Giro Girotondo: un libro per promuovere empatia e cooperazione

La presentazione in Senato del libro di Cristina Obber diventa occasione per parlare di contrasto al bullismo e prevenzione

Ospitata il 24 settembre scorso nei prestigiosi spazi del Senato, nella cinquecentesca Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani, la presentazione dell’albo illustratoGiro Girotondo“, scritto da Cristina Obber e illustrato da Silvia Vinciguerra (Settenove edizioni), ha offerto lo spunto per portare alla ribalta temi di stringente attualità e parlare di empatia, inclusione, superamento di pregiudizi e contrasto alle violenze.

il libro Giro Girotondo

Giro Girotondo: di cosa parla?

Giro Girotondo è un delicato albo illustrato per bambini e bambine dai 3 anni che con tono leggero e gioioso racconta la bellezza e la ricchezza di ogni essere umano, lo spirito di collaborazione e il gioco tra pari. Nasce in seno a una casa editrice, Settenove, che ha nel suo dna l’abbattimento di ogni forma di discriminazione e la rottura degli stereotipi, per portare ai bambini e alle bambine messaggi di apertura, condivisione, conoscenza e rispetto dell’altro da sé.

Il libro gode del sostegno di Amnesty International in quanto si fa messaggero e veicolo di diritti umani fondamentali, come il rispetto delle diversità, l’amicizia e la cooperazione, incoraggiando i più piccoli a essere orgogliosi di come sono, ognuno unico e speciale con le proprie caratteristiche e abilità.

l'ulivo secolare

La trama

La scimmietta Giorgia ci presenta la sua scuola, o meglio il giardino della sua scuola, popolato da bellissime farfalle di tanti colori, dove campeggia uno splendido ulivo secolare. Intorno al tronco dell’albero si può formare un grande girotondo, a cui prendono parte tutti i compagni, in una lunga fila di mani e code intrecciate.

Chi sono gli animaletti umanizzati che compongono l’allegro girotondo? Ognuno di loro ha un nome e una peculiarità messa in evidenza da Giorgia, qualcosa che secondo lei lo rende unico e speciale. Per esempio c’è Filippo, che fatica a leggere ma sa disegnare orribili mostri, e c’è Marco, con le labbra sottili, gli occhiali grandi e parla un po’ più piano.

Anche Giorgio, il fratellino di Giorgia, prende la parola per introdurre i suoi amici, mentre sulle pagine ariose sfila una vivace e variegata carrellata di corpi, personalità, attitudini.

la topolina brava in matematica

Il girotondo prosegue, spensieratamente, sotto una volteggiante cascata di foglioline che piovono dall’ulivo. Poi a un certo punto, OPS!, la catena di mani intrecciate si interrompe, perché la tartaruga Michele, che ha le gambe un poco deboli, inciampa. Ma è solo un momento, gli amici lo aiutano a rialzarsi e il girotondo riprende, solo un po’ più lento, e il divertimento continua per tutti.

la tartaruga michele

Giro Girotondo,
questo è il nostro mondo.
Insieme ad abbracciare
l’ulivo secolare.

Su in cielo splende il sole
nel tempo che ci vuole
.

«Volevo raccontare con semplicità la bellezza dello stare insieme, del rispettarsi e del sostenersi, perché ognuno di noi ha qualcosa che non sa fare, ed altre in cui riesce meglio», ha dichiarato l’autrice, Cristina Obber.

Cristina Obber

Le illustrazioni, dal tocco soave e leggero, restituiscono un senso di gioia e positività al racconto, come ha spiegato l’illustratrice Silvia Vinciguerra, interessata a rappresentare la naturalezza e la spontaneità del gioco: «Il girotondo funziona solo se tutti ne fanno parte, il cerchio non si può spezzare. E questo è un fatto naturale, il gioco è una cosa naturale».

I nomi dei personaggi del libro prendono spunto da reali vittime di bullismo, in Italia e all’estero. Alcune sono riuscite a superare quella sofferenza e a raccontare al mondo la loro rinascita, altre no e si sono tolte la vita; come Carolina, che era una ragazza leader anche nello sport o come Michele, vessato dai compagni di scuola per le sue difficoltà motorie.

le foglie con i nomi delle vittime di bullismo

Fra i relatori e le relatrici invitati, c’erano i genitori di due ragazzi vittime di bullismo, Maria Catambrone Raso (mamma di Michele, che sognava di diventare pasticcere) e Paolo Picchio (papà di Carolina, che riusciva bene nell’atletica ed aveva una personalità brillante). Entrambi, coraggiosamente e generosamente, hanno condiviso le loro storie per poi rimarcare la necessaria rieducazione della società e la prevenzione che andrebbe sistematicamente portata avanti a tutti i livelli: nelle scuole, negli oratori, nelle comunità sportive, coinvolgendo non solo i ragazzi, i bambini, ma anche gli adulti, le famiglie, gli insegnanti, l’intera comunità educante. «Le parole fanno più male delle botte», ha scritto Carolina nella lettera che ha lasciato prima di suicidarsi; «Spero che adesso sarete più sensibili alle parole che userete. Ciò che è accaduto a me non deve più succedere a nessuno».

presentazione del libro Girotondo
da sinistra: Silvia Vinciguerra, la senatrice Valeria Fedeli, Cristina Obber

Toccante è stato l’intervento di Francesca Cesarotti, responsabile diritti umani ed educazione di Amnesty International, che ha ricordato a tutti che parlare di bullismo significa parlare di violazione dei diritti umani, perché è un fenomeno che toglie la dignità e impedisce di sopravvivere. «La diversità, per i bambini a cui è rivolto questo libro, è una semplice caratteristica. Quand’è che diventa un problema?».

«Un albo illustrato come questo», ha sottolineato la senatrice Valeria Fedeli, «ha un valore fondamentale, perché si rivolge alla scuola dell’infanzia e l’educazione comincia dai primi mesi di vita dei bambini e delle bambine. Penso che questo libro debba rientrare nel percorso educativo e formativo delle scuole ed è necessario che si insegni agli insegnanti come va letto e presentato ai bambini». Perché, ed è stato ribadito più volte, l’educazione è l’unica forma di prevenzione.

il girotondo si riforma