La magnifica storia di un pino tenace e di un cacciatore senza scrupoli

Cerfoglio di Ludwig Bemelmans è una gemma rimasta nell’oblio per molto tempo. Nel 2018 la casa editrice canadese Le Lièvre de Mars (che bel nome la lepre marzolina!) lo pubblica per la prima volta in lingua francese, nel 2020, grazie al gusto squisito di Virginia Portioli, arriva anche nei nostri scaffali per LupoGuido edizioni con l’elegante traduzione di Gabriella Tonoli.

Si tratta di un albo illustrato complesso e stratificato anche nella sua genesi. Occorre, prima di raccontarvi Cerfoglio, fare un passo indietro e conoscere meglio il suo autore. Vi invito dunque a leggere la breve biografia che ho scritto su di lui per meglio contestualizzare la sua opera.

CERFOGLIO

di Ludwig Bemelmans, trad. Gabriella Tonoli, LupoGuido, 2020 – Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Cerfoglio

Un testo conciso con illustrazioni pittoriche. La trama, che ricorre in altri suoi libri, vede come protagoniste creature bisognose che vanno incontro a problemi e hanno bisogno di essere salvate.

Semplice ma sempre efficace.

Prima che apparisse come albo illustrato, l’autore aveva utilizzato la storia per ben due volte. La prima, nel 1953, come racconto in Father, Dear Father, successivamente nel gennaio del 1954 in una pagina della rivista Woman’s Day con il titolo The old stag and the tree.

Nelle due precedenti versioni il cervo non aveva nome e solo nell’ultima si chiamerà Parsley (Prezzemolo) per la sua predilezione per quest’erba, alla quale è attribuita la sua longevità.

Un’altra differenza tra le versioni è che nelle prime era ambientato nelle Alpi, in quella finale è ambientato nel Nord America, identificando i mobili creati dai pini come tipici del New England. In ogni caso si tratta di immagini che creano uno scenario universale.

Un’altra peculiarità di quest’ultima versione è che si sviluppa il ruolo del pino come co-protagonista.

La storia racconta la vita, le avventure e disavventure di un pino e un cervo e la loro solida longeva amicizia

Un pino cresce sul ciglio di un dirupo, in condizioni estremamente difficili, ma quelle difficoltà, che determinano il suo destino perché cresce storto e basso, gli permettono di sviluppare una buona dose di caparbietà e lasciarsi alle spalle generazioni di pini considerati più sfruttabili dalle mani umane. Lui invece cresce e si espande e offre rifugio a un cervo e alla sua famiglia. Si prendono cura l’uno dell’altro e invecchiano insieme.

In questo armonioso equilibrio irrompe un cacciatore intenzionato a uccidere Cerfoglio, ma il vento permette al pino di avvertire l’amico per tempo, mentre il cacciatore ruzzola giù dal dirupo e mai più caccerà!

Il binocolo con il quale il cacciatore spiava il cervo rimane intrappolato tra i rami del pino, offrendo a Cerfoglio l’opportunità di una visuale sulla vallata per prevenire i pericoli in arrivo.

Il testo è breve e brevi sono i passaggi in ogni pagina, affiancata da un’illustrazione ampia e narrativa, che è di per sé racconto. Il ritmo lento genera un senso di pace.

Le illustrazioni, realizzate a gouaches, sono frutto di una varietà di stili, si alternano colori caldi a colori freddi, immagini dense e delicati elementi decorativi.

Alle forme semplici e decise in una pagina, si contrappongono nella successiva un brulicare di piccoli preziosi dettagli che ricordano gli arazzi medievali e rinascimentali.

Se l’uomo rompe l’equilibrio della Natura…

Le otto pagine che minuziosamente raccontano con le illustrazioni che cosa accade agli altri pini, sono un presagio del finale con il cacciatore, annunciano che l’intrusione umana può causare grandi disastri. Il cacciatore, poi, è magnificamente rappresentato. Odioso e quasi deumanizzato con quelle lenti da binocolo al posto degli occhi e le mani nei guanti che sembrano quasi uncini. Infine ridicolizzato nella caduta e nella sua fine. “Non caccerà più” semplice e perentoria affermazione come quelle dei bambini, senza giri di parole, il cacciatore è morto.

Morte e cacciatori, che oggi si tende spesso a epurare o tematizzare, sono topoi delle fiabe, elementi con i quali i bambini devono confrontarsi con naturalezza, sembra ricordarci l’autore, aggiungendo un tocco di umorismo nella scena della caduta, che ricorda quella dei cartoni animati. Certamente non ci piacciono i cacciatori nella vita, ma nelle storie possono avere un ruolo determinante.

Ogni pagina scritta è corredata da delicate illustrazioni di fiori, la cui legenda si ritrova nei risguardi con i nomi per soddisfare le curiosità di tutti e le carte di guardia si trasformano in un atlante botanico, ma anche indice del libro.

Un libro poetico e schietto, che racconta un mondo dove la natura è in armonia, ma che l’uomo sa essere nemico e distruttore incapace di entrare in relazione con l’Umwelt, inteso come spazio di empatia con l’ambiente nel quale viviamo.

Non vogliamo qui affermare che il libro sia a tema ecologista, perché crediamo più rispettoso e proficuo cercare i temi nei libri. Avendo ben presente che il tema è legato alla soggettività dell’interprete, in questo caso chi scrive ha percepito una storia di amicizia, ma anche la denuncia dei pericoli che una relazione disarmonica tra l’uomo e l’ambiente può procurare.

Una curiosità sul titolo

L’autore aveva dato al cervo il nome Prezzemolo, ma l’edizione canadese e quella italiana lo traducono in Cerfoglio. Ho chiesto a Virginia Portioli, editor di LupoGuido, la ragione di questa scelta e lei mi ha spiegato che il titolo italiano e francese è botanicamente più corretto perché l’erba ritratta è Cerfoglio dei prati, tipica erba di montagna e del sottobosco.

Io lo preferisco!

Buona lettura!


RISPARMI 0,85 €
Cerfoglio. Ediz. a colori
  • Bemelmans, Ludwig (Author)
Altri articoli che potrebbero interessarti​