Menu

Il palloncino rosso: come un libro si fa esperienza

Come tradurre una storia attraverso i materiali perché i bambini possano farne esperienza viva

di Aurora Mascheretti

Questo articolo è il primo passo per documentare una pedagogia attiva che possa prendere spunto da un bellissimo albo illustrato e trarre da questo ispirazione, guida e riferimento. Spero che possa essere di stimolo a chiunque abbia nel suo lavoro il bambino come interlocutore.

Per iniziare ho scelto un albo che possa aiutare a scaldare l’atmosfera in un gruppo di bambini di età prescolare, a creare il gruppo, a parlare di doni “invisibili” quali sono i sentimenti.

Di questo albo avrete, in questo appuntamento, il racconto di una prima trasposizione materica, ma nel prossimo post continuerò a fornire ulteriori sviluppi in modo tale che possiate anche voi proporre un percorso ai bambini.

Il palloncino rosso

di Kazuaki Yamada, Minedition dal 2011, Il Castello dal 2014

Età di lettura consigliata: dai 3 anni

copertina de Il palloncino rosso

Un autobus, un autobus giallo, quello della scuola.
Una fermata, la prima, una bambina: Lisa. E il suo palloncino rosso.
Aspetta, in un’attesa così serena, densa, di pace, così da sogno, come quando nell’attesa ci si perde tra i pensieri, eppure così radicata, così presente: una casa, Lisa, il suo palloncino rosso, il cartello della fermata, l’autobus.

Lisa aspetta alla fermata

Eccolo l’autobus, arriva, entra dal lato sinistro della pagina, realizzando un movimento che sembra dilatarsi fino a Lisa, interrompendone l’attesa.
Si parte!
E quando c’è una prima fermata, c’è un viaggio.

autobus giallo

Ve lo ricordate il vostro per andare a scuola?
Sale Orso, e poi Coniglio, Pinguino, Elefante, Giraffa.
“Ciao? Ti piace il mio palloncino rosso? È un regalo”.

il palloncino rosso vola

Un regalo che il vento prende e porta lontano.
Il viaggio diventa una rincorsa al palloncino, un’impresa collettiva e condivisa per recuperare il regalo smarrito.

La storia evolve con una struttura ripetitiva assolutamente consona alla lettura del bambino che, grazie a questa ripetizione, può adagiarsi nella lettura, prevederla, e soffermarsi di volta in volta sui dettagli che le immagini raccontano: interessante notare come i personaggi non coinvolti nei brevi dialoghi, siano “spenti” dall’autore, che, come fossimo al cinema, dirige “l’occhio di bue” verso i protagonisti della scena, lasciando gli altri in ombra.

Le immagini sono calde, pulite, di semplice e immediata lettura, grazie anche alla scelta di forme pressoché primarie, elementari.

“Ci siamo quasi, yuppie!”. Il gruppo si avvicina al palloncino rosso, è ormai presso la riconquista, quando un uccello nero, forse un corvo, dal becco molto accentuato, lo buca.

il corvo buca il palloncino

Profondo il dispiacere, il tradimento della speranza, che provoca in Lisa un pianto dirompente.

“Sorridi… abbiamo un regalo per te!” le dicono gli amici, invitandola a voltarsi e a guardare l’enorme palloncino rosso che li attende: il sole, il sole al tramonto.

il sole è un palloncino rosso

E se l’albo si apre con pagine bianche, non può che chiudersi con due pagine rosse che hanno raccolto quell’abbraccio caldo e avvolgente della luce.

Perché ho scelto questo albo per il mio percorso?

Questo libro si presta certamente a diversi livelli di decodifica e dunque a svariate opportunità di lettura, facendosi ponte per aprire varchi di gioco e perlustrazioni tematiche.

Gli amici sono tutti animali, e già questo colloca la nostra storia in un preciso tempo evolutivo del bambino, così come il gruppo che consente a Lisa di trovare sostegno e comprensione. Un ulteriore aspetto è l’ascolto e il silenzio che emergono dalla storia, quell’alternanza ritmica di centro, i protagonisti dei dialoghi, e periferia, gli altri in ombra, ed infine, ovviamente, la dimensione del regalo. Il dono.

Un regalo che dapprima è un oggetto, è concreto, vero, diventa alla fine pura poesia, riconnettendo il bambino alla dimensione del cielo, il micro al macro.

Questo è l’aspetto per cui decido di adottare questo libro per un percorso che vedrà coinvolti bambini dai 3 ai 5 anni.

La poesia. La connessione con la dimensione sacra da cui tutti veniamo, essendo parti della bellezza infinita del cosmo. Portare i bambini a vedere dentro un oggetto, l’anima, il non visibile, l’aspetto sensoriale ed emotivo in un approccio sinestesico e olistico.

È presunzione dire che questo è per i bambini qualcosa da imparare, in realtà è semplicemente un sentire da lasciar contattare, ascoltare e fluire. Loro sanno. Loro sentono. Sono connessi.

E dunque, come tradurre in maniera concreta questo passaggio dal piano materiale a quello metaforico?

Sono partita da il palloncino rossoun palloncino rosso. In un primo incontro ho portato realmente un palloncino rosso, che è apparso improvvisamente al termine della lettura. Sgonfio. A cui dare vita, da rendere vero, vivo. Si gioca allora con il respiro, per provare a gonfiarlo e poi lasciarlo scappare, lasciando che l’aria lo porti lontano, proprio come accade nella storia.

Solo dopo quest’esperienza viene fatto il nodo, e nel laboratorio ci saranno tanti palloncini quanti sono i bambini che partecipano all’esperienza.

È vero che è importante condividere, ma è vero anche che per me l’accento è posto innanzitutto sul sentire personale e individuale. E rincorrere un palloncino non è azione banale, anche solo per quello che rappresenta in sé, un gioco a tendere verso, un innalzarsi… racchiuso in una forma che non può che ricordare un pancione, quel pancione che tutti ci ha ospitato.

A sorpresa, porto altrettanti palloncini rossi, con tanto di filo, però gonfiati con aria compressa: così facendo il soffitto è costellato da sfere rosse, mentre altre vengono fatte roteare per la stanza dai bambini.

È sempre aria, ma una pesa e l’altra è leggera. Una rimane e una vola via.
La stanza all’improvviso acquista un sapore di leggerezza, di tondo, dove il riverbero del rosso trova spazio sui muri.

Al termine ogni bambino può, con lo stesso strumento di segno, magari un pennarello nero a punta tonda, tracciare un segno da lasciare al palloncino leggero, a quello che, portato all’esterno volerà via, affidato alle cure del cielo.

Così facendo abbiamo dato modo al bambino di entrare in contatto con la storia e con il suo oggetto mediatore: il palloncino.

Nel prossimo incontro vedremo come passare dall’oggetto alla metafora attraverso l’esperienza e i materiali. 

>> Se volete anche voi rincorrere Il palloncino rosso, afferratelo qui

E come non ricordare il famoso Palloncino rosso di Iela Mari?

One Response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.