Il Piccolo Principe: uno dei classici più amati di tutti i tempi

Un classico amato in tutto il mondo che ci ricorda l'importanza di valori quali l'amicizia, l'amore, l'altruismo, il prendersi cura e la volontà di rimanere bambini dentro.
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Il Piccolo Principe, pubblicato originariamente nel 1943, è probabilmente uno dei classici internazionali più conosciuti e tradotti di tutti i tempi, con oltre 300 traduzioni in lingue e dialetti differenti.

Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupéry

La prima edizione italiana, del 1949, a cura di Bompiani, ha visto la traduzione di Nini Bompiani Bregoli e la prefazione di Nico Orengo. Dal 2015, scaduta la riserva dei diritti di traduzione della Bompiani, svariate case editrici hanno dato alle stampe la loro versione de Il Piccolo Principe (Garzanti, Einaudi, De Agostini, Mondadori, Barbera ecc.).

Antoine De Saint-Exupéry, l’autore francese di questo breve romanzo che racconta una insolita storia di amicizia e di formazione, era un pilota di professione, figlio di aristocratici, e un umanista che amava volare e seguire da vicino le vicende umane. Scomparve in aereo solo dopo pochi mesi dall’apparizione del suo libro (il 31 luglio 1944), senza venire mai a conoscenza del successo che ebbe e che continua a perpetrarsi negli anni in tutto il mondo.

L’opera è dedicata a Léon Werth, il migliore amico dell’autore, scrittore ebreo francese finito nel mirino delle persecuzioni naziste e per questo in grave pericolo e bisognoso di conforto.

Antoine De Saint-Exupéry
Antoine De Saint-Exupéry

Il libro è divenuto celebre anche per i delicati acquerelli che lo accompagnano e che sono stati realizzati dallo stesso autore, ripresi nelle copertine e nelle tante edizioni del libro che si sono succedute nel tempo.

Illustrazione interna de Il piccolo principe

Il Piccolo Principe: che cosa racconta?

Il libro comincia con un’ammissione malinconica dell’autore, che racconta di come, all’età di 6 anni, dovette rinunciare alla sua passione per la pittura e per il disegno, scoraggiato dagli adulti intorno a lui. Aveva mostrato loro il disegno di un boa che mangiava un elefante, ma i grandi ci avevano visto solo un cappello. Al suo tentativo di fargli capire, con un altro disegno più dettagliato, che in realtà rappresentava proprio un boa che digeriva un pachiderma, era seguita una risposta perentoria e avvilente: lascia da parte i boa e dedicati alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.

Naufragate così le sue ambizioni da pittore, nella vita aveva scelto la professione di pilota di aeroplani, che lo aveva portato a viaggiare molto e a incontrare tante persone, di tutti i tipi. Ma nessuna di loro si era mai dimostrata dalla mente aperta e sensibile, in grado di vedere oltre “il cappello” nel suo disegno di bambino.

Fino a quando, racconta, sei anni addietro, fece un incontro straordinario. Si trovava nel deserto del Sahara a causa di un guasto al motore del suo aereo. Era in una situazione di pericolo, isolato, a mille miglia da qualsiasi abitazione umana. E fu svegliato dalla vocetta di una personcina dall’aria molto seria e l’aspetto elegante che gli chiedeva: «Mi disegni, per favore, una pecora?»

Il Narratore, stupito, tira fuori dalla tasca un foglietto di carta e con la penna stilografica traccia il disegno che così tante volte aveva fatto nella sua vita: quello del boa e dell’elefante… E rimane sconcertato dalla reazione del bambino di fronte a lui: «No, no, no! Non voglio l’elefante dentro al boa. Il boa è molto pericoloso e l’elefante molto ingombrante. Dove vivo io tutto è molto piccolo. Ho bisogno di una pecora: disegnami una pecora».

Il piccolo principe è decisamente diverso da tutte le persone che abbia mai incontrato nella sua vita!

Dopo qualche tentativo fallito, l’aviatore disegna proprio quello che il bambino desidera: una cassetta rettangolare, al cui interno, si presume, possa esserci la pecora.

Ha inizio così il rapporto di conoscenza e amicizia tra i due. Il piccolo principe fa tante domande, ma non dà spiegazioni su di sé ed è misterioso. Il pilota, poco alla volta, riesce a capire che viene da un altro pianeta, molto piccolo, l’asteroide B 612, dove ci sono solo tre vulcani e una rosa vanitosa con cui il bambino parla e che cura amorevolmente.

Il piccolo principe si rivela un bambino molto sensibile, curioso, introspettivo. E le sue divagazioni, i ricordi, i tanti dubbi che lo affliggono, lo portano a interrogarsi su grandi dilemmi esistenziali, a porsi domande sulla vita, sui rapporti d’amicizia, sui legami umani.

Dalle timide confessioni del bambino, il pilota scopre cha aveva bisogno di una pecora che mangiasse gli arbusti di baobab prima che crescessero troppo e soffocassero il suo minuscolo pianeta.

Scopre che il bambino ha viaggiato di asteroide in asteroide e ha conosciuto tanti personaggi bizzarri: un re solitario che governava il nulla, un vanitoso, un ubriacone, un uomo d’affari che credeva di possedere le stelle, un uomo che accendeva e spegneva un lampione… Quando incontra un geografo, quello gli consiglia di andare a visitare e a conoscere la Terra, che si rivela molto più grande di qualsiasi altro luogo mai visto. Qui incontra un serpente del deserto, delle rose (ma lui credeva esistesse solo la sua amata rosa!), una volpe che gli spiega cosa sono i legami e cosa significa essere amici.

«Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo».

Il bambino e la volpe diventano amici

«Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che cosa bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!

Il piccolo principe, grazie alla volpe, capisce perché è tanto affezionato alla sua rosa, perché le vuole bene e perché le manca così tanto.

«Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. […]
È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante».

Trascorrono i giorni. Il pilota non è riuscito ancora a riparare il suo aereo. I due vanno alla ricerca di un pozzo per abbeverarsi e l’aviatore scopre che il piccolo principe è sulla Terra da un anno ormai e che ora desidera ritornare sul suo asteroide. Per farlo, chiede aiuto al serpente, che con un morso velenoso potrà riconsegnarlo alla sua stella e alla sua rosa.

Il pilota è addolorato, ma il Piccolo Principe lo esorta a guardare il cielo e a ricordarsi in questo modo di lui, perché lassù c’è la sua stella, il suo pianeta. L’essenziale è invisibile agli occhi…

La mattina seguente il pilota non ritrova il corpo del piccolo principe nel deserto e in cuor suo crede che il bambino sia riuscito a ritornare sul suo pianeta per prendersi cura della sua amica rosa.

Il Piccolo Principe: è un libro per bambini?

Anche se Antoine De Saint-Exupéry stesso nella sua opera si rivolge spesso ai bambini, sottolineando che solo loro sono in grado di capire e comprendere la profondità e la natura del piccolo principe, in realtà il libro è più propriamente destinato agli adulti che un tempo sono stati bambini. Il libro ha una forte componente didascalica e riporta una serie di concetti dal significato complesso, ammonimenti e osservazioni esistenziali difficilmente comprensibili da un bambino.

Il Piccolo Principe ci ricorda l’importanza di valori quali l’amicizia, l’amore, la compassione, l’altruismo, il prendersi cura di qualcuno a cui si vuole bene. Insegna inoltre a tenere vivo il bambino che è dentro di noi e a non lasciare che scompaia col passare degli anni.

Nella sua versione integrale e originaria, il testo ha una forte connotazione moralistica e passa in rassegna una serie di insegnamenti, lezioni di vita e pillole di saggezza pseudo-metafisiche. Non è un caso che dal libro siano state tratte citazioni e massime divenute celebri:

Tutti i grandi sono stati bambini una volta.
(Ma pochi di essi se ne ricordano)

I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto in una volta

“L’essenziale è invisibile agli occhi”

“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”

“Il vero amore comincia quando non ci si aspetta nulla in cambio”

Come tutti i grandi classici, Il Piccolo Principe è stato fonte di ispirazione per innumerevoli opere artistiche, teatrali, cinematografiche, musicali e ha dato vita a una lunga serie di pubblicazioni, adattamenti, rivisitazioni, reinterpretazioni. Innumerevoli i libri, gadget, i giochi, i diari, gli oggetti di cartoleria, arredo e di design in commercio.

Il Piccolo Principe: edizioni a confronto

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