ho trovato per far fronte a questa spiacevole sensazione di impotenza è provare a catturare delle vere e proprie fotografie mentali di momenti che vorrei non passassero mai: a volte momenti particolari, altre volte apparentemente insignificanti, come l’espressione buffa con la quale, quella sera, si sono addormentate sopra di me dopo l’ennesima storia della buonanotte.

Ancora, papà!

Testo di Mariapaola Pesce, illustrazioni di Irene Penazzi, 2020, Terre di Mezzo Edizioni. Età di lettura consigliata: dai 5 anni

copertina di Ancora papà

Quando ho sfogliato per la prima volta Ancora, papà! mi sono commossa. Ho aperto il libro e i miei occhi si sono subito riempiti di dolcissime immagini che, fitte fitte, occupavano lo spazio a loro disposizione come a comporre un album di foto di famiglia. Piccoli momenti di quotidiana semplicità, dietro la quale si nasconde tutto l’amore e la magia su cui è costruito il rapporto genitore/figlio.

L’albo è incentrato sulla figura del papà, che, ancora troppo spesso è messa in secondo piano quando si parla di figli, come se l’accudimento, le coccole, l’ascolto, fossero ancora prerogativa esclusiva delle madri. In questo dolcissimo albo, invece, il papà fa tutto questo (e molto di più!) con estrema naturalezza, diventando una figura complementare a quella – comunque sempre presente – della madre.

E così, bacio dopo bacio, gioco dopo gioco e risata dopo risata, il tempo biologico scorre, la bambina cresce e diventa, presto, dopo solo qualche pagina, una ragazzina.

Ancora papà

Con il passare degli anni l’amore tra padre e figlia cambia solo forme, ma non intensità

Il papà, silenziosamente, sa quando fare un passo indietro per lasciare spazio alla sua bambina di crescere, ma è sempre dietro l’angolo se – e quando – lei avrà bisogno di lui.

Ancora qualche pagina e la bambina è una donna: il primo trasloco, il primo appartamento, il primo vero amore e il matrimonio.

Quando ci si aspetterebbe di essere arrivati alla fine “della storia”, ecco che questo libro ci stupisce e, invece di chiudere la narrazione, la riapre a sorpresa: sul divano, la bambina che ora è donna, sta per diventare madre. E lì, con lei, c’è sempre il papà che le porge quello che era stato un tempo il suo orsacchiotto blu, e che diventerà ora il primo dono per il nipotino in arrivo.

La nascita del bambino trasforma di nuovo la coppia bambina/papà: lei, da donna a madre, e lui, nelle nuove vesti di nonno. Quello che non cambia è, ancora una volta, il profondo affetto che nutrono l’uno per l’altra, la presenza costante nelle rispettive vite e quella voglia di vivere e condividere una vita fatta di piccole cose.

La figlia si sposa

Il testo, scritto da Mariapaola Pesce, è un susseguirsi di “ancora”

Come se venissero pronunciati dalla bambina allo stesso papà, una richiesta che prosegue, ininterrottamente, dall’inizio alla fine del libro, in ogni stadio della sua vita.

Questo susseguirsi di “ancora” rende bene l’idea di quanto importante sia per la bambina/donna la presenza del padre al proprio fianco. Le “richieste” si susseguono e, grazie anche all’uso delle rime, creano un ritmo cadenzato che ricorda le giocose filastrocche che si ripetono ai bambini. Frasi brevi, semplici, realistiche e mai sdolcinate.

Inutile dirvi che mi sono innamorata anche delle illustrazioni di Irene Penazzi, che sposano perfettamente la spontaneità e la freschezza del testo di Mariapaola Pesce. I colori vivaci, caldi, intensi, fanno risaltare con forza le immagini quando queste si stagliano sullo sfondo bianco della pagina, dando ancora più valore alla scena; o, al contrario, riempiono la pagina di particolari e dettagli che sono un piacere per gli occhi (ps: solo io riconosco la copertina del libro posata sul divano nella scena della gravidanza?!).

la figlia è incinta

Ho anche scoperto che l’illustratrice, per la realizzazione delle “fotografie” di famiglia che aprono e chiudono il libro, ha preso spunto da vere fotografie di famiglia che la ritraevano insieme a mamma e papà. A riprova del fatto che quei momenti di quotidiana semplicità, di cui parlavo, ci accompagnano davvero per tutta la vita e rimangono stretti ai nostri cuori per sempre.

Il tempo passa, sì. Ma questo meraviglioso albo, dolcissimo e allo stesso tempo realistico e per nulla mieloso, alla fine, mi ha regalato un sorriso e riempito il cuore. Perché ci saranno ancora mille cose da fare insieme, mille ricordi da collezionare e, di certo, ancora tantissime occasioni per stare

ancora insieme,
per ridere e giocare.

fotografie di momenti in famiglia
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Ancora, papà! Ediz. a colori
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Ancora, papà! Ediz. a colori
  • Pesce, Mariapaola (Author)

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