Due piccoli trolley: storia di genitori separati e figli con la valigia

Due piccoli trolley” è un albo denso di contenuti, che racchiude molteplici livelli di lettura, molti dei quali vengono affidati alle illustrazioni, talvolta eloquenti, talaltra ammantate di simboli e messaggi abilmente disseminati tra le figure.

Il tema portante è quello della separazione e dei casi di bambini che si spostano da una casa all’altra per trascorrere i weekend con l’altro genitore.

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Due piccoli Trolley, libro di conc

Bambini con la valigia

Un argomento attuale, spinoso, spesso doloroso, che coinvolge sempre più famiglie, e che Conc (Francesco Conchetto), noto illustratore e collaboratore di testate nazionali ed estere, ha voluto affrontare dopo essersi confrontato a lungo con Francesca Romana Grasso, pedagogista, autrice del sito Edufrog, voce critica e sensibile conoscitrice della materia.

“Tutto nacque da un articolo che pubblicai sul blog 4 anni fa, dal titolo “Bambini con la valigia“, che Conc commentò come sa fare meglio, inviandomi un’immagine che pungolava il lettore: un trolley conteso tra due macchine con le portiere aperte, a simboleggiare che gli adulti nemmeno si parlavano”.

Altro fattore decisivo alla realizzazione del volume è stata l’esperienza personale di Conc: “Io abito in una casa a schiera e, su sette famiglie che mi sono vicine, tre adesso sono divise”.

Il trolley è la voce narrante del libro

Il punto di vista scelto da Conc è molto singolare e rende la narrazione originale e fresca. A parlare è infatti un trolley, il trolley di un bambino di nome Andrea che il sabato mattina viene riempito, portato a scuola e poi trascinato fino a casa del papà, dove si tratterrà per un paio di giorni.

Dal trolley di Andrea (cioè me) escono
il pigiama, calze, maglie e una felpa.
Si capisce che andiamo a casa di papà,
per due giorni, e che lì non ci sono molti
vestiti di Andrea. Scivolano fuori anche gli
scarponcini, perché papà lo porta sempre
a fare qualche sport all’aperto. Libri zero,
solo due quaderni e un vocabolarietto per
fare i compiti di lunedì. Ci sono anche
le medicine e uno strano pupazzetto di panno,
malconcio e molto arrabbiato.

il contenuto del trolley di Andrea

Oltre a quello di Andrea, c’è anche un altro trolley in questa storia, quello di Giulia, sua compagna di classe, che ha un colore e un contenuto diverso, e anche una destinazione differente: nel weekend è diretto a casa della madre.

“A Francesca”, confida Conc, “devo l’osservazione geniale e primigenia che costituisce il motore del libro, ovvero che guardando le cose dei bambini possiamo capire la separazione dei genitori”. Ed è infatti il contenuto dei trolley, ma anche il modo in cui viene trasportato e riposto, a comunicare più delle parole il tipo di famiglie da cui provengono i giovani protagonisti.

Un universo iconico fortemente simbolico

Le immagini, cariche di riferimenti iconici e simbolici, raccontano la vicenda dal punto di vista dei bambini, aggiungendo dettagli e particolari emblematici, descrivendo stati d’animo e tratti caratteriali. Sono illustrazioni forti, incisive, che rivelano nuovi indizi lettura dopo lettura.

Due piccoli trolley_alberi

Non c’è nulla di didascalico o moraleggiante nel libro, nessuna ricetta che offra rassicurazione agli adulti. Al contrario, Conc narra un episodio nella vita di due bambini che si trasforma in un’avventura magica, lanciando spunti di riflessione e aprendo finestre di senso su tematiche importanti. Ma senza entrare nel dramma: “Ho voluto fare un libro scarico emotivamente e che non porti traccia del dolore, della fatica, anche se è sotteso. Una favola che dà per scontato tutto quello che è successo prima e tutto sommato quello che succederà dopo”.

la macchina mostro

Se da un lato il registro testuale è molto pulito e lineare, e procede senza scossoni e senza quasi far riferimento esplicito alla separazione, nei disegni essa c’è, eccome, rappresentata in modo simbolico in tanti momenti: dall’entrata della scuola con i due alberi che si guardano con rabbia come se fossero la mamma e il papà in guerra, al ghigno minaccioso della macchina che sembra un mostro pronto a colpire il trolley di Giulia, danneggiandolo e rivelando a tutti il suo contenuto, all’uomo della merceria che ripara il trolley e assume le sembianze di un mago, o meglio di un re magio, levitando da terra e indicando ai ragazzi la via da seguire.

il mercante che si eleva

Ogni tavola parla, ogni disegno è un racconto che può essere letto dagli adulti e dai bambini in maniera differente, a seconda del proprio vissuto e del proprio sentire. E, aspetto più importante di tutti, i due bambini protagonisti non vengono dipinti esclusivamente come vittime indifese e angeli fragili. “Non sono bambini a tinta unita”, sottolinea Francesca Romana Grasso, “ma bambini veri, con tanti colori. A volte sono dispettosi, competitivi, altre volte invece si aiutano e si cercano. Bisogna tornare a parlare dei bambini come persone vere e non come proiezioni degli adulti”.

E questo volume dal grande formato e dal grande fascino lo fa, nel rispetto dell’infanzia e del lettore di tutte le età.

 

Due piccoli trolley
Da un’idea di Francesca Romana Grasso
scritto e illustrato da Conc
Carthusia Edizioni, 2017

RISPARMI 3,00 €
Due piccoli trolley. Ediz. a colori
  • Conc
  • Carthusia
  • Copertina rigida: 36 pagine

 

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