Un po’ gatto e un po’ cane

I bambini nei miei libri sono sempre senza paura. Sono stato allevato così da mia madre. Niente poteva smuoverla e l’umorismo prendeva sempre il sopravvento. Ad esempio, facendo l’occhiolino, disse con una risatina prima di fronteggiare la Gestapo: «Vedrai, sono tutti idioti!».
(dichiarazione di Tomi Ungerer, riportata sul suo sito ufficiale, Children’s Books « Tomi Ungerer, traduzione dall’inglese mia)

Temerarietà, umorismo e una mamma che sa il fatto suo, tre ingredienti autobiografici che Tomi Ungerer porta in dote a Flix, il protagonista di un suo racconto illustrato del 1997, oggi riproposto in Italia da Camelozampa, dopo diversi anni di assenza dai cataloghi dell’editoria nostrana.

FLIX

Flix è un cane, un carlino per la precisione, e questo fatto non sarebbe in sé rilevante, non fosse che i suoi genitori, i signori Colza e Zeno Krall, sono entrambi gatti. Appena venuto al mondo, il padre guarda basito il suo musetto piatto e tutto a pieghe e la gioia di essere diventato papà cede momentaneamente il posto ad un grande turbamento; correva voce che [la] nonna [di Zeno] avesse avuto una relazione con un carlino e dopo qualche generazione, eccone la prova. Sì, Flix è un cane, e allora? chiosa la mamma, per cui semplicemente non sussiste alcun problema.

Flix è un cane nato da due gatti

Il cucciolo cresce a Borgatto, circondato dalla curiosità, quando non dal rifiuto, dei concittadini; i coetanei in particolare non lo vogliono come compagno di giochi, lo deridono e lo isolano. Il suo essere “cane” gli impedisce una piena integrazione in una città di soli gatti. Dalla sua parte però ci sono i suoi genitori, che lo crescono come un vero gatto, nutrendolo di prelibate leccornie feline (cercate tra le illustrazioni i vari modi in cui è possibile degustare un topo!), gli tengono le unghie ben affilate così che possa arrampicarsi sugli alberi come fanno tutti i mici e gli insegnano a parlare il gattese. D’altro canto, si prendono cura anche nella sua parte canina che non viene in alcun modo limitata ma anzi è aiutata a fiorire. Fondamentale a questo scopo è Medoro, un bassotto di Canecittà, amico di famiglia e padrino di Flix; sarà lui ad insegnargli a nuotare, supplendo all’idrofobia dei Krall, a parlare la lingua canina e ad ospitarlo quando il giovane carlino deciderà di frequentare la scuola a Canecittà.

Flix ha un’identità ibrida nella quale impara a sentirsi comodo, divenendone forte e responsabile; il suo essere sia gatto sia cane farà anche la sua fortuna, permettendogli di compiere gesta eroiche impossibili “per natura” a tutti gli altri, ottenendo così fama e successo nella vita pubblica come in quella privata.

Tra Borgatto e Canecittà scorre un fiume che le tiene separate e impenetrabili l’un l’altra; Flix diventa “il ponte” che le unisce, un imprevedibile e rivoluzionario scherzo della natura che abbatte le barriere della cultura.

FLIX

Anche Ungerer visse “tra due mondi”

Difficile non vedere in trasparenza, dietro questa storia raccontata con grande leggerezza, qualcosa dell’esperienza, tutt’altro che leggera, dell’autore che visse la sua infanzia in luoghi di confine e di scontro. La terra natìa di Ungerer, l’Alsazia contesa tra Francia e Germania negli anni Trenta/Quaranta dello scorso secolo, fu un territorio intimamente disgregato e disgregante; il piccolo Tomi fu costretto a cambiare nazionalità due volte e ad imparare, oltre al francese, sua lingua madre, anche il tedesco (dopo l’occupazione nazista di Strasburgo) e l’inglese. Suo malgrado, divenne trilingue e dopo aver assistito a tante brutture della guerra, a 14 anni aveva già maturato orrore per la violenza, per il pregiudizio, l’ingiustizia e il fanatismo di qualsiasi tipo (Childhood « Tomi Ungerer, traduzione mia). Di questi ideali, il Tomi Ungerer adulto farà la bandiera di tutta una vita, spendendosi politicamente e culturalmente a favore della riconciliazione franco-tedesca e, in generale, della libertà e del rispetto tra esseri umani; tutto senza mai perdere l’umorismo che sempre lo contraddistinse:

Sono nato emigrante nel mio stesso paese e lo sono rimasto per tutta la vita. […] Ero francese prima della Seconda Guerra Mondiale, poi sono arrivati ​​i nazisti ed ero tedesco. Dopo la guerra ero di nuovo francese.

Come ho detto una volta, l’Alsazia è come una toilette: sempre occupata! D’altra parte, è una sorta di libertà non avere sentimenti patriottici. Questo avanti e indietro mi ha insegnato a confrontare piuttosto che condannare o odiare. Mi ha insegnato la relatività, un tema importante nel mio lavoro. Se c’è una partita di calcio tra Francia e Germania, spero comunque che vincano gli irlandesi! (dichiarazione di Tomi Ungerer, Alsace « Tomi Ungerer, traduzione mia)

FLIX

scritto e illustrato da Tomi Ungerer, traduzione di Sara Saorin, pp. 40, Camelozampa, 2021, costo euro 16.00 – Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Flix copertina del libro
RISPARMI 0,80 €
Flix. Ediz. a colori
  • Ungerer, Tomi (Author)
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