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Lo stile vivace e moderno di Catarina Sobral

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Conoscete Catarina Sobral, vincitrice nel 2014 del prestigioso premio internazionale degli illustratori alla Bologna Book Fair? In Italia la casa editrice che ha scommesso su questa giovanissima autrice portoghese pubblicandone i due albi Cimpa la parola misteriosa e Mio Nonno è La Nuova Frontiera Junior.

Una caratteristica stilistica di Catarina Sobral che ho riscontrato è che nelle sue tavole domina la totale assenza di profondità e il fatto che l’equilibrio tra i vari spazi nella composizione dell’immagine venga gestito dalle campiture e dagli accostamenti cromatici, a mio avviso in alcuni casi armonici, in altri no. Tutte le illustrazioni meritano di essere osservate attentamente per la ricchezza di particolari, a volte buffi, che conferiscono alle storie anche una vena ironica (osservate la ricca gallery di illustrazioni presente sul suo sito).

Cimpa la parola misteriosa

Catarina Sobral, trad. Marta Silvetti, La Nuova Frontiera Junior, 2012

cimpa-cover

L’albo Cimpa la parola misteriosa, che in Portogallo ha vinto il premio come miglior libro per bambini nel 2013, mi ha emozionata e conquistata all’istante: le grandi eleganti illustrazioni che rimandano al modo di colorare dei bambini sembrano uscire dalle pagine e terminare tra le mani del lettore tanto che io e Lucia, la mia bambina, abbiamo avuto la sensazione di trovarci in mezzo ai protagonisti. La tecnica utilizzata è quella dei pastelli a cera, colori ad olio e grafite. I contrasti cromatici sono molto sfumati e stemperati da sfondi chiari. Tutte le pagine sono ricche di elementi grafici ed è davvero piacevole lasciare che l’occhio spazi da un capo all’altro magari seguendo proprio il tracciato di una strada o del marciapiede minuziosamente riprodotto. I personaggi sono tanti, a volte buffi, uno diverso dall’altro ma con un tratto comune: quasi tutti gli uomini indossano un cappello, elemento trasversale nelle illustrazioni di Catarina e che ritroveremo ancora.

cimpa interno

Protagonista di questo racconto è la parola Cimpa scoperta da un ricercatore in un vecchissimo e polveroso dizionario antico. Nessuno è in grado di interpretarne il significato e di conseguenza di classificarla, ma tutti sono ansiosi di utilizzarla. Nel corso dei giorni passa dall’essere intesa come verbo della prima coniugazione a sostantivo, e ancora, dall’essere interpretata come aggettivo per poi trovarsi nelle vesti di avverbio. In questa escalation di classificazioni si finisce per dare origine ad una nuova tipologia di classe di parole: quella dei Perlinco. Di cosa si tratta? La risposta nel libro non c’è, è nella fantasia di ciascuno di noi.

interni di Cimpa di Catarina Sobral

Cimpa la parola misteriosa è un esperimento originale per ironizzare sulle mode linguistiche dei nostri tempi: avrete in mente anche voi parole mutuate da contesti quali quello finanziario o informatico che sono state introdotte nel linguaggio parlato di tutti i giorni e utilizzate spesso anche a sproposito!

E ancora, è un approccio spassoso e divertente allo studio della grammatica che nessun maestro dovrebbe lasciarsi sfuggire perché stempera la noia delle rigide regole della composizione delle frasi e introduce tutte le classi cui appartengono le parole, con scene che strappano sempre un sorriso.

pagine interne di Cimpa

In casa nostra è diventato un gioco, un escamotage per smorzare la tensione che si crea dopo un capriccio a cui potrebbe dar luogo un rimprovero. Tutto nasce da quanto è piaciuta a Lucia la scena in cui la madre risponde “cimpalo” (imperativo diretto del verbo cimpare) alla figlia che le urla dall’altra stanza di aver bruciato il dolce. Anche io un giorno ho risposto così a Lucia che mi aveva informata di qualcosa per cui mi sarei arrabbiata molto. Ho cercato velocemente nella mia mente un modo per moderare la mia reazione. Dalla mia bocca è uscito “cimpalo” senza quasi farci caso. Lei si è messa a ridere di gusto. Io pure.

A proposito, voi a quali libri vi ispirate in casi come questi?

Cimpa

Mio Nonno

Catarina Sobral, trad. Marta Silvetti, La Nuova Frontiera Junior, 2015

cover di Mio nonno

Di tutt’altro genere è Mio Nonno in cui la Sobral, con una storia di pura fantasia, opera un’intelligente sintesi tra le tre definizioni del Tempo inteso:

  1. come il susseguirsi degli eventi
  2. come specifico momento riservato alla realizzazione di un’attività
  3. come opportunità di prendersi cura di sé stessi e degli altri.

Che bel progetto, non trovate? Eppure ho faticato ad apprezzarlo subito. Sono state le immagini, con il loro marcato ed evidente contrasto cromatico di rosso e di verde, con l’assenza di prospettiva, a mettere in crisi il mio senso estetico. In questo libro l’autrice ha sperimentato, con la tecnica degli acrilici su acetato uno stile più geometrico, spigoloso, di accesi contrasti, un richiamo alle locandine pubblicitarie anni 50’. Tutta un’altra grafica rispetto a Cimpa e il mio occhio non era pronto a tanta sollecitazione.

miononno2

Ma come non cogliere la dirompente capacità espressiva delle scene e dei colori cui è affidata parte della narrazione? Infatti il testo e la voce del narratore non sono riferiti a tutte le tavole. Ecco per me una chiave di lettura nuova, un gioco in cui si è lasciata coinvolgere con entusiasmo Lucia: io ho letto il testo e lei le illustrazioni, cambiando di volta in volta qualche sfumatura al suo personalissimo racconto.

E’ capitato anche a voi con altri libri?

mio nonno-catarina sobralI personaggi di questo albo sono un bambino, il nonno in pensione e il suo vicino di casa, il dott. Sebastiano, che lavora ancora. Vera protagonista della storia è, tuttavia, la contrapposizione tra i numerosi interessi del nonno, che ne fanno una figura bizzarra ed effervescente, e che nonostante tutto riesce a trovare il tempo di andare a prendere il nipote da scuola, e la vita del dott. Sebastiano, molto più monotona e che si dipana lungo i ritmi della propria attività lavorativa.

Il nonno pratica Pilates, prende lezioni di lingua tedesca, scrive poesie d’amore, discute di arte, prepara la pasta fatta in casa, con il giornale costruisce areoplanini di carta per il nipotino e quando si occupa dell’orto si distrae lasciandosi incantare dal cinguettio degli uccelli. Il dott. Sebastiano è sempre di fretta, si mantiene in forma destreggiandosi tra il sollevare pile di schedari e il rispondere a telefonate urgenti, scrive unicamente e-mail, viaggia solo per lavoro senza godersi le bellezze turistiche delle località che frequenta, consuma pasti veloci in ufficio con i colleghi.

I colori verde, giallo, rosso, bianco e nero, mescolati con competenza dall’autrice compongono la trama lasciando posare il nostro sguardo in maniera acritica sulle scene di vita del dott. Sebastiano. Dal punto di vista grafico il nonno è raffigurato con i baffi, la pipa ed un cappello; il dott. Sebastiano indossa una giacca nera.

Ci sono due illustrazioni su cui vi invito a soffermarvi: la sagoma del nonno che scrive poesia e la scena del pic-nic. Sono certa che avrete riconosciuto nel primo caso un richiamo al grande Pessoa ritratto dal pittore Almada e, nel secondo, una reinterpretazione del celebre quadro di Manet “colazione sull’erba”.

Mio nonno interni

mio nonno 3Io e Lucia abbiamo cercato su internet le immagini che hanno ispirato la Sobral, le abbiamo confrontate, commentate… insomma abbiamo dato vita ad un piccolo momento di “studio” in cui i quadri che piacciono ai grandi interagiscono con i piccoli, entrando nella loro vita attraverso un libro. Potrebbe essere uno spunto per creare un laboratorio con i bambini che segua la lettura di questa storia.

Ancora una riflessione: nella vita dei due personaggi domina un concetto differente dell’uso del tempo a propria disposizione, eppure si incontrano tutti i giorni, al mattino presto e alla sera.

L’autrice è riuscita a conferire una forte intensità emotiva al primo incontro con la bellissima espressione, che è la mia preferita, “si scambiano il buon giorno come chi si scambia un regalo”.

Si può rintracciare dunque l’invito a concedersi, ad aprirsi, a non ignorarsi. Vi pongo una domanda, o, se preferite un altro spunto su cui lavorare insieme ai bambini: qual è lo spirito con cui salutiamo i nostri familiari al mattino o i vicini di casa e le persone che incontriamo durante la giornata?

E ora vi lascio con i link ai divertentissimi book trailer dei due libri con cui vi ho intrattenuti un po’. Guardateli, sono un vero spasso:

Booktrailer CIMPA. UNA PAROLA MISTERIOSA

Booktrailer MIO NONNO

>> Di seguito i link per l’acquisto on line dei due libri:


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