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Federico, il topolino poeta di Leo Lionni

Ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto che la mia bambina si avvicinasse alla bellezza della poesia.
La bellezza di testi che possono rendere magico un momento.
Poche parole… speciali.
Volevo che la mia bambina capisse che ci sono favole bellissime, certo, ma ce ne sono altre che possono essere ancora più belle.
Profonde, eleganti, sensibili… insomma poetiche.
Poi, grazie ad un gradito regalo, è arrivato a casa nostra Federico, quello che noi d’abitudine chiamiamo “il nostro topino poeta!”
E la poesia è finalmente sbocciata.

Federico

Leo Lionni, Babalibri, 2005

Federico-leo lionni cover

Federico è un piccolo topolino di campagna.
Vive con gli amici tra i buchi di un vecchio muro di pietra vicino al granaio di una fattoria.
Federico fa davvero tenerezza e non potrebbe essere che così.
Basta vedere il suo visino dolce e lo sguardo un po’ sornione per innamorarsi subito di lui.
A noi è bastato osservare l’illustrazione di copertina, dove si presenta tenendo in mano un lunghissimo papavero rosso.

Federico Leo Lionni

Federico e i suoi amici vivono le loro giornate in tutta tranquillità ma l’inverno sta per avvicinarsi, il granaio rimarrà vuoto e bisognerà iniziare a pensare alle provviste per affrontare il gelo e le lunghe e fredde settimane invernali.
C’è gran fermento tra i topolini.
Chi prende le noci, chi raccoglie le bacche e chi pensa al fieno.
Tutti, ma proprio tutti, sono all’opera.
E Federico?

i topolini fanno le scorte

“Federico perché non lavori?”
“Come non lavoro” risponde lui anche un pochino offeso.

Ma si sa, a volte le apparenze ingannano e lui, Federico, non è pigro… anzi al contrario è molto laborioso. Sta raccogliendo delle provviste speciali. Delle provviste che non si mangiano, ma che offrono un altro tipo di nutrimento a chi le riceve.
Federico sa che nei lunghi giorni invernali, quando farà tanto freddo e la noia oppure la tristezza potrebbero prendere il sopravvento, ad aver bisogno di essere alimentata e coltivata sarà soprattutto l’anima.

Gli amici topolini non conoscono le sue intenzioni. E giudicano male il suo comportamento.
Si chiedono come faccia Federico a raccogliere provviste prendendo il sole, stando su una grande pietra osservando attentamente il prato oppure stando seduto all’ombra di una pianta.

Potrebbe sembrare un vero e proprio mistero.
In realtà Federico, che è un topino sensibile e generoso, sta facendo delle scorte utili a tutti loro. Ma cosa sta raccogliendo?
Cose semplici ma proprio per questo belle.
Cose di cui a volte ci dimentichiamo perché troppo concentrati su noi stessi e sulle nostre attività. Sempre di corsa e frenetici.Federico preleva i colori

Federico raccoglie i caldi raggi del sole per quando il freddo sarà pungente.
I colori inebrianti per rendere migliore il grigio dell’inverno.
Raccoglie le parole per quando non rimarrà nulla da dirsi.

Queste parole:

Chi fa la neve, il prato, il ruscello?
Chi fa il tempo brutto oppure bello?
Chi dà il colore alle rose e alle viole?
Quattro topini azzurri di pelo,
che stanno lassù a guardarci dal cielo.
Uno fa il sole e l’aria leggera
e si chiama topino di Primavera.
Bouquets profumati… serenate,
ce li regala il topino dell’Estate.
Il topino d’Autunno fa scialli e ricami
con foglie dorate strappate dai rami.
Il topino d’Inverno, purtroppo si sa,
ci dà questa fame… e il freddo che fa.
Le stagioni sono quattro. Ma a volte vorrei
Che fossero sette, o cinque, o sei.

Questo è un albo raffinato scritto e illustrato da Leo Lionni, autore di innumerevoli e pluripremiati libri per bambini, che è stato anche un celebrato designer, grafico, art director, pittore, scultore, illustratore. Nei suoi albi illustrati l’elemento poetico è sempre presente, così come un’aura di grazia, pulizia, semplicità.
Federico è un esempio bellissimo di come la poesia possa entrare a far parte di un libro per bambini in modo gioioso e avvincente.
Federico è un testo nel quale non c’è una morale predefinita ma c’è, invece, la creazione di un mondo di valori universali come la condivisione, la collaborazione e l’unicità di ognuno di noi.
Una favola contemporanea di cui credo possa esserci bisogno sempre. Per posare lo sguardo su ciò che veramente conta. Per non dimenticarsi di coltivare la propria anima e di dare ascolto alle proprie emozioni.

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