Il papà e i suoi dieci bambini

Il papà e i suoi dieci bambini, uscito nel 1997 in Francia, è il primo episodio di una frizzante serie di libri che ruotano intorno alla figura di un indaffaratissimo papà alle prese con la gestione quotidiana di 10 bimbetti.

L’autrice, Bénédicte Guettier, che Edizioni Clichy segue da vicino già da un po’, è la “mamma” di Trotro, asinello popolarissimo oltralpe, protagonista di tanti albi e cartoni animati seguiti dai più piccoli.

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Anche le avventure di questo stravagante papà, affaccendato con i suoi 10 monelli, ha ricevuto nel tempo numerosi apprezzamenti e i titoli che li vedono protagonisti continuano a uscire con regolarità.

In Italia ne sono giunti al momento tre, deliziosi, e mi auguro che via via si aggiungano anche gli altri.

il papa e i suoi dieci bambini cover

Il primo libro, che Edizioni Clichy riporta a noi quest’anno (nel 2003 era stato tradotto da Ape Junior), presenta ai lettori una famiglia fuori dal comune composta da un papà e dai suoi dieci vivaci bebè, ognuno con indosso una tutina di un colore differente. Dieci marmocchi che appaiono quasi identici, della stessa età (siamo nel regno del C’era una volta, dove tutto è possibile) e che necessitano di cure e attenzioni costanti.

Il papà provvede a loro giorno dopo giorno. Prepara dieci colazioni, dieci mutande, venti calzini, dieci magliette, venti scarpine…il papa e i suoi dieci bambini_2

Com’è logico aspettarsi, mentre lui prova ad accontentarli, i dieci piccoletti gli sfuggono da tutte le parti, giocano, urlano, si spintonano, si addormentano, scoppiano a piangere, si infilano le mutande in testa, bisticciano tra loro, si nascondono… Insomma, è il putiferio. Una fatica estenuante.

papà cerca di vestire i bambini

 

Dopo la scuola e il lavoro, si ricomincia daccapo, il bagnetto tutti insieme, la cena per un reggimento di pupetti saltellanti, arrampicatori, dispettosi. Il papà è distrutto, ma non perde il sorriso e la voglia di darsi da fare.

Poi di notte, quando finalmente tutti dormono nei loro lettini, l’uomo si dedica al suo grande progetto: la costruzione di una barca, sulla quale prendere il largo e fuggire da solo per almeno dieci mesi.

i bimbi dormono nel lettone

Terminata l’imbarcazione, lo vediamo mettere in atto il suo proposito e salutare allegramente i dieci pargoletti, affidati alla nonna (l’unica che, nella scena della partenza, appare con il volto teso. Poveretta, evidentemente immagina quello che l’aspetta!).

Ma questo papà tuttofare, stanchissimo e insonnolito, è davvero a una fuga solitaria che anela? Ciò che sta cercando è la libertà? O gli ci vuole solo un po’ di sacrosanto riposo?

Quanto riuscirà a stare lontano dai suoi marmocchi?

Accanto alla figura tenera di questo superpapà volenteroso, presente e affettuoso, ciò che emerge lampante dalle coloratissime pagine dell’albo è la vitalità prorompente e autentica dell’infanzia: i dieci piccini sono in perenne movimento, interagiscono vivacemente tra di loro, sono curiosi, esuberanti, incauti, buffi, espressivi, selvaggi. Una fratellanza composita, festosa e chiassosa. Il ritratto fedele dei gesti e delle relazioni tipiche che instaurano tra di loro i bambini.

Negli altri due episodi della serie, Rosso non vuole fare il bagno e Il compleanno di Rosa, che si presentano in un formato più contenuto, scopriamo che i nomi dei 10 bambini corrispondono al colore dei loro vestitini.

Probabilmente per non rischiare di confondersi, il papà li ha chiamati semplicemente Viola, Amaranto, Giallo, Arancio, Rosa, Beige, Azzurra, Verde, Rosso e Anice. Una scelta che li rende personaggi universali, facilmente identificabili, differenti, ciascuno con la sua personalità associata a un colore, ma assai simili e uniti.

i nomi dei bambini

L’autrice ce li mostra sin dalle risguardie (le prime due pagine successive alla copertina) fornendoci utili indizi per conoscerli meglio: Beige è sempre addormentato, Amaranto è quello che si arrampica dappertutto, Rosso e Anice si azzuffano perennemente, Rosa ha un fiocchetto lezioso a sostenerle il ciuffetto di capelli ecc.

Nel titolo dedicato a Rosso, il bimbo si rifiuta di fare il bagnetto. Il papà, contrariato, lo mette in guardia, avvisandolo che se non sarà tutto profumato, i suoi fratellini non vorranno più giocare con lui.

Rosso non vuole fare il bagno 4

Ma come spesso succede tra bambini, un’istintiva solidarietà prende il sopravvento e le parole del papà non fanno altro che risvegliare un mai sopito senso di fratellanza e di aiuto reciproco tra i piccoli: Io giocherò con te anche se puzzi! dice Azzurra con sincerità, scatenando in tutti gli altri la medesima reazione: Anche io! Anche io! Anche io! Anche io! Il coro è unanime.

Il papà è desolato, sconfitto… ma Rosso, che ha un caratterino per nulla accomodante, e vuole avere sempre l’ultima parola, trova il modo di ribaltare nuovamente la situazione.

Rosso non vuole fare il bagno

All’insegna della semplicità, della simpatia e del genuino legame che unisce questa atipica famiglia arcobaleno, è anche l’episodio dedicato al compleanno di Rosa, in cui tutti si adoperano per non deludere la festeggiata, che ha espresso il desiderio di vivere la giornata all’insegna del rosa. Papà e fratelli si mettono all’opera e si procurano oggetti, cibi, addobbi, vestiti, regali, perfino un pesce, rigorosamente rosa! La bambina è felice, non poteva chiedere di più e la festa è un successo: Sì! dice Rosa. E’ veramente perfetta ora che ci siete tutti!

il compleanno di rosa1

 

Mi sono affezionata all’istante (lo stesso i miei figli) a questa buffa baraonda colorata e stravagante che l’autrice ha volutamente tratteggiato con uno stile veloce, scarabocchiato, impreciso, in perenne movimento. Ciò che si evince da queste storie è un universo familiare allegro e composito, impossibile da definire usando categorie standard. Una famiglia fuori dalle regole, dove l’amore è l’unico comandamento da seguire.

il regalo di compleanno per Rosa

Una serie fantasiosa e realistica allo stesso tempo, che mancava sugli scaffali dei più piccoli e a cui noi vogliamo già bene.

 

 

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