Due libri per addentrarsi nel mondo di Emma Adbåge

L’abbiamo conosciuta in Italia con La Buca (Premio Andersen 2020) edito da Camelozampa, al quale ha fatto seguito poco dopo la pubblicazione de Il Regalo da parte di Beisler editore. Emma Adbåge nel 2021 torna sugli scaffali delle nostre librerie grazie a questi due editori, con due titoli usciti a breve distanza tra loro: La Natura, pubblicato ad aprile, e Facciamo che io ero un supereroe! uscito invece a maggio.

LA NATURA

di Emma Adbåge, traduzione di Samanta Milton Knowles, Camelozampa, 2021 – Consigliato dai 5 anni

Divulgato in occasione della Giornata Mondiale della Terra (22 aprile), La Natura è un irriverente e impietoso racconto di quanto l’uomo possa essere dannoso nei confronti dell’ambiente che dice di amare.

Questo è un paesino in cui vivono persone di tutti i tipi.
Ovviamente ci siamo noi bambini, e adulti di età diverse.
[…] Fuori dal nostro paesino ci sono altre cose, chiamate la Natura.

Inizia così l’autrice, lasciando presagire (in maniera ingannevole) che i protagonisti siano anche questa volta i bambini, considerando il Ci siamo noi e quel tipico vago e semplice tono bambinesco di descrivere le cose; viene messo da subito al centro di tutto il paesino, come se quella Natura sia lì solo a fargli da contorno. Eppure A tutti, in paese, piace la Natura.

In effetti, gli abitanti del paese trovano bellissime le foglie rosse dell’autunno, divertente la neve dell’inverno, magnifico il clima primaverile e godereccia l’estate con quel bel sole caldo. Peccato però che tutto questo amore per l’ambiente sia solo superficiale e che il rovescio della medaglia non tardi ad arrivare, descritto dall’autrice con piglio pungente e deciso, senza fronzoli o giri di parole.

La Natura di fatto non è solo bella, è anche fastidiosa. Il fogliame è seccante, impegna tutti per via di quel continuo cadere, bisogna continuamente spazzare e ripulire; la neve quando è poca non è spassosa, ma quanto è troppa invece è necessario spalarla e spostarla dove non arrechi intralcio; la pioggia fa crescere l’erbaccia e strapparla fa venire mal di schiena e la brezza primaverile che fa alzare le onde del lago non rende la barca una culla piacevole; per non parlare dell’estate che col suo caldo torrido diventa insopportabile.

Gli uomini hanno delle soluzioni pronte all’uso: tagliare gli alberi che perdono le foglie, sollevare la neve (e non solo quella) per gettarla tutta nel lago, asfaltare dove cresce l’erba, investire in strutture di cemento per rendere confortevole anche il lago, e per finire poi, basta fuggire dalla calura estiva accendendo l’aria condizionata.

Ma tutto questo avviene a discapito di cosa, se non della vita stessa dell’uomo?

Il gas di scarico delle auto, tenute accese per avere un po’ di refrigerio, annerisce il cielo e su una terra ormai arida si scatena la rabbia della Natura, prima col fuoco, poi con la pioggia.

«CRETINA DI UNA NATURA!» gridiamo tutti. «Noi abbiamo fatto tutto bello qua, sai? Con la ghiaia e l’asfalto e i tageti! Lo sai quanto ci è COSTATO?!»

Ma alla Natura non importa un fico secco di quanto costano le cose […]

La tematica ambientale di questi tempi è molto sentita, ma quanto effettivamente gli uomini sono disposti a fare per cambiare le cose?

Le illustrazioni, delle quali si occupa sempre la stessa autrice, hanno le caratteristiche alle quali siamo altrettanto avvezzi: caricaturali, caotiche, dense e molto cariche anche nei colori. Sembrano delle vignette senza bordature, si distribuiscono senza ordine su tutta l’ampiezza della pagina, raccontando in maniera sincrona le storie diverse dei vari abitanti, dentro la storia principale. Descrivono in maniera precisa e marcata il mutare dell’espressività degli uomini e i loro atteggiamenti: stupore, gioia, allegria, entusiasmo, che poi diventano fastidio, fatica, rabbia, paura.

Di particolare impatto rimane il confronto tra l’immagine iniziale e quella finale del libro: il paesino composto da case con piscina accanto al grande tiglio, al mare, al lago e agli alberi, è diventato un paese asfaltato, ancora più ricco di dettagli materiali, ma senza il grande tiglio (ne è rimasto solo il tronco), con accanto un lago con meno alberi e più cemento. Alla Natura resta la consolazione di un ritrovato protagonismo almeno dal punto di vista testuale: se all’inizio è il paesino ad essere “al centro” e poi c’è la Natura fuori, alla fine è il paesino ad essere un po’ fuori dalla Natura.   

La Adbåge con questo racconto parla ai bambini di oggi che saranno gli adulti di domani, usando il loro linguaggio, ma è chiaro che gli attori protagonisti, nonché destinatari ultimi della tagliente morale e del boccone amaro, siano quegli adulti irrispettosi e privi di valori che non hanno nulla da insegnare ai bambini.

FACCIAMO CHE IO ERO UN SUPEREROE!

Emma Adbåge, traduzione di Samanta Milton Knowles, Beisler Editore, 2021, consigliato dai 4 anni

Con questa storia l’autrice fa tornare protagonista il punto di vista dell’infanzia, nella sua più profonda spontaneità. Nils e Pia sono compagni di scuola, ma non sono soliti giocare insieme, perché lui gioca sempre con Jocke.

Secondo Nils, Pia è piccola e rompiscatole.

Pia propone a Nils di giocare ai supereroi e prende il mantello da Batman. Nils dice di sì malvolentieri, ma pone una condizione:

«Sì, però facciamo che io ero Batman!»

Pia inizialmente non vuole cedere a lasciare il ruolo migliore a Nils, ma poi accetta di fare la parte del gattino.

Nils e Pia si incontrano all'asilo

Com’è ovvio che sia per un bambino coi superpoteri, Nils è il più forte del mondo: vola, mangia tutto con una voracità inaudita ed è sempre pronto per combattere i cattivi. Pia però è decisa a non restarsene in disparte: anche se è un gattino riesce a volteggiare nell’universo, beve latte speciale e mangia caramelle apposite per gatti, finendo anche per trovarsi faccia a faccia con un serpente molto pericoloso.

Tra un battibecco su chi-debba-decidere-cosa e una discussione su chi possa essere decretato il più forte, Nils e Pia finiscono per creare un’avventura ricca di peripezie e divertimento, senza che vi siano dei ruoli di fatto, realmente prestabiliti. L’ormai navigato Batman non si può più limitare a salvare con lo sciroppo magico l’indifeso gattino dal mostro che l’ha ucciso, perché anche gattino ha le sue invidiabili peculiarità. Tanto desiderabili che, non appena arriva Jocke che chiede di poter giocare a Batman, sarà Nils ancora una volta a decidere: 

«Sììì… va bene… Però facciamo che tu eri Batman e noi eravamo gattini con gli artigli speciali.
Perché giochiamo sempre così, io e Pia!»

Se ne Il Regalo la figura genitoriale era presente ma non esercitava autorità, qui gli adulti sono totalmente assenti: nessuna maestra compare a mettere equilibrio tra i due bambini o a far presente a Nils che se si gioca con altri è bene che tutti possano dire la loro per sentirsi egualmente inclusi. Sono i bambini a sbrogliare la matassa in autonomia e a trovare un modo per fare amicizia e andare d’accordo.

In questo caso le illustrazioni sono molto utili all’arricchimento del testo. Visto che è la fantasia dei due bimbi a creare una storia dentro la storia che noi stiamo leggendo, i disegni non solo ci mostrano l’ambiente reale che li attornia, ma servono anche a renderci visibile il loro splendido mondo immaginario: l’universo, il mostro, l’isola deserta, la giungla, la capanna col tesoro…

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La natura. Ediz. a colori
  • Adbåge, Emma (Author)
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