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Due ragazzine alla ricerca della propria indipendenza

Quelli che vi racconto oggi sono due albi illustrati “da femmine”. Lo dico senza il timore di venire contraddetta o criticata, senza alcuna enfasi o tono polemico. È semplicemente un dato di fatto, poiché sin dalla copertina è evidente che l’interlocutore principale a cui si rivolgono è una lei. Se poi riusciamo a leggerli e mostrarli anche a qualche bambino aperto e curioso, tanto meglio. Avranno di che meditare.

Sono due volumi giovani, del 2016, che con un tono frizzante e simpatico intendono veicolare un’immagine femminile libera dai condizionamenti sociali. Mi sono piaciuti entrambi e credo che riescano tutti e due a farsi ricordare facilmente, a lasciare delle tracce non superficiali.

Biancaneve e i 77 nani-Il vestito dei sogni

IL VESTITO DEI MIEI SOGNI

testo di Anna Vivarelli, illustrazioni di Desideria Guicciardini, Il Leone Verde Edizioni, 2016
Età di lettura suggerita: dai 3 anni

Le protagoniste sono Giada, una ragazzina intraprendente e sognatrice, e la sua nonna sarta, che smania dalla voglia di confezionare per lei un abito su misura, con la gonnellina rosa a balze, oppure cosparso di candidi fiordalisi, o ancora meglio, con uno strascico elegante che arriva fino a terra.

Tutte le proposte (molto stereotipate) della nonna, però, vengono categoricamente rifiutate dalla bambina, che non ama né piroettare come una ballerina, né indossare vestitini delicati, né tantomeno indossare i panni di una principessa, di una fata o di un’odalisca (per fortuna, aggiungo io)!

vestito con fiordalisi

Ciò da cui Giada è irresistibilmente attratta non sono harem, troni o palcoscenici, semmai le carrozze sferraglianti di un treno, che vorrebbe guidare facendo finta di essere un capotreno, vertiginose scale su cui arrampicarsi come fanno i pompieri, boschi e percorsi naturali da attraversare con il binocolo al collo, una giacchina piena di tasche e una borraccia sulla spalla.

la nonna sarta

Se in principio la nonna cerca di farle cambiare idea, proponendole abiti dalle stoffe luccicanti, gonfie o eteree, verso la fine dell’albo smette di imporre la sua visione del mondo (tutta merletti, raso e tulle) e decide finalmente di assecondare i desideri e i gusti di sua nipote. Giada è una bambina dinamica, pratica e avventurosa che preferisce usare la carta velina in cui è imballato il vestito con i fiordalisi per costruire un veliero, o un grembiulino da cucina. Il suo sogno è immedesimarsi nel ruolo di esploratrice piuttosto che rientrare nel cliché della principessa.
barca a vela

Nell’albo hanno un rilievo particolare le illustrazioni di Desideria Gucciardini, che dimostrano una perfetta adesione ai testi di Anna Vivarelli, mescolando leggeri tratti di inchiostro, scampoli di stoffa, patchwork fotografici. Dalle sue immagini emerge con forza il richiamo al mondo sartoriale e le pagine assumono una dimensione materica ogni volta che la nonna offre a Giada i suoi abiti da signorina ingentiliti da fantasie e motivi vezzosi.

All’opposto, le idee avventurose della bambina vengono rese visivamente con illustrazioni piene e movimentate, dalle tonalità accese, dettagli giocosi, allegri personaggi, animali, paesaggi. L’esplosione dei colori sulle pagine corrisponde all’esplosione di gioia della bambina, impaziente di vivere fantastiche esperienze tra sogno e realtà.

le fantasie della bambina

BIANCANEVE E I 77 NANI

testo italiano di Davide Calì, illustrazioni di Raphaëlle Barbanègre, EDT Giralangolo
Età di lettura suggerita: dai 5 anni

Siamo di fronte a una rivisitazione folle e anticonformista di una delle fiabe più amate. Con un testo asciutto e diretto, Davide Calì ci fa entrare subito nel vivo della storia, descrivendoci una Biancaneve esaurita, in balia di 77 nani disordinati, arruffoni e viziati da accudire e sfamare. Per sfuggire dalle grinfie della strega cattiva, la fanciulla finisce infatti nella dimora dei nanetti, che le offrono sì ospitalità e protezione, ma in cambio le chiedono un aiuto in casa.

biancaneve apparecchia la tavola

Ma avere a che fare con 77 nani è faticoso. E la ragazza rischia presto di impazzire: già ricordare i nomi di tutti è un’impresa impossibile. Fossero nomi normali poi… Titicaca, Tafano, Bacucco, Braccobaldo, Spritz, Lazarus, Viteltonnè ecc. ecc.
In fase di editing dell’albo, l’editore Giralangolo ha lanciato un simpatico contest su Facebook, invitando i lettori a proporre nomi bizzarri e divertenti da affibbiare a 7 dei 77 nani protagonisti. Calì ha chiesto un aiutino al pubblico, e i prescelti sono stati: Prezzemolo, Caramello, Lenticchia, Ranocchio, Perbacco, Spritz e Giangianni.

i nomi dei nanetti

La povera Biancaneve, costretta a soddisfare le assurde richieste dei suoi rumorosi e caotici coinquilini (tra cui fare il bucato per tutti, leggere a ciascuno di loro una storia della buonanotte prima di andare a dormire, spazzolare 77 barbe…), comincia a deprimersi, a imbruttirsi, a intristirsi, a spegnersi. Scompigliata e arrabbiata prende l’unica decisione possibile: scappa da quella casa che assomiglia a uno zoo e ritorna nel bosco, felice di farsi trovare dalla perfida strega.

Anche in questo albo le illustrazioni amplificano i sentimenti e i tumulti della protagonista. Urlate, con colori forti, violacei, esasperati (come lo è Biancaneve!). Molto espressivo il suo volto che cambia e diventa via via sempre più deperito e invecchiato. I nanetti hanno occhi che guizzano e ridicole espressioni. È divertente intercettarli mentre assumono pose buffe, si azzuffano, fanno smorfie e azioni maldestre.

biancaneve è esaurita

Tra risate e scenette paradossali, si capisce chiaro e forte il messaggio che vuole comunicare Calì: è profondamente ingiusto che una donna, un essere umano, subisca questo tipo di trattamento. Basta con le discriminazioni. E basta con le prevaricazioni.

In questa arguta e ironica fiaba sottosopra Biancaneve si ribella e pone fine alla sua condizione di subalternità e servilismo. Evviva! Tira fuori una grinta e un coraggio invidiabili e, nel finale, prende una decisione che lascia tutti di stucco. Brava!

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E ora vi consiglio una bellissima lettura “a tema”: “Leggere senza stereotipi”

2 Responses

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