Intervista alla casa editrice Albe Edizioni

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La neonata Albe Edizioni inizia la sua avventura editoriale nel 2017 a Milano sotto i migliori auspici, sospinta da un gabbiano in volo illuminato dal sole (è la bella immagine scelta come logo) e forte della sua ricerca di libri di qualità, per dare in pasto ai bambini e ai ragazzi esclusivamente storie che non deludono.

Vi lascio all’intervista ai fondatori, che in un fitto dialogo a due voci hanno saputo restituire tutta l’essenza del loro lavoro e del loro impegno professionale.

Manuela Galassi e Alberto Cristofori, editori di Albe Edizioni

Intervista a Manuela Galassi e Alberto Cristofori
di Albe Edizioni

Prima di diventare editori per l’infanzia eravate già immersi nel mondo dei libri per bambini e ragazzi?

Manuela Galassi: Alberto ha una lunga esperienza di lavoro in campo editoriale, in particolare nel settore della scolastica. È anche autore di “versioni per ragazzi” della Divina Commedia e dei Promessi sposi, dei capolavori di Shakespeare e di Verdi, dei grandi poemi epici del Medioevo. Da qui nasce in lui l’idea di cimentarsi come editore, dal desiderio, da lettore appassionato, di fare qualcosa che permettesse anche ai più piccoli di essere partecipi a questa fantastica avventura per la fantasia che può essere il libro.

Alberto Cristofori: Quando mi è venuta questa idea, ovviamente non ho pensato di fare tutto da solo e ho chiesto l’aiuto di Manuela Galassi, amica dai tempi del liceo e anche lei appassionata lettrice. Manuela non ha la mia esperienza, ma proprio per questo riesce a portare uno sguardo spesso più fresco, più originale. E ha sensibilità, buon gusto e voglia di mettersi in gioco – tutte caratteristiche essenziali per chi voglia diventare imprenditore in qualsiasi campo, ma soprattutto in un settore come l’editoria per bambini.

Cosa vi ha spinto ad avviare una casa editrice per bambini e ragazzi?

MG: Troppo spesso si sente ripetere che i bambini non leggono più, che i libri hanno perso rilevanza rispetto ai nuovi media, che viviamo in un mondo di immagini e non di parole. Credo fermamente che non sia così e le statistiche, e ora anche la mia esperienza di editrice, per fortuna mi danno ragione. Fare libri per un pubblico di lettori giovani è una scommessa sul futuro. Nostro è, in prima istanza, il compito di offrire “materiale” di qualità per invogliare i figli a leggere più dei genitori e smentire, con sano ottimismo, tutte le previsioni negative.

Qual è lo spirito che anima il vostro catalogo, il filo comune che lega le vostre pubblicazioni?

AC: Qui tocchiamo un punto fondamentale. Osservando la concorrenza, la nostra impressione è che ci sia una gran fretta di insegnare ai bambini qualcosa di utile e pragmatico: a usare il vasino, a lavarsi i dentini, a dormire a comando, a contare, a scrivere, insomma a comportarsi conformemente al modello prestabilito. Perfino il gioco deve “servire” a qualcosa di “utile”: a socializzare, a sviluppare il muscoli o i riflessi, magari a guadagnare e a diventare famoso…

MG: Ci dimentichiamo spesso, noi adulti, di quelli che sono, realmente, i fondamenti di una personalità: la libertà di essere se stessi. I grandi personaggi della letteratura infantile, da Pinocchio a Pippi Calzelunghe, dai vecchi pirati tipo Sandokan e Long John Silver a Willy Wonka e al più recente Wonder… sono tutte figure che non si adeguano, che non rispettano le buone maniere e spesso neanche i buoni sentimenti.

Cyrano di Luca Dalisi
Cyrano dal naso strano, di Viola Ardone e Luca Dalisi, Albe Edizioni, prossima uscita

AC: Quello che vogliamo dire è che la fantasia, la forza dell’immaginazione, contano molto più dei messaggi espliciti. Si insegnano valori e principi in modo molto più efficace se, anziché enunciarli, dirli, li si mostra in azione, attraverso personaggi e vicende capaci di colpire in tutta libertà e in profondità l’immaginazione di chi legge.

MG: Ecco perché il nostro motto è libri che restano con noi: il nostro filo rosso non è un genere (come potrebbero essere la fiaba o il fantasy) e neanche un tema (con tutto il rispetto per chi lavora seriamente su problemi importanti come il bullismo, il razzismo o le famiglie arcobaleno); noi cerchiamo libri, quindi storie, che tocchino varie “corde”, in cui il piccolo lettore si possa riconoscere sentendosi coinvolto sul piano emotivo e fantastico. Da leggere e rileggere.

Albe Edizioni: un nome evocativo e luminoso, pieno di speranza…

MG: Se vogliamo riassumere in una formula la nostra filosofia, potremmo dire: rispetto e ammirazione per queste meravigliose, delicate “albe” e per il loro potenziale di immaginazione e creatività.

AC: Sia ben chiaro: un editore per bambini e ragazzi non può esimersi dal tenere in conto la pedagogia. La comunicazione parte da adulti, editore, autori, illustratori, che si rivolgono a dei bambini. Ma una cosa è avere ben presente questa responsabilità, tutt’altra cosa è assumere atteggiamenti didascalici, moralistici, ideologici.

MG: Il nome Albe vorrebbe trasmettere anche questa idea di leggerezza: il nostro logo è un sole che sorge e sul quale si staglia un libro aperto come un gabbiano in volo…

Come avete scelto i primi titoli messi a catalogo? Perché avete deciso di partire proprio da Hachiko e Pulcino?

AC: La prima cosa che ci ha colpito in questi due libri è stata l’intensità delle vicende narrate: la storia di Hachiko parla di un’amicizia che dura oltre la morte, di un cane sostanzialmente abbandonato che diventa un punto di riferimento ideale per un’intera comunità e per il quale il lettore non può che fare un “tifo” appassionato. La vicenda di Pulcino affronta il tema del distacco dalla madre, necessario per poter fare le prime esperienze autonome. Una tematica che coinvolge anche i piccolissimi, perché insita fin dalla nascita.

Hachiko
Hachiko, di Lluís Prats, illustrazioni di Zuzanna Celej, Albe Edizioni

MG: La seconda cosa, ma non in ordine di importanza, sono state le immagini. Avevamo già deciso che tutti i nostri libri sarebbero stati illustrati e che le immagini non dovevano costituire solo un “accompagnamento” del testo, ma dovevano, a loro volta, raccontare una storia. L’equilibrio fra immagini e parole è uno dei nostri obiettivi di fondo. Spesso si vedono libri graficamente splendidi, che alla lettura rivelano testi inconsistenti. E viceversa, grandi classici con immagini poco originali, o poco significative.

Sia nel caso di Pulcino che in quello di Hachiko, a noi sembra che le immagini contribuiscano a sottolineare ed arricchire la grande intensità delle vicende narrate, naturalmente con stili diversissimi tra loro, che tengono conto dell’età del lettore e delle sue capacità di “leggere” l’illustrazione.

Pulcino
Pulcino, di Chiara de Fernex, Albe Edizioni

Quanti titoli avete in programma di pubblicare all’anno?

MG: In questo primo anno 2017 siamo arrivati a nove titoli. Per l’anno prossimo abbiamo già più testi del necessario, il che vuol dire che qualcuno dovrà slittare al 2019…

AC: … A meno che non si ripeta in Italia l’exploit che Penny Berry ha avuto in Spagna. In questo caso potremmo anticipare il secondo volume rispetto alle previsioni.

MG: Penny Berry è una saga fantasy di Lluis Prats, lo stesso autore di Hachiko. In Spagna e negli altri paesi in cui l’hanno tradotta sta avendo un successo davvero notevole. A noi è piaciuta molto la figura della protagonista, un’adolescente che scopre di avere poteri che non sapeva di possedere… ma in fondo non è proprio questo l’adolescenza?

Come scegliete gli autori e gli illustratori dei vostri libri?

AC: Ci arrivano moltissime proposte, in media quasi due al giorno negli ultimi mesi… Le valutiamo singolarmente, anche se non possiamo pubblicare tutte quelle che meriterebbero, tanto meno rispondere (le nostre forze sono limitate…). In generale, vorremmo evitare i testi scritti o disegnati senza impegno, e purtroppo ne troviamo parecchi; chi pensa che i libri per bambini e ragazzi siano più facili di quelli per adulti si sbaglia di grosso e pecca di mancata onestà verso un pubblico che non è certo disposto a farsi prendere in giro.

GattoNando
Gatto Nando per il mondo, di Marina Mander, illustrazioni di Francesca Sacconi, Albe Edizioni

MG: Quello che vorremmo è che dai nostri libri emergesse la voce più autentica di chi scrive e di chi disegna. Noi facciamo sempre un grande lavoro di revisione dei testi e delle immagini: finché una storia non ci convince nei minimi dettagli, continuiamo a rompere le scatole agli autori, a rischio di farli arrabbiare. Facciamo aggiungere delle scene, spostandone altre, cambiamo dei dialoghi, chiediamo più forza espressiva a un’immagine ecc. L’esperienza di editor di Alberto (che gli ha valso anche la partecipazione, in questo ruolo, a Masterpiece) è un aiuto prezioso.

AC: Manuela è perfino più severa di me! La qualità delle immagini originali di Penny Berry, per esempio, non ci piaceva, ed è stata lei a trovare una giovanissima artista, Giada Carboni, che alla sua prima esperienza importante ha fatto un lavoro straordinario, forse anche perché è più vicina ai gusti dei lettori di Penny Berry.

Rosa senza spine
Rosa senza spine, di Mariella Ottino e Silvio Conte, illustrazioni di Eleonora De Pieri, Albe Edizioni

Il vostro esordio editoriale ha avuto un buon riscontro, con recensioni positive e apprezzamenti: e per quanto riguarda la diffusione? Come avviene la distribuzione dei vostri titoli?

MG: Abbiamo un distributore, la Directbook di Milano, specializzato in case editrici ai primi passi, come la nostra (un’incubatrice, come lui stesso si definisce), ma che copre tutto il territorio nazionale. Il grossista è Fastbook, che tutti i librai conoscono bene. Ma possiamo stabilire anche contatti diretti con le librerie indipendenti. E stiamo per trasformare il nostro sito in maniera da poter vendere online senza intermediari.

Oltre alla vendita dei libri, quali altre attività portate avanti per promuovere e far conoscere i vostri libri?

AC: Per ora abbiamo realizzato alcuni laboratori nelle librerie e abbiamo partecipato alla nostra prima fiera, “Il libro giusto” di Piacenza. Nel 2018 saremo presenti nelle più importanti esposizioni librarie. Ci piacerebbe essere invitati nelle scuole e stiamo cercando i canali giusti per poterlo fare.

casa editrice Albe Edizioni

Obiettivi e progetti per il futuro prossimo?

MG: Il 2018 vedrà uno sviluppo in particolare del settore stranieri: abbiamo in programma ben due libri di autori sloveni, Svetlana Makarovič e Miroslav Košuta, che da noi ancora nessuno conosce, ed è un vero peccato perché sono autentici gioielli. Intanto io sto traducendo Album familiar della cilena Sara Bertrand. Un’opera di grande poesia, ma non priva di momenti di ironia e umorismo che, devo dire, mi sta appassionando moltissimo e non vedo l’ora di proporla ai ragazzi di 12-13 anni. In realtà può essere rivolta a tutti e narra di come un gruppo di bambini si troverà a dover vivere e crescere sotto una dittatura. E poi Pulcino avrà un fratellino, Penny Berry continuerà le sue avventure… e noi con loro.


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