La spiaggia vista attraverso gli occhi di una bambina

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di Rossella Gardelli

Quando come me lavori in una libreria, per tre giorni a settimana e quasi tutte le settimane dell’anno vedi arrivare montagne di novità che stazionano un tempo piuttosto limitato in pedana o in vetrina, per poi lasciare spazio al nuovo arrivato della settimana seguente. Solo i libri davvero speciali, quelli che un libraio ama, difende e propone con passione, riescono a sfuggire alla frenesia del mercato.

Per me In spiaggia di Susanna Mattiangeli e Vessela Nikolova, appena uscito per la casa editrice Topipittori, è uno di questi.

In spiaggia

di Susanna Mattiangeli, illustrato da Vessela Nikolova, Topipittori, 2018
Età di lettura suggerita: dai 3 anni

copertina de In spiaggia

Io vivo al mare da sempre e quando ho visto la copertina di questo albo qualcosa di familiare mi ha spinto a sfogliarlo. Sarà perché nell’aria già si sente voglia di estate, sarà perché Vessela Nikolova è un’illustratrice che con pochi tratti precisi delinea dei particolari che si potrebbe stare giorni a guardare e riguardare, trovando sempre qualcosa di nuovo e diverso.

Sarà anche perché la spiaggia raccontata attraverso gli occhi di una bambina è qualcosa di inspiegabile, comico, curioso e immenso e Susanna Mattiangeli riesce a rendere tutto questo con naturalezza e semplicità, rimanendo in bilico costante fra la paura di allontanarsi e la spinta della scoperta, fra l’incoscienza istintiva e la prudenza imposta.

Insomma saranno molteplici i motivi, noti o inconsci, ma questo libro l’ho dovuto comprare subito, così senza pensarci due volte.

Appena lo si apre ci si imbatte in una meticolosa carrellata di “cose belle da fare in spiaggia”, che si contrappone alle “cose non tanto belle da fare in spiaggia” che troviamo invece alla fine del libro. Subito si rimescolano nell’animo di noi adulti le sensazioni dell’infanzia: anche noi amavamo andare incontro alle onde e odiavamo rimanere un pochino tranquilli all’ombra, anche noi provavamo piacere nel distruggere le sculture di sabbia, e non ci piaceva affatto farci spalmare la crema… e così viene voglia di sbirciare ancora un po’ fra gli ombrelloni di questa affollata spiaggia per mantenere vivi i ricordi per qualche altro minuto.

In spiaggia, pagine interne

Si passa quindi al racconto: la bambina scava una buca e sa che non deve allontanarsi. Ma ecco che, giocando e osservando tutto con la curiosità tipica della sua età, mentre cerca conchiglie perde quei punti di riferimento di cui invece era certa.
“La mia buca era proprio qui intorno, ne sono sicura. Quando ti stai perdendo te ne accorgi perché ti viene da piangere. Ma io non posso essermi persa perché non mi sono per niente allontanata.”

“Gli ombrelloni diventano tutti il tuo ombrellone, quando lo cerchi. E le buche sembrano la tua buca.”

la buca

Nonostante un momento di paura, presto la bambina sente tra le voci dei nomi e fra tanti nomi il suo. Tutto ritorna al suo posto, riprendendo le giuste coordinate, grazie a una voce familiare che la guida e lei comprende che l’ombrellone “era proprio lì, dove era sempre stato, di fronte al mare, con sotto l’asciugamano e la borsa dei panini”.

Non riceve punizioni, nessuno sembra essersi accorto della sua piccola avventura: resterà un segreto fra il lettore e la bambina.

pagine interne del libro In spiaggia

Consiglio questo libro adesso per respirare un po’ di vacanze in anticipo e lo consiglierò sempre perché è un’esperienza da vivere con i propri bambini, che sapranno immedesimarsi all’istante nei sentimenti della protagonista e si perderanno con lei nella spiaggia piena di pance, sederi, piedi e persone “stanche tutte insieme”, esploreranno e osserveranno, vorranno allontanarsi ancora un po’, ma avranno paura, come lei, di averlo fatto troppo e con un vago senso di colpa torneranno infine felici sotto un ombrellone che è casa.

la spiaggia piena di pance e sederi

Buona lettura.

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Rossella Gardelli
Sono una libraia che si occupa di libri per l’infanzia. Ho cominciato a lavorare in libreria quasi per caso, seguendo un corso dopo la Laurea in Comunicazione. Ancora non sapevo che mi sarei innamorata dei libri per bambini, ma è successo! Dopo la nascita di mio figlio, che ora ha 6 anni, li ho approfonditi e compresi sempre di più e questo percorso mi ha portato a scoprire autori che non conoscevo e che invece ora fanno parte integrante della mia biblioteca personale. Sono lettrice volontaria di Nati per leggere e ho sempre libri con me così, anche senza preavviso, mi siedo e leggo volentieri ai bambini che vogliono ascoltare.