In viaggio: una storia di crescita e cambiamenti

di Maria Teresa Nardi 

Quando il libro IN VIAGGIO è arrivato in libreria l’ho sfogliato velocemente ma ho subito intuito che la storia all’apparenza molto semplice, senza colpi di scena, senza emozioni forti, senza una conclusione d’effetto, che racconta la partenza e il ritorno di due amici, narrava in realtà anche molto altro.

IN VIAGGIO

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Guido Van Genechten, trad. Francesca Degani, EDT Giralangolo, 2017
Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Copertina di Un viaggio

Ranocchio non si era mai allontanato dal suo villaggio. Un giorno viene invitato dall’amico Porcospino ad intraprendere un viaggio insieme, a lasciare un luogo certo e sicuro per andare lontano, verso una meta sconosciuta. Ranocchio accetta la proposta senza troppa convinzione, sale sulla decappottabile rosso fiammante di Porcospino, si mette comodo, allaccia le cinture e via… i due partono lasciandosi alle spalle il loro piccolo villaggio.

il villaggio alle spalle

Durante il tragitto, seduto dietro, Ranocchio comincia a rendersi conto di ciò che sta succedendo. L’idea di essere in viaggio lo fa sentire libero ed eccitato. Ama essere riscaldato dal sole ed accarezzato dal vento, anche se traspare la sua insicurezza che lo spinge a chiedere più volte a Porcospino:
“Allora? Non siamo ancora arrivati?”

La risposta dell’amico è sempre la stessa, pacata e decisa:
“Siamo in viaggio, Ranocchio”

i due amici in macchina

Un responso carico di significato, che rimanda ad altro, entro il quale si cela un invito a vivere l’esperienza, a fidarsi, a stare nel presente.

Il viaggio continua, Porcospino guida sorridente per ore, percorre tornanti e una lunga salita per arrivare sulla vetta del Monte Alto, mentre nel cielo fanno capolino nubi cariche di pioggia, che lo inducono a chiudere il tettuccio dell’auto. Ranocchio è impaziente, fa la solita domanda e l’amico lo invita ancora una volta a concentrarsi sul “qui ed ora”, ad ascoltare la pioggia e, una volta raggiunta la cima, con il motore spento ed il tettuccio aperto, a respirare a pieni polmoni l’aria di montagna e ad ammirare il panorama.

Anche Ranocchio apprezza la vista ma ha bisogno di chiedere conferma all’amico se il viaggio è finalmente concluso, se la meta è raggiunta. Porcospino gli ricorda ancora una volta “Siamo in viaggio”, come a dire “concentrati su quello che stiamo vivendo, goditi questi momenti”.

il campo di girasoli

I due salgono nuovamente in auto e riprendono la strada, imboccano una galleria che incute paura a Ranocchio: il timore del buio provoca in lui una forte emozione, forse mai provata prima, che lascia spazio, all’uscita, a tanta soddisfazione per aver superato la prova ma anche per trovarsi davanti una distesa immensa di blu luccicante… il mare! Ranocchio non sapeva che esistessero luoghi dove si poteva guardare così lontano, ne rimane affascinato, tanto da chiedere all’amico di poter proseguire ancora!

dentro la galleria

Questa richiesta racconta la crescita interiore di Ranocchio, l’acquisizione di una maggiore sicurezza, la scoperta di nuove emozioni e la voglia di continuare il viaggio senza più opporsi! Porcospino così decide di salire sul traghetto, per raggiungere l’altra sponda e proseguire il viaggio ancora per settimane e settimane.

Lungo la strada ascoltarono storie che non avevano mai sentito prima. Mangiarono frutti esotici, assaggiarono formaggi prelibati e ascoltarono musica così bella che faceva quasi venire da piangere. Intanto anche Ranocchio aveva imparato a guidare

Infine, un giorno ritornano al villaggio da dove mesi prima sono partiti. Ranocchio nota che molte cose sono cambiate, così come lui stesso, gli fa notare Porcospino che, prima di salutare e lasciare l’amico, decide di regalargli una grossa conchiglia, per poter sentire e ricordare il mare. Con la conchiglia appoggiata all’orecchio Ranocchio esclama: Sono in viaggio! e Porcospino risponde: Sempre, lo sei sempre.

Un viaggio dunque, una partenza e un ritorno che vogliono raccontare in maniera paradigmatica la ricchezza implicita dell’andare per il mondo, di scoprire luoghi e paesaggi (i protagonisti partono dalla pianura, superano la montagna e raggiungono il mare), di gustare cibi, di ascoltare storie e musiche appartenenti a terre lontane.

Un’auto rosso fiammante che rappresenta il “viaggio fisico”, lo spostamento, il movimento, l’andare alla scoperta… e Ranocchio quando vi sale fa un atto di coraggio, dimostra di fidarsi dell’amico ed è grazie a questa fiducia/relazione che può lasciare il villaggio, un posto sicuro e conosciuto, può abbandonare il noto per la scoperta, per l’incerto e l’ignoto.

L’incontro con l’altro rappresenta un ulteriore viaggio, la scoperta di chi abbiamo di fronte che, come fa Porcospino, ci può aiutare a superare i nostri limiti, le nostre insicurezze e paure, ci può spingere ad andare oltre, ad osare.

il mare

Per Ranocchio il viaggio è un’occasione unica per godere della libertà di essere sé stesso, di imparare cose nuove (scoprire il mare, guidare l’auto), di acquistare maggiore fiducia in sé – supera a poco a poco la necessità di chiedere continuamente se sono arrivati – per affrontare meglio i cambiamenti (attraversare la galleria buia). Ma il viaggio presuppone anche di superare una serie di prove: l’attesa, prima di raggiungere la meta, la fatica (i tornanti e la salita), la galleria (l’ignoto e il timore), l’inconveniente (la pioggia). Il viaggio si conclude con il ritorno al punto di partenza, al villaggio, che Ranocchio trova cambiato, così com’è cambiato lui.

In regalo riceve una conchiglia, un oggetto concreto che rappresenta il legame tra i due amici e, a mio avviso, la prova che nella relazione si può crescere; solo se si è accolti e curati, se si è pensati e contenuti da un’altra mente/cuore si può cambiare, maturare, evolvere ed imparare. Solo così si può essere sé stessi e si può continuare a viaggiare!

Le ariose illustrazioni di Van Genechten si possono ammirare su doppia facciata, scelta che permette anche alla vista di percepire la vastità dei diversi luoghi, di viaggiare, di vivere la profondità spaziale. Non fatevi trarre in inganno, però, dalle illustrazioni semplici e dai colori delicati, perché questo non è un libro solo per bambini!

IN VIAGGIO, pubblicato da EDT Giralangolo, è l’ultimo lavoro di Guido Van Genechten, autore che conosciamo bene perché ha pubblicato molti libri per bambini, tra i quali il più famoso è certamente Posso guardare nel tuo pannolino? (Clavis).

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Maria Teresa Nardi
Ho un tot di anni e vivo con 5 maschi, due molto pelosi e tre un po' meno; da sempre amo la musica, tutta! Questa passione è diventata lavoro, dopo essermi laureata in musicologia e diplomata in musicoterapia. Il suono, ma soprattutto la sua primordiale percezione, è diventato il centro dei miei interessi, tanto da approfondire la relazione sonora mamma/bambino sin dal concepimento. Ho pubblicato alcuni articoli, un libro e svolto attività formativa per genitori ed educatori. Poi, a sorpresa, mi ritrovo ad aprire una piccola, ma proprio piccola libreria per bambini dove ancora una volta la relazione sonora fatta di canti e di letture è al centro delle mie proposte: la libreria Libri e giochi, di Besana in Brianza.