Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content

“Con te” celebra l’amore tra una madre e una figlia

Piccoli passi sul pavimento di legno.
Una radiosveglia che suona.
Il fruscio delle lenzuola, qualche sbadiglio.
E due voci, quella di una donna: «chi c’è?», chiede; quella di una bimba: «buongiorno mamma», risponde.

E così, circondati dai rumori lievi del risveglio mattutino, varchiamo una porta che sembra aprirsi proprio per noi ed entriamo nell’intimità di una casa e, al contempo, dei pensieri di chi la abita.

Copertina di Con te

Con te celebra l’amore tra una madre e una figlia di quattro o cinque anni; le seguiamo nell’arco di una loro giornata-tipo, in cui nulla di fuori dall’ordinario accade ma dove ogni piccola, banale routine è vissuta con tale intensità emotiva da risultare eccezionale. Sveglia, colazione, ci si veste e prepara ad uscire; poi la scuola, il lavoro e di nuovo a casa, dopo qualche commissione e un giretto al parco. La giornata si chiude con i rituali della sera e la sensazione che nulla, in tutta quella normalità, avrebbe potuto essere più speciale di così.

Mamma e figlia si danno il buongiorno con un bellissimo abbraccio, le vediamo già in una copertina che dice tutto: sono strette l’una all’altra in una soffice nuvola bianca, come sospese in una dimensione altra, idilliaca. Il dove e il quando non contano più, contano solo l’io e il tu e l’essere insieme; questo capita quando ci si innamora!

CON TE

Per parlarci di questa intensa relazione, autrice ed illustratrice usano degli artifici narrativi originali.

Per quanto concerne i testi, iniziano sempre con delle onomatopee; i rumori colti ora dall’una, ora dall’altra protagonista fanno da innesco ai loro pensieri. Sulla pagina di sinistra c’è sempre la madre:

BLOUP BLOUP BLOUP AAAHPCHIT
il caffè borbotta nella caffettiera,
una tazza per lei, una tazza per me

A destra invece, leggiamo nella mente della figlia:

CRIC CRAC CROC

la mamma mangia il pane tostato e fa lo stesso rumore delle foglie secche quando ci si cammina sopra.

CON TE

L’uso della punteggiatura è peculiare: nessun periodo termina mai con un punto; forse perché i pensieri, in fondo, non son mai del tutto chiusi? O per somigliare di più ad una poesia?

Il tentativo di dare voce direttamente al pensiero infantile non sembra però del tutto riuscito; la bambina, a dire il vero, appare fin troppo cerebrale e  introspettiva; questo talvolta fa perdere un po’ di verosimiglianza al suo personaggio. È ricorrente il rimando al suo percepire il mondo sensorialmente, coglie rumori, profumi, colori, sensazioni tattili, e questo è proprio dell’infanzia sebbene, in un bambino reale, prevarrebbe la pura sensazione sulla sua precisa cognizione.

CON TE

Tra testo e illustrazioni, sono queste ultime ad avere lo spazio proporzionalmente maggiore; quando accompagnano i pensieri della madre, le inquadrature sono ampie, comprendono l’ambiente ed eventuali altri personaggi sulla scena; il punto di vista è sempre oggettivo e include la madre stessa. Le tavole sul lato destro invece assumono la prospettiva soggettiva della bambina; vediamo quel che vede lei, dal punto esatto in cui si trova. Solo in tre occasioni l’immagine invade la doppia pagina; quando questo accade, il pensiero a cui il testo dà voce non è più attribuibile all’una o all’altra, probabilmente perché appartiene ad entrambe. Questi sono anche i picchi di maggior lirismo.

In generale, le illustrazioni sono molto cinematografiche, anzi “televisive”, e un po’ retrò; ciò deriva non solo dalle inquadrature e dalle loro particolari angolazioni, ma anche dalla grana e dai colori delle immagini che sembrano ricercare un effetto “a bassa risoluzione”.

Con te è un albo tutto al femminile: donna è l’autrice, donna l’illustratrice, e tutte e due dedicano il libro alle proprie figlie. Femmine, come abbiamo visto, sono le protagoniste; compaiono poi una collega di lavoro, un’amica del cuore, si cita una nonna e un segreto delle ragazze di famiglia. Donna è pure la signora della drogheria. Femminile pare essere anche il pubblico elettivo di questo albo, che forse vuol parlare più alle madri che alle bambine.

Ad un certo punto però è inevitabile chiedersi dove sia l’uomo di casa. Manca ora? Manca sempre? E perché? Solo una breve frase della madre pare offrirci uno spunto a riguardo:

siamo in due ed ecco qua
la vita è bella così com’è

Come a dire “ci bastiamo e questo è tutto!”. Che sia per sorte o per scelta, ecco che l’assenza di un “terzo” rimarca l’esclusività di quel con te.

CON TE

Potremmo anche considerarla un’assenza simbolica; in tutta onestà, la fase dell’innamoramento materno spesso rinchiude la donna in una bolla estatica in cui non c’è spazio per altri se non per il proprio bambino. Così questa relazione a due diventa totalizzante e crede di bastare a sé stessa. Ci siamo passate tutte, chi più chi meno. Di tutto ciò rimane l’urgenza, come madri, di dire ai nostri figli «la mamma è sempre con te»; ancora di più vogliamo che loro stessi si ripetano intimamente «so che la mia mamma è sempre, sempre con me».

Ma facciamo attenzione: sempre e con siano per entrambi ali e non catene.

CON TE

testo di Pauline Delabroy-Allard, illustrazioni di HifuMiyo, traduzione di Maria Pia Secciani, pp.32, Edizioni Clichy, 2020 – Età di lettura consigliata: dai 3 anni

CON TE
RISPARMI 0,85 €
Con te. Ediz. a colori
  • Delabroy-Allard, Pauline (Author)
Potrebbe interessarti