Intervista a Giuliana Fanti di edizioni corsare

38 Condivisioni

Giuliana Fanti è la fondatrice e la direttrice editoriale di edizioni corsare, realtà indipendente nata a Perugia nel 2000 inizialmente con la volontà di pubblicare e far circolare testi teatrali di autori contemporanei.

Con il trascorrere degli anni il catalogo si è ampliato, pur mantenendo un focus sui testi teatrali, e oggi una buona fetta di pubblicazioni è indirizzata al pubblico infantile e a quello dei ragazzi fino a 12 anni. Libri per lo più progettati all’interno della casa editrice, albi illustrati raffinati o sperimentali, seguiti in ogni fase della loro realizzazione, dalla nascita dell’idea alla loro creazione e produzione.

A Giuliana Fanti, il cui lavoro stimiamo e seguiamo sempre con la massima attenzione, abbiamo rivolto alcune domande.

Intervista a Giuliana Fanti di edizioni corsare

 

Com’è nata la casa editrice?

Avevo lasciato da poco un’altra realtà editoriale che dividevo con una socia e l’esperienza mi aveva lasciato l’esigenza di misurarmi con un progetto tutto mio. Volevo mettermi alla prova, pubblicare quello che volevo, come volevo. Quindi è nata edizioni corsare, marchio e impresa individuale con sede a Perugia, dove risiedo da diversi anni.

Dimenticare Berni

Quali esperienze pregresse ti hanno portato all’editoria per ragazzi?

Diverse esperienze nel mondo della comunicazione e dell’informazione mi hanno portata a intraprendere il mestiere dell’editore. Maneggiare testi, tuoi o di altri, non so come, ma diventa una cosa di cui poi non riesci più a fare a meno.

Edizioni corsare non è partita però come editore per ragazzi; nei primi anni ha pubblicato soprattutto teatro contemporaneo internazionale. Dal Kohlhaas di Marco Baliani ai testi e saggi del regista e drammaturgo catalano José Sanchiz Sinisterra, o a quelli di autori africani come Koffi Kwahulé (recente vincitore del francese Grand Prix de littérature dramatique 2017) grazie alla collaborazione con il festival romano Festa d’Africa che per qualche anno ha portato in Italia interessanti autori africani allora sconosciuti. Il catalogo della collana Scenica è stato un bellissimo inizio.

l'isola dei due soli

Nel 2003 decisi di pubblicare l’albo illustrato di un grande amico scrittore: Piero Fabbri, ora scomparso. L’isola dei due soli era un progetto articolato che prevedeva interventi nelle scuole o nelle situazioni in cui bambini istituzionalizzati avessero modo di esprimere, con parole e immagini, l’isola-mondo dei loro sogni. L’Isola ci portò a incontrare tanti bambini e a sperimentare la potenza di un progetto aperto come quello. I bambini vi proiettavano sogni e desideri, ma anche paure e disagi. Così è iniziata e il terzo libro per ragazzi, un romanzo, fu subito acquistato dalla De Agostini scuola. Sembrava fatta, era facile in fondo. Ma la faccenda non lo era per niente; l’entusiasmo e il rigore non bastano per evitare errori di percorso che ci sono stati, e che si pagano cari.

Qual è il vostro intento come editori per ragazzi?

L’intento è quello di raccontare storie, perché c’è la vita nelle storie, ci sono tante vite, tanti luoghi, familiari o insospettati, immaginati o sconosciuti, e tanti modi di raccontarle. Così come ci sono tanti modi di disegnare la vita e i sogni, di rappresentarla, di comunicare sensazioni, emozioni, informazioni con le immagini. Storie che parlano di tutti o di uno solo, che raccontano punti di vista, che incuriosiscono e divertono, che fanno pensare. Che creano insomma quel bagaglio su cui si fonda la conoscenza e la crescita di una persona.

Ohhh cover

Oggi quanti titoli per bambini e ragazzi pubblicate all’anno?

In media una decina, tra illustrati e narrativa. Ma ultimamente qualcuno in più.

I vostri libri racchiudono una forte componente artistica e in molti di essi c’è un’attenzione speciale al teatro…

Come dicevo il teatro ha dato una forte impronta al catalogo. Dal 2005 ha preso vita anche una collana di testi teatrali, saggi e percorsi laboratoriali: Facciamo teatro! che ospita chi lavora sul campo: operatori, autori, registi di teatro dei ragazzi, ossia del teatro fatto con e dai ragazzi, non solo di teatro per. La collana era partita con grande slancio, poi la crisi generale e della scuola in particolare ne ha un po’ frenato la corsa.

E c’è anche Teatri di carta, che ospita albi illustrati che prendono spunto da spettacoli teatrali; insomma il teatro è parecchio presente nella storia di edizioni corsare.

In tutto questo la ricerca sull’immagine è molto importante, specialmente l’albo illustrato deve avere impatto, forza, coerenza; uno degli aspetti più delicati e anche più appassionanti è proprio trovare l’illustratore giusto per un testo, quando questo sia proposto da solo.

Una foglia

E’ sempre più condivisa l’opinione che i vostri albi illustrati siano frutto di una ricerca attenta e di una cura particolare riservata al progetto-libro: come siete arrivati a questo risultato? Quali criteri seguite nella scelta e pubblicazione dei vostri albi?

Quello dell’editore è un mestiere molto complesso, specialmente se ci si deve occupare di aspetti per me poco attraenti come l’amministrazione, il rapporto con i fornitori, con i distributori, ecc.

Tutto questo è bilanciato dalla parte creativa, dalla costruzione dei progetti. Ci arrivano tantissime proposte e la scelta non è sempre semplice. Ma iniziare una collaborazione con un’autrice o un autore e un illustratore o un’illustratrice è sempre un’avventura, spesso emozionante. Per il tipo di libri che edizioni corsare pubblica l’intervento nel progetto, che sia minimo o più consistente, è il nocciolo dell’impresa, quello che dà un senso a tutto il lavoro.

Sono centinaia ormai gli autori di testi o di immagini con cui ho lavorato in questi anni. Le linee guida fondamentali sono semplicemente: testi significativi e ben scritti e immagini che parlino ai lettori, piccoli o grandi che siano.

Quando arriva un progetto, o quando si costruisce insieme, di solito gli autori accolgono volentieri le suggestioni dell’editore. Penso che fare questo mestiere significhi anche questo, altrimenti il ruolo – e il segno – dell’editore sarebbe ininfluente. Le case editrici che fanno ricerca, e in Italia ce ne sono di magnifiche, nella grandissima varietà delle pubblicazioni, sono sempre riconoscibili, hanno sempre un tratto che accomuna i titoli in catalogo.

edizioni corsare_aeiou

Quali sono le tappe principali che hanno segnato la storia della vostra casa editrice?

Il prossimo anno edizioni corsare compirà diciotto anni; ci sono state ovviamente diverse fasi in questa storia: incontri, collaborazioni significative, inciampi e progressi. Il percorso direi che però è stato abbastanza lineare, per quanto riguarda le scelte.

Tappe importanti, visibili diciamo, sono state dopo qualche anno la conquista di una distribuzione nazionale, la collaborazione con un’agenzia per i diritti esteri con cui abbiamo venduto diritti dei nostri libri in molti paesi. Poi quelle meno evidenti; prese d’atto, consapevolezze conquistate, che pure credo abbiano hanno dato dei risultati.

Se doveste individuare, all’interno del vostro catalogo, uno o due titoli che hanno rappresentato una “svolta” per la vostra casa editrice, quali indichereste?

Sicuramente la pubblicazione del Kohlhaas ha segnato la storia della casa editrice che ha poi continuato a pubblicare di teatro. In tempi più recenti direi l’albo A ritrovar le storie, con i testi di Annamaria Gozzi e Monica Morini e le illustrazioni di Daniela Iride Murgia (tre straordinarie persone e autrici); oltre ad essere stata un’avventura davvero intensa in cui ci siamo spese con grande partecipazione, ha dato alla casa editrice una maggiore maturità. Che poi, guarda caso, A ritrovar le storie è diventato (facendo un percorso inverso a quello solito) uno spettacolo teatrale, portato in giro con grande passione dal teatro dell’Orsa di Reggio Emilia, di cui le autrici del testo sono parte. E dall’incontro con Daniela Iride Murgia sono nati altri libri.

edizioni corsare_capretta

Da quando avete cominciato a oggi: come siete evoluti come casa editrice per bambini?

L’editoria per ragazzi ha dei precisi criteri a cui attenersi, se si vuole fare un buon lavoro. Criteri che si possono sintetizzare nel rispetto per i lettori, per la loro sensibilità e intelligenza. Per qualche anno gli albi illustrati che edizioni corsare ha pubblicato erano considerati “troppo difficili”, “poco commerciali”. La scelta dei libri da pubblicare veniva fatta sull’onda dell’emozione che storia e immagini potevano trasmettere, ma i dati di vendita non premiavano quasi mai.

Le cose sono però molto cambiate in pochi anni; la massiccia produzione di albi, graphic novel e fumetti di qualità in Italia ha “sdoganato” tematiche, narrazioni e illustrazioni prima considerate inadatte. Anche il pubblico di riferimento è cambiato, ha acquisito una maggiore sensibilità rispetto alle pubblicazioni per ragazzi. Il livello delle proposte, soprattutto per merito di un nutrito gruppo editori indipendenti, ha abituato molti insegnanti, librai e genitori a essere più attenti ed esigenti nelle loro scelte. E ad apprezzare proposte meno ammiccanti, meno scontate.

In questo lavoro è fondamentale anche l’incontro diretto con il pubblico. I soli numeri delle vendite e delle odiate rese non restituiscono ovviamente tutte le informazioni utili. Il rapporto diretto con librai, insegnanti, genitori, ma soprattutto con i bambini e i ragazzi aiuta a capire moltissime cose. I bambini sono diretti, vanno per le spicce, non fanno tanti discorsi o giri di parole. Possono stroncare un libro con una battuta, e non c’è nessuna spiegazione che tenga. È anche vero però che un libro che magari da solo in libreria fa fatica a farsi apprezzare, letto ai ragazzi raggiunge l’obiettivo e c’è una risposta, una partecipazione.

Si cresce insieme, insomma.

edizioni corsare_i-veri-campioni

Obiettivi e buoni propositi per il futuro?

Continuare a divertirsi nel fare questo lavoro, altrimenti il gioco non funziona più.

 


Elenco delle interviste agli editori finora realizzate

 

38 Condivisioni