Hugo | L’anno in cui ho conosciuto il mio angelo custode

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di Alessandra Bonizzoni

La casa editrice Natura e Cultura, fondata nel 1989, ha un catalogo di opere selezionate con un principale criterio: l’attenzione alla persona. I testi pubblicati, alcuni di ispirazione antroposofica, volgono l’attenzione alla ricerca del benessere e alla scelta di uno stile di vita improntato ad una perfetta comunione con il proprio sentire.

Un ampio raggio di temi affrontati: tecniche di coltivazione naturale, agricoltura biodinamica, discipline olistiche, testi dedicati alle varie tappe della crescita – dall’infanzia all’età adulta, alimentazione e alcuni libri di storie per i più piccoli.

Per i giovani lettori, Natura e Cultura ha all’attivo sei lavori, scritti da autrici di spessore: dalla nota Gerda Muller (La grande quercia), capace di racconti e illustrazioni di pura poesia, a Wendy Meddour, scrittrice e illustratrice di libri per bambini, il cui romanzo d’esordio (Dottie Blanket e la collina) è stato segnalato dal Guardian come uno dei “Migliori libri per bambini dell’anno”, dalle italiane Giuseppina Maria Quattrocchi, filosofa e insegnante di scuola steineriana e Laura Vannelli, studiosa di pedagogia steineriana e laureata in lingua cinese, a Almidena Diaz Requena, autrice di “Hugo. L’anno in cui ho conosciuto il mio angelo custode”, libro che abbiamo letto ed approfondito e di cui oggi parliamo.

Hugo. L’anno in cui ho conosciuto il mio angelo custode

di Almidena Diaz Requena, tradotto da T. Abbate, illustrato da M. Ruggeri, Natura e Cultura Editrice
Età di lettura consigliata: dai 9 anni

Hugo, l'anno in cui ho conosciuto il mio angelo custode
Molto del lavoro di educatrice sociale ha influito sicuramente nella stesura di Hugo, di fatto una favola con un intento morale– come ogni favola che si rispetti.

Hugo è un angelo custode. Ha frequentato l’Accademia degli Angeli Custodi e con profitto e passione ne ha seguito tutte le lezioni:

Si esercitano a rendersi invisibili e a far apparire gli oggetti per magia.
Fanno perfino lezioni di ginnastica, perché devono saper volare veloce ed essere forti.

La sua materia preferita era pericoli silvestri, amava studiare le piante e i frutti velenosi [….] e gli animali selvaggi.

Il suo desiderio era vedersi assegnare un bambino pieno di energia e vitalità e soprattutto pronto ad affrontare tanti pericoli.

Sergio Dominguez Sulz. Appena lesse il nome del bambino, Hugo volò rapidissimo a conoscerlo all’ospedale in cui era nato. Era in un’incubatrice, minuto e bianchiccio, ed era l’unico tra i neonati che restava tranquillo e placido.

Dopo diversi anni, però, Sergio continuava ad essere minuto e bianchiccio e decisamente noioso allo sguardo di un angelo custode con una gran voglia di salvarlo da pericoli e giochi azzardati.

Niente, Sergio si dedicava unicamente a mettere insieme puzzle, disegnare, fare i compiti e i suoi pomeriggi si dividevano tra lezioni di inglese e di yoga. Al mattino frequentava una scuola snob che fornisce un’istruzione di alta qualità.

Sergio non era mai andato ad un parco giochi, non aveva mai provato neppure a salire su un’altalena e mai si era imbattuto in giochi con altri bambini.

Hugo

Lo stile di vita dei bambini è l’adulto ad imprimerlo – in particolare i genitori, ma chiunque graviti attorno alla loro vita non può certo esimersi dall’osservare ed eventualmente accompagnare verso il desiderio di conoscere, esplorare e mettersi in gioco, in particolare attraverso il gioco. Un desiderio innato, frenato talvolta dalla paura, dall’abitudine o dalla mancanza di sperimentazione.

In questa storia, dal tocco ironico, le figure adulte di riferimento per Sergio non ci fanno certo una bella figura.

Sergio è affidato ad una balia pigra, una signora grassottella, a cui non piaceva uscire e …amante delle telenovelas . I genitori sono totalmente presi dal lavoro e se domanda loro qualcosa, prima di rispondere si confrontano e consultano tomi di psicologia. Sergio ha qualche cedimento ma per me sono come semidei che sanno tutto […] non mi sarebbe mai capitato di fare qualcosa che non si sarebbero mai aspettati da me.

Così la sua vita scorre sui binari precostruiti da adulti impegnati, probabilmente più sicuri di saperlo ben introdotto in un luogo dove niente possa scuoterlo o mettere in gioco la sua sicurezza. Sino a che Hugo decide di trasgredire la Legge degli Angeli Custodi e di mostrarsi agli occhi di Sergio e di metterlo a parte del suo desiderio – magari anche un po’ egoistico – di vederlo vivere appieno la sua età.

Sergio, incalzato dal suo Angelo, comincerà ad avvicinarsi ai suoi coetanei, a scoprire come una disabilità non impedisca di giocare e a vedere la vita da altri punti di vista. Non senza paura e tentennamenti, Sergio comincia ad infrangere le regole di casa; prima tra tutte partecipare alla gita di classe, nel bosco e in tenda.

Sarà un’esperienza iniziatica, per lui e i suoi genitori che dovranno fare i conti con un Sergio nuovo, un bambino di dieci anni con un’immensa voglia di “mordere la vita”.

Certo nessuno può immaginare quanto sia stato importante il lavoro di Hugo, la costante presenza nell’incentivare e motivare, senza mai perdere la speranza, convinto davvero che Sergio possa vivere la sua età nel modo giusto.

Alla fine ad Hugo neanche interesserà vincere il premio riservato agli angeli: come dovrebbe essere per ogni genitore, il suo trofeo sarà il piacere di vedere Sergio realizzato. Si metterà in ombra, certo di aver realizzato il suo compito.

Un libro che è una piacevole lettura, ricca di stimoli ma senza dubbio un monito per noi genitori: i figli non sono il nostro continuum e neppure i nostri trofei mai conseguiti, le nostre paure mai davvero superate. I figli hanno un loro percorso, a noi il solo diritto/dovere di aiutarli a trovarlo.

“Quanto può essere faticoso a volte togliersi le ragnatele di dosso”, scrive Sergio nel suo quaderno. Ma quanta soddisfazione può dare?

RISPARMI 3,00 €
Hugo. L'anno in cui ho conosciuto il mio angelo custode
  • Almudena Díaz Requena
  • Editore: Natura e Cultura
  • Copertina flessibile: 128 pagine
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