Le emozioni del Natale in quattro libri illustrati per bambini del 2019

Avventura, divertimento, desideri da esprimere, tempi di attesa e di speranza, momenti di gioia e momenti di malinconia... ecco quattro storie natalizie che abbiamo particolarmente apprezzato in questo inverno 2019

Il bambino che partì per il Nord alla ricerca di Babbo Natale

di Kim Leine, illustrazioni di Peter Bay Alexandersen, traduz. Ingrid Basso, Iperborea, 2019
Età di lettura consigliata: dai 7-8 anni come lettura autonoma, prima se in lettura condivisa

Un’avventura vissuta con il proprio papà per imparare a conoscersi meglio

Accarezzare e stringere tra le mani questo piccolo libro regala già di per sé una sensazione di appagamento. La copertina è porosa, con una delicata trama in rilievo che sembra un ricamo, l’illustrazione è raffinata, cristallina, candida, come dovrebbe essere l’immagine introduttiva di una storia ambientata nelle estreme latitudini.

Rigore e cura le ritroviamo anche all’interno, nel contenuto: una storia asciutta e dolce, in cui “il tema natalizio” è il collante che permette di entrare nella complessità e nelle sfumature di un rapporto familiare autentico e forte.

Con uno stile stringato e incisivo, l’autore ci presenta il piccolo Andreas, che vive con la sua famiglia in un villaggio montano della Groenlandia, coperto di neve e ghiaccio, soggetto alla furia delle tempeste, ma rischiarato della luce argentea della luna e delle stelle.

Una settimana prima della Vigilia, Andreas propone al papà, che detesta il Natale e lo considera una stupidaggine, di fare un giro in slitta verso il nord, dove abita Babbo Natale. “Ti racconterà lui del Natale”.

Senza molta convinzione, il papà accetta di concedersi una vacanzina col figlio e di raggiungere il vecchio capanno di caccia. Il viaggio, che dura diverse ore, con la slitta trainata dai loro dodici cani, è tutto un programma, un’avventura estrema con voli, atterrate morbide, cigolii, discese a rotta di collo, risalite ardue, l’aria fredda che sferza il viso e il petto, l’aspra durezza del ghiacciaio, il dolce cacao da assaporare nei momenti di pausa.

Giunti finalmente al capanno, i due si ritrovano nel tepore di un luogo intimo e hanno tempo e modo di confrontarsi, di raccontarsi un poco di sé, di aprirsi. Quando sopraggiunge la notte, il bambino si prepara a ricevere la visita speciale che farà ricredere il suo papà una volta per tutte.

«Poi arrivò un rumore dal tetto, dei passi pesanti. E sentì anche qualcos’altro, come degli sbuffi. Le renne, pensò. È Babbo Natale, con la slitta, i regali, le renne e tutto quanto»

Il numero di telefono di Babbo Natale

di Emanuela da Ros, illustrazioni di Federico Appel, Parapiglia Edizioni, 2019 (il libro è stato pubblicato per la prima volta dalle Nuove Edizioni Romane nel 2009 con il titolo Ma Babbo Natale non ce l’ha il cellulare?)
Età di lettura consigliata: dagli 8 anni come lettura autonoma, anche prima se in lettura condivisa

Scrivere 24 lettere a Babbo Natale per imparare a capire meglio se stessi

Un compito strano, ingrato, quello assegnato dalla maestra Marilena a tutti gli alunni della sua classe: scrivere a Babbo Natale una letterina al giorno, per tutto il periodo dell’Avvento. Un messaggio quotidiano in cui non bisogna limitarsi a stilare un freddo elenco di desideri “vuoto di significato”, ma impegnarsi a essere sinceri ed emozionanti, metterci il cuore insomma.

Che fatica per Fabrizio accontentare l’insegnante! Se solo Babbo Natale avesse un cellulare, pensa, tutto sarebbe più semplice e si risolverebbe con un veloce sms (oggi diremmo con un what’s up). E invece no, Babbo Natale è antico e lui è costretto a prendere carta e penna e a riversare lì quello che gli capita, i torti veri o presunti subiti, le gelosie, i mal di pancia a scuola, le uscite in skateboard, le traversie quotidiane di un ragazzino come tanti, sveglio, diretto, simpatico e un po’ imbranato.

Scrivere di sé in una lettera pone nella condizione di guardarsi dentro con onestà, di scendere in profondità, di prendersi del tempo per riflettere su quello che si è fatto e su quello che si vorrebbe fare. Fabrizio nelle sue lettere, a poco a poco, arriva a parlarci veramente di lui, senza filtri. E i suoi resoconti sono deliziosi, ironici, acuti.

Scorrere questo effervescente epistolario è come sfogliare le pagine di un diario segreto in cui affiorano speranze, delusioni, moti di rabbia, come se ogni emozione fosse esplosiva, un fiume in piena difficile da contenere. Fabrizio scrive di getto, dando voce impetuosamente al suo mondo interiore, e la sua spontaneità e irruente freschezza è ciò che più conquista e allieta della sua vivace scrittura.

Sarà un piacere arrivare fino in fondo, e poi ricominciare con un’altra sequenza di lettere, scoprendo la voce di Hayat, compagna di classe di Fabrizio, arrivata in Italia dalla Nigeria da poco tempo e dunque in difficoltà con la lingua e nel rapporto con i suoi coetanei. Anche le sue missive a Babbo Natale rivelano un mondo sfaccettato e ricco che è bellissimo scoprire!

L’abete

fiaba di Hans Christian Andersen, illustrazioni di Antonio Ferrara, trad. Paolo Novaresi, Interlinea, 2001-2019
Età di lettura consigliata: dagli 8 anni come lettura autonoma, anche prima se in lettura condivisa

La storia del piccolo abete sempre insoddisfatto e smanioso di crescere

La nota e commovente fiaba di Andersen, risalente alla seconda metà dell’800, è qui presentata in una edizione minuta ma efficace e calda, accompagnata dalle sottili illustrazioni dal contorno nero di Antonio Ferrara.

Si narra di un piccolo e grazioso abete di foresta che ha fretta di crescere per diventare alto e forte come gli altri alberi. La sua smania di esser grande gli impedisce di godere di quello che ha e di vedere ogni cosa bella che gli accade: il calore del sole, i complimenti dei bambini, il passaggio svelto della lepre accanto a lui…

Diventato imponente come gli altri, il giovane abete non si quieta e continua a guardare smaniosamente intorno a sé, ad ascoltare i racconti che giungono alle sue orecchie da lontano e a desiderare ciò che non possiede: di essere abbattuto dal taglialegna per viaggiare chissà dove, di finire in una casa ed essere ammirato per i suoi addobbi e decori… Incapace di vivere pienamente il presente, sente l’infelicità e la malinconia montare dentro di sé.

Il suo destino avrà effettivamente in serbo per lui trasformazioni e cambiamenti, ma sfortunatamente niente di quello che aveva prospettato e immaginato si realizzerà. L’abete lascerà la sua foresta, diventerà un abete di Natale nel salone di una ricca abitazione, finirà in una soffitta buia, si farà narratore di storie per piccole creature curiose, verrà prima coccolato, poi dimenticato e spezzato.

Una fiaba classica dal sapore agrodolce, incredibilmente attuale, che con semplicità e candore riesce a smuovere le coscienze e a sollecitare riflessioni.

Fiori di neve

Sonia Maria Luce Possentini, Interlinea, 2019
Età di lettura consigliata: dai 6 anni

Una merenda indimenticabile insieme agli animali del bosco

Nina vive in una casa circondata da un giardino che, in inverno, si riempie di neve e somiglia a un morbido dolce di panna. Al centro dello spazio ovattato si erge un albero glorioso, sotto le cui chiome la bambina immagina che gli animali del bosco si riuniscano per festeggiare la notte più magica dell’anno, la notte di Natale.

Lei vorrebbe tanto vederli, giocare a nascondino insieme a loro, diventare loro amica, ma i suoi tentativi di avvicinarli risultano vani. Cosa fare per richiamare l’oca, il gufo, la pecora dal muso nero, lo scoiattolo, i conigli, gli uccelli? Perché sembrano sempre in fuga e timorosi?

Forse la comparsa improvvisa di un cane sfrenato e socievole potrà aiutarla? O forse sarà la sua saggezza e profondità di bambina a sussurrarle all’orecchio cosa è più giusto fare?

Natale bussa alla porta, la magia pervade l’aria e i desideri di Nina sono pronti ad avverarsi!

Fiori di neve di Sonia Maria Luce Possentini è la vincitrice del Premio “Storia di Natale” 2019. Il premio “Storia di Natale”, sostenuto dalla Fondazione Marazza con il patrocinio di Regione Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e Atl Novara, è stato fondato da Interlinea nel 1995 con il nome “Cercasi storia di Natale” ed è il primo in Italia nato intorno all’idea che il Natale sia ideale per ispirare la letteratura, essendo una festa che è nel cuore di tutti, al di là dell’età, delle convinzioni religiose e delle nazionalità. 

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