I libri pop-up distraggono i bambini?

Un recente studio inglese, presentato alla conferenza annuale della British Psychological Society, mette in guardia da alcuni possibili “rischi” legati all’impiego dei libri pop-up da parte dei bambini di età prescolare.

Secondo i ricercatori, questa tipologia di libri caratterizzati da elementi che fuoriescono dalle pagine e inserti con cui interagire, che nelle intenzioni di chi li realizza dovrebbero divertire e quindi maggiormente coinvolgere i giovani destinatari, in realtà sarebbero fonte di distrazione e ostacolerebbero l’apprendimento di nuove parole.

In pratica questi volumi da manipolare e toccare verrebbero considerati dai bambini dei “giocattoli“, e non dei “libri veri” che invece predispongono meglio all’ascolto e alla concentrazione.

pop up di un leopardo

Il test su 31 bambini piccoli

I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver effettuato un test su 31 bambini di uno, due e tre anni (qui il resoconto dal sito Telegraph.co.uk). I bambini sono stati suddivisi in due gruppi. A ciascun gruppo è stato chiesto di osservare un libro alla presenza di un ricercatore. Il libro conteneva nove immagini di cibi, compreso un frutto a forma di stella che i bambini non avevano mai visto prima. Il volume mostrato ai due gruppi era il medesimo tranne che per un particolare: uno conteneva parti in rilievo e pop-up, l’altro era un semplice albo con pagine cartonate.

Alla fine della sessione, il 68% circa dei bambini che aveva osservato il libro tradizionale ha ricordato il nome del frutto a forma di stella rispetto al 30% dei bambini che aveva sfogliato il pop-up.

Il Dr Shinskey, alla guida della ricerca, ha così commentato i risultati:

“I libri che presentano questo genere di caratteristiche sono molto popolari tra i genitori, che sperano che la funzione interattiva aggiunga divertimento e quindi faciliti l’apprendimento della lettura. Tuttavia, se i genitori vogliono che i loro bambini ricavino qualche insegnamento dai libri, “libri-giocattolo” e pop-ups non sembrerebbero la scelta giusta […].

Il nostro consiglio è dunque quello di proporre ai bambini una vasta gamma di libri in modo che imparino ad amare la lettura così come ad apprendere qualcosa di più sul mondo che li circonda”.

Risultati “scontati”

Riflettendoci su, questi risultati non mi stupiscono affatto. Anzi li trovo piuttosto prevedibili. Più il bambino è impegnato a “giocare con il libro”, più la sua attenzione verso la trama o le parole è limitata. In quel momento si diverte a toccare, guardare da vicino, scoprire com’è fatto, insomma è “preso” da altri fattori.

L’ideale sarebbe, come ho scritto e ripetuto più volte, proporre ai bambini diverse tipologie di albo, far loro sperimentare e conoscere tanti bei libri scritti, illustrati e progettati in modo differente, per abituarli sin da piccoli alla varietà artistica, metterli a contatto con immagini e testi raffinati, e aiutarli a decifrare con strumenti più precisi la complessità del mondo.

Andrea e i libri pop-up

A differenza della sorella maggiore, Andrea ha con i libri un rapporto molto, ma molto, ma molto fisico. Del resto questa sua esigenza incontenibile di afferrare, manipolare, scaraventare (ehm…) i libri, la manifesta anche con qualsiasi altro oggetto o gioco reputi interessante. La sua attività preferita sembra essere quella di saggiare la resistenza dell’oggetto in questione e ascoltare il rumore che produce nel momento in cui si impatta al suolo o su un mobile.

I libri li conosce, li riconosce, li tira fuori dalla libreria con gusto, li sfoglia anche col ditino (qualche pagina per ora, senza seguire un ordine preciso) e poi li strapazza. Si diverte a toccare e indicare con l’indice soprattutto i pop-up, in cui le figure escono dalle pagine come elaborate sculture di carta. Mentre “legge” questi delicati libri, tutti i suoi sensi sono in allerta, e io gli sono accanto, lo assecondo, recito le brevi frasi di accompagnamento, ma sono soprattutto pronta a intervenire per evitare che il suo “entusiasmo” lo porti a danneggiarli irreparabilmente.

I libri di Kimiko

Primi libri pop-up di Kimiko

I pop-up che gli sto proponendo sono ovviamente dei primissimi libri cartonati pensati per bambini della sua età, come i libri di Kimiko dell’editore Babalibri, con poche pagine resistenti dai colori squillanti, alcune parti di materiale diverso e figure che sbucano fuori dalle pagine. Ciascuno di questi libri vede un animale protagonista impegnato in semplici azioni e il bambino è guidato dal brevissimo testo ad accarezzarlo, a posare le mani su alcuni dettagli del suo corpo o sugli oggetti che lo circondano. Le illustrazioni sono basilari, piatte, tracciate con linee grosse e nere.

Il cavallino salta il gatto sale sul tetto il cavallino passa in mezzo al grano

Mi sembra che Andrea, durante la sua libera esplorazione del libro, presti comunque attenzione alla mia voce e che, ascolto dopo ascolto, abbia imparato a riconoscere le semplici parole che pronuncio: coda, gatto, latte, scodella, e ancora, cavallino, corro veloce, mamma. La mia è solo una supposizione, perché mio figlio ancora non parla (ha 13 mesi), ma da come mi segue con lo sguardo e annuisce credo di non sbagliarmi.

La vostra esperienza

Mi piacerebbe confrontarmi con voi: qual è la vostra esperienza con i libri pop-up? Piacciono ai vostri bambini? Pensate anche voi, come rilevato dalla ricerca inglese, che vengano fruiti come dei giocattoli anziché come libri veri e propri?

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Francesca Tamberlani
Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.