Il primo libro non si scorda mai di Carla Ida Salviati

Se in Ne ho vedute tante da raccontar Grazia Gotti si sofferma sui primi 6 anni di vita del bambino e sul suo originario incontro con i libri, in questo nuovo volume pubblicato da Giunti nella Collana Album d’Infanzia, l’autrice Carla Ida Salviati prosegue il cammino suggerendo storie e idee per innamorarsi della lettura tra i 5 e gli 11 anni.

Anche se siamo immersi nella rapidità della comunicazione massmediale, l’innamoramento è ancora possibile: siamo certi che i nostri ragazzi siano sensibili alla bellezza di un testo quando sa parlare alla mente, all’intelletto, al cuore […].

IL PRIMO LIBRO NON SI SCORDA MAI
Storie e idee per innamorarsi della lettura tra 5 e 11 anni

Carla Ida Salviati, Giunti, 2017

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Il primo libro non si scorda mai-cover

Durante l’età prescolare è la magia della lettura ad alta voce che consente i primi passi nell’avvicinamento ai libri, ma nel passaggio successivo, quello dell’apprendimento della lettura autonoma, l’incantesimo potrebbe spezzarsi. La fatica di leggere potrebbe rendere il rapporto tra bambini e libri molto più complicato.

Per innamorarsi della lettura bisogna saper leggere: rapidamente, speditamente, senza inceppi. E il bambino lettore deve vedersela da solo con i significati, gli spazi nella pagina, le pause, la sintassi, il lessico. 

Ecco perché è importante che gli scrittori e gli editori che si rivolgono ai ragazzi di 6-7 anni tengano ben presente quanto sia in salita la strada di un novello lettore e che incoraggiarli a leggere significa proporre loro libri non solo piacevoli e ben scritti, ma anche adeguati alle loro competenze, privi di trabocchetti, e impaginati seguendo criteri di chiarezza e pulizia formale.

Quali sono le storie capaci di far scattare l’amore nel bambino che sta imparando a leggere?

Carla Ida Salviati le sceglie in maniera soggettiva attingendo alla sua larga esperienza di educatrice alla lettura, ricercatrice, insegnante, esperta di libri e lettura (qui una esaustiva biografia), superando i consueti apparati bibliografici tanto in voga. I suoi consigli partono da lontano, da alcuni classici che continuano a essere amati dai bambini perché il loro linguaggio è davvero a misura d’infanzia e i loro autori sono scrittori veri e completi, dotati di capacità di ascolto e di umiltà, in grado di dominare codici e registri differenti, alti e bassi, adulti e infantili, come Mario Lodi, Bianca Pitzorno, Roberto Piumini…

quarta di cover

La struttura del libro

L’impostazione del saggio è peculiare: ogni capitolo percorre un filone tematico di riferimento (per esempio l’affettività nei testi destinati ai bambini, i libri che hanno per protagonisti i personaggi televisivi, le storie sulla disabilità, quelle in cui sono centrali l’amore e la sessualità, le narrazioni sulla guerra ecc.) nel quale l’autrice offre la sua interpretazione circa la necessità di sviscerare certi argomenti e suggerisci titoli e scrittori rappresentativi; successivamente i libri citati vengono nuovamente ripresi con l’aggiunta di riferimenti, dettagli, rimandi ad altri testi, a siti e spazi di discussione.

I vari capitoli terminano con il breve racconto di una o più esperienze collegate all’argomento sviluppato, pagine che danno l’occasione di conoscere associazioni, insegnanti e persone che a vario titolo sono attive nel campo della promozione della lettura ai bambini.

Alcuni passaggi da ricordare

Parlando di letteratura che racconta di handicap e diversità, Carla Ida Salviati scrive:

Bisogna però guardarsi dal rischio di proporla solo nelle classi con la presenza di bambini in difficoltà, come se la lettura, e segnatamente la letteratura, potesse diventare un talismano per superare ogni guaio, disabilità compresa.

Tanto meno i libri che trattano di disabilità vanno intesi come “destinati agli handicappati”, che invece devono leggere e sentir leggere storie di tutti i tipi, come tutti i ragazzi.

Nel capitolo dedicato ai libri sull’amore si legge:

La letteratura si costruisce con vicende già mille volte scritte, dette, raccontate. Ma diventa testo che appassiona quando la medesima vecchia storia viene raccontata con colori diversi. L’autore fa la differenza: così, piuttosto che la trama nuda e cruda, quel che conta è tutto il resto.

Sul compito di noi adulti, desiderosi di favorire il piacere di leggere:

L’educazione alla lettura dovrebbe occuparsi prima di tutto di qualità della lettura, dei titoli che piacciono davvero ai ragazzi, di quelli che si gustano come palline di zucchero, di quelli che richiedono applicazione, impegno, talvolta un po’ di fatica. […] Mi sembra davvero uno spreco che la fatica di leggere dei bambini non sia rispettata e valorizzata.

Il primo libro non si scorda mai-bandelle

Dulcis in fundo

L’argomento che chiude la trattazione è a mio avviso uno dei più interessanti: si parla di riscritture, di vecchie storie che imboccano strade nuove, di grossi autori che si cimentano con i capisaldi della letteratura giovanile sperimentando livelli interpretativi diversi e originali. Le parole di Giusi Quarenghi scritte in una nota introduttiva a Il mio Pinocchio (Giunti, 2006) sintetizzano perfettamente il suo pensiero: “Una grande storia ha grandi spalle, tiene e resiste, a qualunque trattamento. Non si perde, non si ferma, e si lascia raccontare, ogni volta”.

Nota a margine: è stato emozionante ritrovare tra le pagine anche milkbook, segnalato tra i siti sempre aggiornati sulla letteratura per bambini.

RISPARMI 2,40 €
Il primo libro non si scorda mai. Storie e idee per innamorarsi della lettura tra 5 e 11 anni
  • Carla Ida Salviati
  • Giunti Editore
  • Copertina flessibile: 166 pagine
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