Che fatica… questi papà!

A volte sono i papà a mettere alla prova la nostra pazienza e a insistere allo sfinimento per ottenere quello che vogliono. Non vi pare? Eppure è quello che raccontano i due spregiudicati libri di oggi, nei quali i ruoli sono quasi totalmente stravolti: è il figlio a dover tenere a bada un papà difficile da gestire.

Due libri in cui è il papà a fare i capricci

Che fatica mettere a letto… papà!

di Coralie Saudo, illustrazioni di Kris di Giacomo, La Margherita edizioni, 2013 – Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Il classico momento del “non voglio andare a letto” viene presentato a ruoli invertiti, in un modo bizzarro e a volte un po’ assurdo, capace di attrarre e stupire i piccoli lettori. NO! NO! NO! NON VOGLIO! si lamenta il papà.

Già il titolo mette in risalto lo stato d’animo tipico di quando ci si trova in questa situazione: “Che fatica!”. Nell’incipit viene sottolineato come tutte le sere LA STESSA STORIA si ripeta, nonostante il papà sia grande e forte.

Il lettore si rivede nelle prodezze e negli escamotage che il papà mette in atto per non andare a nanna, come il gioco a non finire o il far finta di piangere. Per un po’ lo asseconda, poi però cala la carta della fermezza, che funziona. Anche perché in cambio offre una contropartita a cui è difficile resistere: la lettura insieme di una storia.

Ed eccoli allora leggere un libro vicini vicini, con il bambino che tiene in braccio il papà.

La conclusione è una resa dei conti, in cui il bambino-papà tira le somme e mette insieme punti di forza e debolezza del suo figliolo un po’ cresciuto: “Ebbene sì, il mio papà è grande e forte, ma ha un po’ paura del buio”. Ed ecco allora che si rende necessario lasciare una luce accesa in corridoio.

Basta capricci, papà! (una giornata allo zoo)

di Coralie Saudo, illustrazioni di Kris di Giacomo, La Margherita edizioni, 2016 – Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Il libro ripropone la narrazione, la grafica e lo stile del precedente. Ed ecco un’altra storia che si ripete: “Il mio papà, di solito, è gentile e coccolone ma, la domenica mattina, mi fa diventare matto”.

Il motivo? Vuole andare allo zoo! E di corsa lo si accontenta, ma quella che dovrebbe essere una gita divertente, diventa anche molto faticosa per il bambino che deve accontentare il suo papà tra una finta “emergenza pipì!” per saltare la coda e lo smarrimento per raggiungere il venditore di gelati, dove puntualmente scatta l’implorazione: LO VOGLIO! LO VOGLIO! LO VOGLIO! Si passa anche attraverso il rischio di farsi mangiare un dito dai piranha.

La giornata (s)finisce, con il papà sconsolato perché non è riuscito a farsi comprare il souvenir e il figlio distrutto, che conclude: “Ebbene sì, il mio papà è gentile e coccolone, ma passare una giornata allo zoo insieme a lui è davvero stancante”.

È importante sottolineare che gli autori sottolineino in più riprese la stima e l’affetto che il bambino (e quindi il papà) prova nei confronti del padre, a voler ricordare ai propri figli che, anche se ci sono momenti e occasioni di scontro, il legame e i sentimenti non cambiano.

In questi libri, dove è il bambino che racconta in prima persona, il piccolo lettore riconosce comportamenti tipici della sua età, anche se vengono attribuiti al papà. Ma anche noi grandi ci rivediamo nei commenti e nei comportamenti del piccolo protagonista, che ricalcano in tutto e per tutto il modello genitoriale. Questo scarto e questa dissonanza sono generatori di risate e spaesamento.

La lettura aiuta il bambino a mettersi nei panni dell’altro e a osservarsi da un altro punto di vista, ma anche a capire che tutti possiamo avere delle debolezze, anche se cerchiamo di nasconderle agli altri.

I racconti sono comici e coinvolgenti e stimolano il dialogo e il confronto in famiglia. Io stessa, per esempio, mi diverto a dire a mio figlio frasi come “Ma dai, ma non si è mai visto un papà che mangia il gelato a testa in giù”. SPLASH!

Dal punto di vista grafico, troviamo colori tenui e disegni stilizzati, rappresentazioni di momenti di vita quotidiana, ma anche scene surreali, come il papà appeso al lampadario o in posa per una foto abbracciato al fenicottero. I testi giocano con la grafica: parole piccole e poi grandi, fumetti, onomatopee, lettere che vanno verso il basso e verso l’alto. Ogni elemento concorre a rafforzare il tono allegro e grottesco della narrazione e il risultato è un’esperienza di lettura spiazzante e indimenticabile.