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Il viaggio di Cam | parlare di guerra facendo intravedere la speranza

C’è sempre un momento in cui ci accorgiamo che i nostri bambini sono cresciuti e ci troviamo a dover affrontare con loro tematiche difficili, dalle quali fino a quel momento li avevamo protetti.

Credo che la guerra sia proprio uno degli argomenti che si vorrebbe non dover spiegare, ma è diventata ormai parte integrante della nostra quotidianità, con i telegiornali che ogni giorno riportano notizie di barconi di migranti approdati nelle coste italiane o purtroppo dispersi in mare.

Mi piace però pensare che ci siano modi migliori di altri per presentare la guerra e i suoi orrori e uno di questi è fare intravedere la speranza, il dopo, trasmettere un senso di fiducia.

Il libro “Il viaggio di Cam“, nato dalla collaborazione fra Carthusia ed Emergency, con il testo di Arianna Giorgia Bonazzi, è un delicatissimo albo che ci aiuta proprio ad introdurre il tema della guerra, senza che questo possa sconvolgere o destabilizzare i nostri bambini.

Il viaggio di Cam

di Arianna Giorgia Bonazzi, ill. di Arianna Papini, Giulia Orecchia, Ninamasina, Vittoria Facchini, Emanuela Bussolati, Sonia Maria Luce Possentini, Carthusia, 2019

Età di lettura suggerita: dai 4 anni

Il viaggio di cam, copertina del libro

Il semino Cam, in cerca di se stesso, vola da un Paese in guerra ad un altro ed incontra bambini che stanno guarendo dalle ferite inferte loro dai conflitti armati.

E’ il semino a fare le domande che premono ai nostri bimbi e sono bambini come loro a dare risposte chiare e semplici: “cos’è la guerra?” chiede Cam al piccolo Murtazà che ha una fasciatura al braccio al posto della mano “La guerra non è un gioco, vedi? Si è presa la mia mano”...una frase semplicissima ma che alle orecchie attente dei nostri lettori entrerà come un’immagine vivida e scatenerà inevitabili altre domande.

Murtazà

Allo stesso modo Soran, in Iraq, dice: “raccoglievo la verdura in un campo, con mia mamma e mia sorella. Poi un’esplosione si è portata via la mia gamba e anche mia sorella”. Altra immagine, altro pensiero. 

Sorak In Iraq

E così le tragedie della guerra cominciano a farsi comprensibili ai bambini, ma con la delicatezza che la loro età impone. Il mondo può essere molto brutto e fare paura, ma se c’è la speranza tutto è più sopportabile. “Adesso sto imparando a giocare con una gamba sola, e poi annaffio sempre le mie amiche piante con zio Aziz, il giardiniere dell’ospedale. Fare il giardiniere è bello, ma io da grande sarò un maestro”. Ecco la vita che continua, il messaggio che ci deve arrivare è: mai arrendersi di fronte alle difficoltà, continuare sempre a sperare e a lottare per i propri sogni anche se il presente sembra cupo.

Non sono messaggi meravigliosi da trasmettere ai nostri figli? E quali migliori testimoni possiamo avere se non bambini come loro?

interni del libro Il viaggio di Cam

Blessing è scampata all’ebola, malattia mortale che ha sconvolto la Sierra Leone, grazie ai dottori che hanno curato la sua mamma, permettendole di partorirla sana, Ester è stata curata per un malattia al cuore in Sudan, Camillus è arrivato in Sicilia su un barcone dopo che la guerra ha ucciso la sua famiglia e ora si intuisce che ha trovato qualcuno che si prende cura di lui. Questi piccoli testimoni di tante tragedie moderne ci aiutano a creare un immaginario di guerra nella mente dei nostri figli, senza però turbarli: tutti i bambini che incontriamo infatti sono per fortuna comunque salvi e stanno cercando di pensare al futuro.

immagini di Cam

Cam scopre di essere un seme di camomilla proprio da Camillus, che conosce tutte le specie di piante e, sebbene all’inizio scappi ancora e non voglia essere piantato in un vaso, quando arriva in Uganda, sulle sponde del lago Vittoria e in prossimità di un ospedale pediatrico che Emergency sta costruendo realmente, decide che, ora che sa chi è ed ha conosciuto tante storie di sofferenza, è venuto il momento di mettere radici e mettersi al servizio degli altri. Trova così il suo scopo nella vita, fare sentire felici i bambini malati, che guardando i fiori colorati e prendendosi cura delle piante, durante i lunghi mesi in ospedale possono così trovare la pace.

Cam è un semino giramondo e in ogni pagina ci fa conoscere luoghi sempre nuovi, affidati alle mani esperte di grandi illustratrici tutte diverse: Arianna Papini per l’Afghanistan, Giulia Orecchia per l’Iraq, Ninamasina per la Sierra Leone, Vittoria Facchini per il Sudan, Emanuela Bussolati per la Sicilia e Sonia Maria Luce Possentini per l’Uganda.

Il viaggio di Cam, illustrazione

Le storie raccontate sono vere e lo veniamo a sapere in una lunga nota finale che Carthusia ed Emergency hanno voluto inserire affinché si colga pienamente il valore di questo albo e hanno anche aggiunto alcune pagine con attività e domande che possono essere utili ad insegnanti e genitori per lavorare sui sentimenti scatenati dal racconto della guerra, ma anche per educare le nuove generazioni alla bellezza come parte integrante della cura e alla natura come elemento in comune dei bambini di tutto il mondo.

Una scelta felice per celebrare i 25 anni di attività di Emergency e un testo importante che potrebbe, anzi dovrebbe, essere adottato nelle scuole primarie per sensibilizzarci tutti su temi che purtroppo ci toccano più da vicino di quanto vorremmo.

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