Il grande cane rosso – Una storia di crescita e di infanzia che vola via

Ecco un altro breve racconto che è venuto in vacanza con noi. Era da tempo che mi attendeva sullo scaffale e, visto il peso contenuto e l’agile formato, non ho avuto dubbi a ricavargli un posticino in valigia. Ma proprio ino ino, 40 paginette intervallate da illustrazioni, abbondanti spazi bianchi, interlinea ariosi. Letto in 10-15 minuti.

Un bambino di 8 anni ci impiegherà probabilmente un po’ di più, ma al di là della brevità, che non era l’aspetto su cui volevo in realtà soffermarmi, questo piccolo libro mi è sembrato particolarmente denso di contenuto. La sua “sostanza”, racchiusa in pochissime righe, mi ha meravigliato.

IL GRANDE CANE ROSSO

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Vincent Culliver, illustrazioni di Chiara Lanzieri, trad. Flavio Sorrentino, Biancoenero, 2017
Età consigliata dall’editore: dai 6 anni

il grande cane rosso

La voce narrante è quella di un ragazzino che si definisce assolutamente normale, come normali sono la sua famiglia, la scuola che frequenta, il maestro ecc. ecc.

Al mattino mi annoio, nel pomeriggio
mi rompo e il resto del tempo sbadiglio.
Nel cortile, io corro.

Con una prosa asciutta, che va dritta al sodo, un po’ spiccia, il bambino racconta la sua quotidianità monocorde, in cui tutto gli pare piatto, prevedibile, poco emozionante. Eppure, ammette, c’era stato un tempo, non molto lontano, in cui le cose gli sembravano speciali, strane, misteriose.

Quando era piccolo, per esempio, il suo papà era immenso, una montagna allegra e rassicurante. Lo faceva volare nel cielo con le sue forti braccia senza mai farlo cadere. Mai.
La mamma era come una fata dall’odore di brioche che non si stancava mai e sorrideva a tutti. E la sorella? Una piccola maga che otteneva tutto ciò che voleva.

il papa lo fa volare

La scuola era una costruzione lontana, rumorosa, dove avvenivano liti furiose e comparivano sangue, cerotti… Per non parlare di quel signore con la barba bianca e il vestito rosso che una volta all’anno si intrufolava nel camino di casa per lasciare doni non proprio inaspettati. Quanti fatti inspiegabili si verificavano!

E poi un giorno è successo qualcosa;
ma non so cosa.

Il bambino è diventato ragazzino e il mondo si è trasformato. Da posto strano e ricco di fascino, è diventato un luogo scialbo e prevedibile, dove non esiste più Babbo Natale e nemmeno il topolino dei denti.

babbo natale

Quando si perde l’incanto dell’infanzia? Quando finiamo di essere cuccioli pieni di domande e desiderosi di imparare? Qual è esattamente il momento in cui smettiamo di affidarci completamente agli altri e cominciamo a guardare le cose per quelle che sono?

Vincent Cuvellier, noto autore francese per ragazzi, racconta senza retorica la fine dell’infanzia e l’inizio di una nuova fase nella vita del protagonista. Una fase faticosa, in cui ci si sente diversi, delusi, annoiati. Una fase che tutti noi abbiamo attraversato, e che altro non è che la crescita.

il paese dove abita il bambino

E ora una breve parentesi personale. Qualche sera fa nel cielo brillava una luna incredibile. Uno spicchio latteo che sembrava vicinissimo, sul punto di caderci addosso. Mentre camminavamo, diretti a un ristorante, e facevo osservare a mia figlia la bellezza mozzafiato di quella luna dal profilo elegante, lei mi ha chiesto: “Mamma, non ti sembra che ci stia seguendo?”. “Sì, è vero”, le ho risposto. “E invece no, la luna è ferma!”, ha aggiunto lei con gli occhi scintillanti. “Me lo ha detto Sofia, la mia cugina grande”.

Ecco, le sue parole sincere, il suo sorriso dolce, la sua meraviglia per quella scoperta importante, mi hanno fatto pensare alla bellezza smisurata dell’infanzia. Alla potenza delle sue aspettative, alla sete di conoscenza, alla riconoscenza verso chi sa offrire risposte semplici e oneste alle sue infinite domande.

Mia figlia sta vivendo in pieno questa fase ricca di conquiste stupefacenti e io ritrovo in lei tutta l’esaltazione ricordata dal protagonista-bambino narrato da Cuvellier. Già soffro all’idea che tra qualche anno non sarà più così…

Tuttavia, anche nella normalità e nella monotonia di giorni che appaiono tutti uguali possono capitare esperienze fuori dall’ordinario. Fatti imprevisti che risvegliano i sensi, provocano un’accelerazione dei battiti cardiaci e il divampare di un’emozione. Il ragazzino del libro scopre di possedere un’abilità che lo fa sentire bene. Una miccia che riaccende in lui il desiderio di fare, di impegnarsi in qualcosa e di guardare alla vita con ottimismo e slancio.

Ci saranno altre svolte ad attenderlo. Nuovi stupori. Scoperte che gli faranno tremare le gambe.

Riporto quanto scritto nel comunicato stampa della casa editrice:
Quando ha inviato una email a tutti i suoi contatti per augurare loro Buone Feste, Vincent Cuvellier non immaginava che il breve racconto scritto per l’occasione sarebbe diventato un libro. E invece biancoenero l’ha letto e ha chiesto all’autore di pubblicarlo in anteprima. Così è uscito Il grande cane rosso.

Il racconto, come tutti quelli dell’editore biancoenero, è impaginato secondo i criteri dell’alta leggibilità, progetto che la casa editrice porta avanti dal 2005 con lo scopo di avvicinare alla lettura tutti i ragazzi, anche quelli che fanno fatica a leggere.

RISPARMI 1,20 €
Il grande cane rosso. Ediz. a colori
  • Vincent Cuvellier
  • Editore: Biancoenero
  • Copertina flessibile: 48 pagine

 

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