Fin dove può arrivare l’immaginazione dei bambini?

Quante cose si possono fare con cinque ciliegie? Quante trasformazioni e giochi sono possibili? Un libro che dà voce all'immaginazione dei bambini, libera di esprimersi e volare senza censure
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«Bambini, guardate!
Le prime ciliegie dell’albero piantato da papà».

Cinque ciliegie sono abbastanza e sono troppo poche.

Cinque ciliegie entrano in bocca tutte insieme, sono munizioni per cannoni, sono impasto per focaccia, sono fiori di bouquet e medaglie scintillanti di valorosi generali. Sono tesori da custodire, corde per fuggire, medicine per guarire e bombe sotto le quali morire.

le ciliegie in mano

Bastano cinque ciliegie: un albo dolce e poetico sull’immaginazione dei bambini

Bastano cinque ciliegie

I pensieri e le storie dei bambini alle prese col gioco non hanno censura, non hanno paura di essere recitate ad alta voce. Una volta accantonata la presenza dell’adulto-giudicante, quello che fuoriesce dall’immaginazione dei due protagonisti è una realtà senza filtri: non c’è malizia, non c’è vergogna e si è liberi di cambiare gioco ogni qual volta lo si voglia, senza dover dare giustificazioni a nessuno.

i bambini si toccano con la fronte

L’immaginazione dei due bambini corre veloce, è inarrestabile, seguire il suo ritmo pagina dopo pagina lascia quasi senza fiato, e dopo un po’ sembra davvero di sentirle, quelle due voci, che si rincorrono e si alzano una sull’altra, sempre di più, incapaci di contenere l’entusiasmo per le storie che vogliono raccontare.

Le cinque ciliegie sono tutto questo e molto altro

Le cinque ciliegie sono anche le parole non dette, la tristezza tenuta nascosta e la paura da esorcizzare. Sono la possibilità di vedere la realtà da un’altra prospettiva ma anche e soprattutto la prova tangibile che papà è ancora in mezzo a loro, anche se non si vede, anche se non ci sono più le sue mani intrecciate tra le loro dita, ora che, in quella stretta, sono rimaste nient’altro che cinque ciliegie.

Un albo dolce e amaro allo stesso tempo, poetico e malinconico, che ci racconta ancora una volta quanto meravigliosa e magica sia la mente dei bambini.

Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2017 con il titolo 5 Cherries, questo albo, scritto e illustrato da Vittoria Facchini, arriva in Italia nell’autunno 2019 grazie a Terre di Mezzo Editore.

Lo stile di Vittoria Facchini si contraddistingue per una tecnica pittorica fatta di pennellate fortemente materiche ed espressive. La tempera pastosa di cui sono fatte le ciliegie le rende molto più realistiche rispetto agli altri elementi rappresentati nelle pagine, e sono così piene e succose che ci viene quasi voglia di rubarne qualcuna per assaporare la loro dolcezza.

Vittoria Facchini nasce a Molfetta, frequenta il liceo artistico a Bari per poi trasferirsi a Firenze per completare gli studi come grafica pubblicitaria ed editoriale. Venezia sarà invece la città che darà la svolta alla sua carriera, perché è lì che conoscerà l’opera di Emanuele Luzzati e quell’incontro segnerà la sua vita per sempre: sceglierà infatti di dedicare le sue illustrazioni al mondo dell’infanzia senza però voler tradire il suo stile energico e immediato. Nel 2006 riceve il Premio Andersen come migliore illustratrice.

Chi è lui e chi è lei?

Infine, la scelta di “vestire” i due protagonisti in modo pressoché identico – pantaloni neri e maglia a righe per entrambi-, è una chiara presa di posizione a favore di un’infanzia che non vuole essere contaminata dalle categorizzazioni di genere: in fondo non importa quale sia il sesso dei due fratelli, quella che l’autrice sta per raccontare è un’ode all’immaginazione dei bambini, di tutti i bambini. E per aprire le porte dell’immaginazione di un bambino a volte basta davvero poco.

In questo caso, bastano solo cinque ciliegie.

risguardi del libro

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